Differenze tra le versioni di "Riflessione diffusa"

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Se ci guardiamo intorno, scopriamo che quello che permette al nostro occhio di formare un'immagine di quasi tutte le cose che ci circondano è la loro riflessione diffusa. Le eccezioni sono poche: vetri, liquidi, metalli, qualche riflesso da oggetti lucidi, e, naturalmente, le sorgenti che emettono luce, come il sole o le lampadine (nonché lo schermo che stiamo guardando in questo momento, che, comunque, emette luce diffusa). All'aperto, si aggiunge la luce diffusa dal cielo: quella blu che viene dall'aria per lo [[scattering di Rayleigh]], quella bianca delle nuvole ([[scattering di Mie]]), quella variamente colorata del tramonto.
Tanto che si può senz'altro dire che la percezione della luce diffusa dalla superficie degli oggetti è il nostro più importante meccanismo di osservazione visiva.<ref name="y">{{citeCita journalpubblicazione
|authorautore=Mandelstam, L.I.
|titletitolo=Light Scattering by Inhomogeneous Media
|journalrivista=Zh. Russ. Fiz-Khim. Ova.
|volume=58
|page=381
|yearanno=1926
}}</ref>
== Note ==
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