Serge Latouche: differenze tra le versioni

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È uno degli animatori de [[:fr:Revue du MAUSS|La Revue du MAUSS]], presidente dell'associazione «La ligne d'horizon», è professore emerito di Scienze economiche all'[[Università]] di [[Parigi]] XI e all'Institut d'études du devoloppement économique et social (IEDES) di [[Parigi]].
 
== Pensiero ==
{{Vedi anche|L'occidentalizzazione del mondo|Decrescita}}
È tra gli avversari più noti dell'[[L'occidentalizzazione del mondo|occidentalizzazione]] del pianeta e un sostenitore della [[decrescita]] conviviale e del [[localismo]].
 
Conosciuto per i suoi lavori di [[antropologia economica]], Serge Latouche critica il concetto di economia intesa in ''modo formale'', ossia come attività di mera scelta tra mezzi scarsi per poter raggiungere un fine. Rifacendosi in tal senso al pensiero di [[Karl Polanyi]] egli mira a proporre nelle sue opere il concetto dell'''economico'', rifacendosi alla definizione di ''economia sostanziale'', intesa come attività in grado di fornire i mezzi materiali per il soddisfacimento dei bisogni delle persone<ref>K. Polanyi, ''Economie primitive arcaiche e moderne'', [[Giulio Einaudi Editore|Einaudi]], [[1980]], pag. 135.</ref>.
 
Critica, attraverso argomentazioni teoriche e con un approccio empirico comprensivo di numerosi esempi, il concetto di [[Sviluppo economico|sviluppo]] e le nozioni di razionalità ed efficacia economica. Queste infatti appartengono ad una visione del mondo che mette al primo posto il fattore economico; per Latouche invece si tratta di "far uscire il martello economico dalla testa", cioè di decolonizzare l'immaginario occidentale<ref>Cfr.Serge Latouche, ''Decolonizzare l'immaginario. Il pensiero creativo contro l'economia dell'assurdo'', ed. EMI, 2004</ref>, che è stato colonizzato dall'[[economicismo]] sviluppista<ref>Serge Latouche, ''Mondializzazione e decrescita. L'alternativa africana'', edizioni Dedalo, 2009 pp.112 e sgg.</ref>. In questo quadro egli critica anche il cosiddetto "sviluppo sostenibile", espressione che a prima vista suona bene, ma che in realtà è profondamente contraddittoria, e rappresenta un tentativo estremo di far sopravvivere lo sviluppo, cioè la crescita economica,facendo credere che da essa dipenda il benessere dei popoli. I numerosi testi di Latouche invece evidenziano che i maggiori problemi ambientali e sociali del nostro tempo sono dovuti proprio alla crescita ed ai suoi effetti collaterali; di qui l'urgenza di una strategia di decrescita, incentrata sulla sobrietà, sul senso del limite, sulle "8 R" (riciclare, riutilizzare ecc.) per tentare di rispondere alle gravi emergenze del presente.
ed. EMI, 2004</ref>, che è stato colonizzato dall'[[economicismo]] sviluppista<ref>Serge Latouche, ''Mondializzazione e decrescita. L'alternativa africana'', edizioni Dedalo, 2009 pp.112 e sgg.</ref>. In questo quadro egli critica anche il cosiddetto "sviluppo sostenibile", espressione che a prima vista suona bene, ma che in realtà è profondamente contraddittoria, e rappresenta un tentativo estremo di far sopravvivere lo sviluppo, cioè la crescita economica,facendo credere che da essa dipenda il benessere dei popoli. I numerosi testi di Latouche invece evidenziano che i maggiori problemi ambientali e sociali del nostro tempo sono dovuti proprio alla crescita ed ai suoi effetti collaterali; di qui l'urgenza di una strategia di decrescita, incentrata sulla sobrietà, sul senso del limite, sulle "8 R" (riciclare, riutilizzare ecc.) per tentare di rispondere alle gravi emergenze del presente.
 
Nemico del [[consumismo]] e della razionalità strumentale, Latouche è un intellettuale che presenta tratti assai personali ed è stato introdotto nel dibattito italiano da case editrici e gruppi culturali della [[sinistra]] radicale.
Latouche è uno dei critici più acuti della ideologia [[universalismo|universalista]] dalle connotazioni [[utilitarismo|utilitariste]]: rifacendosi anche alle concezioni di [[Marcel Mauss]] e di [[Ivan Illich]], rivendica la liberazione della società occidentale dalla dimensione universale economicista.
A coloro che nel mondo contemporaneo mettono in discussione la prospettiva universalista, cioè la pretesa della civiltà occidentale di imporre a tutto il mondo una serie di valori considerati validi per tutto il genere umano si obietta d'altra parte che criticando l’universalismo, si può finire nel [[relativismo]] e nel particolarismo. Non è stato forse il particolarismo, inteso come l'esaltazione delle culture particolari quello che spesso ha generato divisioni e lotte in nome di una ristretta, egoistica, visione della propria [[Identità (scienze sociali)|identità]]?
 
Latouche ribalta questa accusa addossandola proprio all'universalismo che non è altro che una creazione ideologica occidentale, di un occidente che in nome della propria identità, dell'identità della ''tribù occidentale'', come dice Rino Genovese<ref>''La tribù occidentale. Per una nuova teoria critica (1995)'', Feltrinelli</ref>, pretende d'imporre un [[imperialismo]] [[cultura]]le al resto del mondo.
Contro l'universalismo Latouche rivendica invece la necessità di «''valorizzare l’aspirazione a un dialogo fra le culture, a una coesistenza delle culture. Per questo alla prospettiva dell’universalismo [opponendo] piuttosto un "universalismo plurale," che consiste nel riconoscimento e nella coesistenza di una diversità, e nel [[dialogo]] fra queste diversità.''»
 
== Note ==
<references/>
 
== Bibliografia ==
* [http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/interlinea02.html Raccolta di articoli in "Interlinea...con" a cura di Nadia Scardeoni]
*(''Epistémologie et économie. Essai sur une anthropologie sociale freudo-marxiste'', 1973)
*''[[Come si esce dalla società dei consumi]]. Corsi e percorsi della decrescita'' (''Sortir de la société de consommation'', 2010) (Bollati Boringhieri, 2011)
 
== Voci correlate ==
*[[Karl Polanyi]]
*[[Alain Caillé]]
{{Interprogetto|q}}
 
== Collegamenti esterni ==
*[http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/interlinea02.html/ Economia e Mondializzazione]
*[http://www.lalignedhorizon.org/ La ligne d'horizon]
Utente anonimo