Differenze tra le versioni di "Antifrasi"

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{{Avvisounicode}}
L''''antìfrasi''' (dal [[lingua greca|greco]] {{polytonic|ἀντί}}, "contro", e {{polytonic|φράσις}}, "locuzione") è una [[figura retorica]] per cui il significato di una parola, di un sintagma o di una frase èrisulta opposto a quello che assume normalmente. "È la forma più scoperta, aggressiva e ingenua di ironia"<ref name=garzantidiz>''Dizionario di linguistica'', 2004, cit., p. 68-9.</ref>.
 
Così i Greci diedero superstiziosamente il nome di ''[[Eumenidi]]'' («le benevole») alle [[Erinni]] (esempio non proprio calzante, visto che nell'Orestea di Eschilo le Erinni, da furie vendicatrici che perseguitano Oreste divengono alla fine divinità propriamente benevole - leggasi in particolare l'esodo della tragedia "Le Eumenidi" di Eschilo)
 
L'uso dell'antifrasi, quando coinvolge la voce narrante (per esempio in alcune novelle di [[Giovanni Verga|Verga]] come ''Rosso Malpelo''), procura nel lettore il caratteristico effetto dello [[straniamento]], per cui chi legge si trova immerso in un'ottica ideologica che è normalmente censurata, o ritenuta criticabile, dal senso comune.
 
==Note==
<references/>
 
==Bibliografia==
*(a cura di) [[Gian Luigi Beccaria]], ''Dizionario di linguistica'', ed. Einaudi, Torino, 2004, ISBN 978-88-06-16942-8
 
== Voci correlate ==
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