Luigi Fornaciari: differenze tra le versioni

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La necessità di guadagnare l'obbligò a lasciare parzialmente l'insegnamento - mantenne nel liceo la sola cattedra di greco - per entrare nel 1830 in magistratura, prima giudice e poi presidente della rota criminale di Lucca. Nel [[1837]] fu avvocato regio e nel [[1845]] fu ancora primo ''Presidente in Rota criminale'' e ''Consigliere di Stato''.
 
Nel [[1847]] consigliò il [[Duca]] [[Carlo Ludovico di Borbone]] di concedere lo [[Statuto]] ai Lucchesi , mostrando allo stesso tempo le ''piaghe dello Stato'': perciò perse onori e stipendi. Ma il [[Granduca]] [[Leopoldo II di Toscana]] lo risollevò, dandogli l'incarico di ''Procuratore generale''. Il Fornaciari entrò poi nella ''Corte Regia'' di Lucca, a capo del ''criminale''.
 
Dopo essere divenuto avvocato regio, ebbe l'occasione di sperimentare le cause dei [[delitto|delitti]], molti dei quali originati dalla miseria e da carenza di educazione, quindi nell'[[Accademia Lucchese]] compose e lesse ''Discorsi'' sulla povertà, per ottenere l'istituzione di [[asilo|asili]] infantili e aiuti per l'istruzione e la disciplina dei bisognosi. Divenne Scolarca dei Filomati di Lucca e presenziava regolarmente alle adunanze dell'Istituzione, come testimoniano gli Atti della Reale Accademia De' Filomati.