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Negli anni seguenti realizza commissioni a [[Bologna]], [[Roma]], nel nuovo palazzo imperiale di [[Venezia]], [[Ferrara]], [[Ravenna]] e [[Forlì]], dove si segnalano, in particolare, gli affreschi di [[palazzo Gaddi di Forlì|palazzo Gaddi]] e del [[Palazzo Comunale di Forlì|Palazzo Comunale]], attualmente visibili negli uffici del sindaco. A [[Cesena]] realizzò il ciclo decorativo di [[Palazzo Sirotti Gaudenzi]], completamente conservato e composto da varie tempere, tra cui "la partenza di Attilio Regolo" e "Edipo davanti alla grotta delle Eumenidi".
 
Nel [[1811]] fu nominato accademico di merito dell'Accademia di San Luca di [[Bologna]]. Decorò in questi anni anche l'appartamento napoleonico al [[Palazzo del Quirinale|Quirinale]] e lavorò al teatro di [[Imola]], e ancora a Faenza, nei palazzi Morri e Cavina e Palazzo Pasolini. Nel [[1819]] fu nominato membro dell'[[Accademia dei Virtuosi al [[Pantheon (Roma)|Pantheon]]. Morì per le conseguenze di una caduta da cavallo al ritorno da un viaggio a [[Bologna]] e fu sepolto a [[Roma]], in [[Sant'Andrea delle Fratte]].
 
Vero personaggio "irregolare" nel panorama artistico del [[neoclassico]], Giani conduceva una vita girovaga e ''bohemién'' e lavorava con un'organizzata bottega che comprendeva ornatisti, stuccatori e mobilieri. Tra i suoi principali collaboratori troviamo i plasticatori Antonio Trentanove, i fratelli G.B. e F.Ballanti Graziani e Gaetano Bertolani.