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{{Vedi anche|Battaglia di Stalingrado|Operazione Urano}}
[[File:Battle of Stalingrad.png|thumb|right|300px|Battaglia di Stalingrado, accerchiamento strategico della 6ª Armata tedesca]]
La mattina del [[19 novembre]] [[1942]] due "fronti" sovietici (equivalenti approssimativamente a due gruppi di armate tedeschi), il ''Fronte Sud Ovest'' (generale [[Nikolaj Vatutin]]) ed il ''Fronte del Don '' (generale [[Konstantin Konstantinovič Rokossovskij]]) attaccarono le forze rumene schierate sul [[Don (fiume russo)|Don]] a protezione delle retrovie della [[6. Armee (Wehrmacht)|6ª armata]] tedesca impegnata contro la 62ª e la 64ª armata sovietiche (appartenenti al ''Fronte di Stalingrado'' del generale [[Andrej Ivanovič Erëmenko]]) che difendevano la importante città di [[Volgograd|Stalingrado]]. Ebbe così inizio la cosiddetta [[Operazione Urano]]<ref>C.Bellamy, ''Guerra assoluta'', pp. 614-615.</ref>.
 
L'attacco a nord della città (''Fronte Sud Ovest''), partendo dalla testa di ponte di [[Serafimovič]] travolse la 3ª armata rumena, aprendo un varco di 80&nbsp;km nelle linee dell'Asse<ref>A. Petacco op. cit. pag 1612</ref>. I corpi corazzati sovietici si lanciarono in avanti superando la resistenza nemica, respingendo i confusi contrattacchi delle riserve mobili tedesche e raggiungendo in pochi giorni le retrovie della 6ª Armata tedesca, mettendone in pericolo le linee di comunicazione<ref>J.Erickson, ''The road to Stalingrad'', pp. 465-466.</ref>. Mentre le colonne meccanizzate del ''Fronte Sud Ovest'' del generale Vatutin procedevano nella steppa in direzione di [[Kalač-na-Donu|Kalač]] e dei ponti sul Don, il [[20 novembre]] passarono all'attacco anche la 64ª, 51ª e 57ª armata del ''Fronte di Stalingrado''; anche in questo settore le forze tedesco-rumene vennero rapidamente sconfitte e i carri armati sovietici avanzarono velocemente verso ovest per ricongiungersi con i reparti dell'[[Armata Rossa]] in rapido avvicinamento da nord-ovest<ref>J.Erickson, ''The road to Stalingrad'', pp. 466-469.</ref>.
 
Il congiungimento fra i corpi corazzati e meccanizzati del ''Fronte Sud Ovest'' (reparti del [[5° Corpo corazzato della Guardia (Armata Rossa)| Corpo corazzato]] del generale [[Andrej G. Kravčenko]] e del [[1° Corpo corazzato della Guardia (Armata Rossa)|26º Corpo corazzato]] del generale [[Andrej G. Rodin]]) e del ''Fronte di Stalingrado'' (unità del [[3° Corpo meccanizzato della Guardia (Armata Rossa)|4º Corpo meccanizzato]] del generale [[Vasilij T. Volskij]]) avvenne già il [[23 novembre]] nella località di Sovietski, completando in questo modo la rapidissima manovra di accerchiamento che avrebbe isolato in una grande sacca quasi 300.000 soldati tedeschi e impresso una svolta decisiva alla guerra sul [[Fronte orientale (seconda guerra mondiale)|fronte orientale]]<ref>J.Erickson, ''The road to Stalingrad'', pp. 469-472.</ref>. Alcuni storici hanno definito l'Operazione Urano, per le sue dimensioni e per la sua importanza militare e politica, la più grande manovra di accerchiamento di tutti i tempi<ref>C.Bellamy, ''Guerra assoluta'', p. 618.</ref>
 
