Killing fields: differenze tra le versioni

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L'espressione '''killing fields''' ([[campi di sterminio]]) è usata in primo luogo per indicare i siti in Cambogia dove avvennero massacri di massa sotto il regime comunista di [[Pol Pot]] dal 1975 al 1979. Il termine è divenuto famoso grazie al film "The Killing Fields" di [[Roland Joffé]], uscito nel 1984 e tradotto in italiano col titolo ''[[Urla del silenzio]]''.
 
Il film mostra immagini di campi agricoli disseminati di teschi e ossa umane. L'espressione indica, con accezione più estesa, anche i [[campicampo di lavoro forzato|campi di lavoro forzato]] dove la maggior parte della popolazione cambogiana fu costretta ai [[lavoro forzato|lavori forzati]], in condizioni durissime che causavano facilmente la morte per sfinimento o fame; inoltre, la minima ribellione o il minimo errore erano spesso puniti con la morte.
 
Anche le prigioni, come la nota S-21 (sito di sterminio in quanto solo 7 dei 17.000 prigionieri sono sopravvissuti) oggi sede del [[Tuol Sleng Genocide Museum]], sono spesso annoverate fra i "killing fields".
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