Teatro greco di Siracusa: differenze tra le versioni

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{{NN|archeologia|luglio 2009}}
{{quote|Malgrado lo stato di abbandono, resta tuttora uno dei più bei posti del mondo ed offre lo spettacolo più grandioso e più pittoresco che ci sia.|[[Vivant Denon]], ''Voyage en Sicile''}}
Il '''Teatro greco di [[Siracusa]]''' è un [[Teatro (architettura)|teatro]] costruito nella sua prima fase nel [[V secolo a.C.]] sulle pendici sul lato sud del colle Temenite e rifatto nel [[III secolo a.C.]] e ancora ritrasformato in epoca [[Romani|epoca romana]].
 
==Il teatro arcaico==
[[Immagine:Theatre Panoramic.jpg|thumb|450px|right]]
L'esistenza di un teatro a Siracusa viene menzionata già alla fine del V secolo a.C. dal [[mimo]]grafo [[Sofrone di Siracusa|Sofrone]], che cita il nome dell’architetto, ''Damocopos'', detto ''Myrilla'' per aver fatto spargere unguenti (“myroi”) all’inaugurazione. Non è dimostrato, però, che il passo ricordi questo monumento, potendosi pensare ad altro teatro posto in un altro luogo. È comunque certo che un teatro a Siracusa sia stato utilizzato sin da periodo protoclassico e in esso sembra si sia svolta l'attività teatrale del [[commediografo]] [[Epicarmo]], dei contemporanei [[Formide]] e [[Deinoloco]]. a Siracusa [[Eschilo]] rappresentò (forse nel [[456 a.C.]]) "''Le Etnee''" ([[Tragedia greca|tragedia]] scritta per celebrare la rifondazione di [[Catania]] con il nome di ''Aitna'' o di un centro con nome Aitna dove avevano trovato rifugio gli esuli catanesi in seguito alla distruzione della calcidese Katane ad opera di [[Ierone I di Siracusa|Ierone I]])
E' comunque certo che un teatro a Siracusa sia stato utilizzato sin da periodo protoclassico e in esso sembra si sia svolta l'attività teatrale del [[commediografo]] [[Epicarmo]], dei contemporanei [[Formide]] e [[Deinoloco]]. a Siracusa [[Eschilo]] rappresentò (forse nel [[456 a.C.]]) "''Le Etnee''" ([[Tragedia greca|tragedia]] scritta per celebrare la rifondazione di [[Catania]] con il nome di ''Aitna'' o di un centro con nome Aitna dove avevano trovato rifugio gli esuli catanesi in seguito alla distruzione della calcidese Katane ad opera di [[Ierone I di Siracusa|Ierone I]])
Anche ''[[I Persiani]]'', già rappresentata ad Atene nel [[472 a.C.]] dovrebbe essere stata rappresentata a Siracusa. Quest'ultima opera è giunta fino a noi, mentre la prima è andata perduta. Alla fine del secolo V a.C. o agli inizi del IV a.C. vi furono rappresentate probabilmente le opere di [[Dionisio I di Siracusa|Dionisio I]] e dei tragediografi ospitati alla sua corte, tra cui [[Antifonte]]...
 
éÈ stato ipotizzato (Polacco) che Inin quest'epoca il teatro non avesse ancora la forma a semicerchio, che diventerà canonica alla fine del IV sec.secolo a.C. e nel corso del III a.C., ma poteva essere costituito da tre gradinate rettilinee, disposte a trapezio. [[Diodoro Siculo]] riferisce l'arrivo a Siracusa di Dionisio nel [[406 a.C.]] nel momento in cui il popolo usciva dal teatro. [[Plutarco]] racconta invece dell’irruzione di un toro infuriato nel teatro durante un’assemblea cittadina ([[355 a.C.]]), e dell’arrivo in carro di [[Timoleonte]] nel [[336 a.C.]], mentre il popolo vi era riunito, testimoniando l'importanza dell'edificio nella vita pubblica.
 
==Il teatro ellenistico==
[[Immagine:Syracuse theatre2.jpg|thumb|350px|left]]
Sembra che il teatro sia stato sottoposto a un intervento di ristrutturazione nel III sec. a C. dopo il [[238 a.C.|238]] e certamente prima della morte di Ierone II il [[215 a.C.]], nella forma che oggi vediamo, [[Ierone II]]. La sua costruzione era stata progettata tenendo conto sia della forma naturale del colle Temenite, che della possibilità di sfruttare al massimo l’[[acustica]]. Tipica caratteristica dei teatri greci è anche la valorizzazione della visione panoramica, cui il teatro di Siracusa non doveva essere esente, offrendo la visione dell’arco del porto e dell’isola di [[Ortigia]], pur la scena impedendo la vista che oggi si ha.
 
La [[cavea]] aveva un diametro di 138,60 metri, uno dei più grandi del mondo greco, ed era in origine costituita da 67 ordini di gradini, per la maggior parte scavati nella roccia viva e divisi in 9 settori ("cunei") da scalinate. A metà altezza correva una precinzione ("diazoma") che la divideva in due settori. Sulla recinzione sono incisi in corrispondenza dei cunei nomi di divinità ([[Zeus]] Olimpio, [[Eracle]]) e di membri della famiglia reale (lo stesso Ierone II, sua moglie Filistide, la nuora Nereide, figlia di [[Pirro]] e il figlio [[Gerone II di Siracusa|Gelone II]], che hanno spinto alcuni autori a considerare le iscrizioni medesime utili per una datazione del monumento e se non della costruzione della sua rilavorazione. Le file superiori di gradini, oggi scomparse, erano costruite e poggiavano sopra un terrapieno sostenuto da muri di contenimento. Sull’asse centrale della gradinata è scavata nella roccia una zona che può aver consentito la realizzazione di una tribuna, forse destinata a personaggi di particolare rilievo.
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