A questo punto l'unica speranza per la 6ª armata era di aprirsi un varco per ricongiungersi con le truppe tedesche ancora presenti sulla riva occidentale del [[Don (fiume russo)|Don]], invece da [[Adolf Hitler|Hitler]] in persona venne l'ordine di resistere a oltranza, mentre la [[Luftwaffe (Wehrmacht)|Luftwaffe]] avrebbe provveduto al rifornimento [[Logistica militare|logistico]] delle truppe. Il ponte aereo, tuttavia, fu in grado di fornire solo una quantità di viveri e materiale nettamente inferiore alle necessità dell'armata, la 6ª armata avrebbe avuto bisogno di 500 t di rifornimenti al giorno, mentre la Luftwaffe poteva trasportare un massimo di 300 t al giorno, ma solo in condizioni ottimali, e non nelle condizioni dei mesi invernali russi<ref>A. Petacco op. cit. pag 1613 e pag 1615</ref>.
Agli inizi di dicembre il comandante della 6ª armata, generale [[Friedrich Paulus|Paulus]], chiese nuovamente l'autorizzazione ad aprirsi un varco per ricongiungersi alle forze tedesche sul Don, ma gli venne nuovamente negata l'autorizzazione, nella speranza che il [[feldmaresciallo]] [[Erich von Manstein|von Manstein]] riuscisse a collegarsi alle forze tedesche a Stalingrado, con l'operazione ''Wintergewitter'' (Tempesta invernale). Tuttavia la preponderanza delle forze di blocco sovietiche impedì alle forze di von Manstein di penetrare nel dispositivo sovietico, e le costrinse ad arrestarsi a circa 40&nbsp;km dalle forze accerchiate. L'operazione, scattata il [[12 dicembre]], il [[21 dicembre]] giunse a 40&nbsp;km da Paulus, che non fu in grado di intervenire per realizzare il congiungimento a causa della mancanza di carburante. Lo sfondamento del fronte dell<nowiki>'</nowiki>''8ª armata'' italiana a nord espose le forze di von Manstein ad essere accerchiate a loro volta, quindi le forze furono costrette a ripiegare alla [[24 dicembre|vigilia di Natale]]<ref>A. Petacco op. cit. pag 1615</ref>.
 
A questo punto laLa sorte della 6ª armata era segnata, con le temperature invernali della steppa russa ed i viveri che calavano inesorabilmente i tedeschi cominciarono a ridurre l'area della sacca, mentre gli aerei che portavano i rifornimenti sempre insufficienti ripartivano carichi di personale, l'ordine di evacuazione prevedeva, nell'ordine: feriti, generali Jäneke (ferito) e Steinmetz (gravemente ammalato), comandi divisionali (79ª, 94ª e 384ª divisione), alti ufficiali destinati ad altri incarichi, aspiranti (sottotenenti) del corpo di Stato Maggiore, comandanti, sottufficiali e specialisti di unità corazzate<ref>A. Petacco op. cit. pag 1617</ref>. La sacca agli inizi di gennaio era lunga circa 30&nbsp;km e profonda 50, il [[9 gennaio]] i sovietici chiesero la capitolazione della 6ª armata, offrendo garanzie ai soldati tedeschi per "dopo la guerra"<ref>A. Petacco op. cit. pag 1621</ref>, offerta respinta da Paulus dopo essersi consultato per radio con Hitler. Il giorno successivo iniziò quello che doveva essere l'attacco finale, il giorno [[16 gennaio]] la sacca era lunga 25&nbsp;km e profonda 14, il [[25 gennaio]] cadde l'ultimo aeroporto e la 6ª armata fu divisa in due tronconi. Ormai, esaurite le munizioni, gli artiglieri sabotavano i pezzi per non farli cadere nelle mani del nemico, il [[30 gennaio]] Paulus distrusse le trasmittenti del suo comando mentre i sovietici stavano disinnescando le mine che lo proteggevano, all'alba del [[31 gennaio]] il capo di stato maggiore di Paulus iniziò le trattative per la capitolazione. Il [[2 febbraio]] si arrese anche la sacca settentrionale, concludendo così la battaglia di Stalingrado.
 
==Vantaggi e svantaggi dell'aggiramento==