Differenze tra le versioni di "Industria culturale"

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L'industria culturale, in conclusione, sfornerà prodotti che avranno solo una parvenza d'armonia, un'armonia che altro non è che condiscendenza nei confronti di una totalità data. Ad esempio in un film il rapporto tra parti e il tutto verrà risolto a favore dell'effetto calcolato con precisione e l'unità dell'opera si frantumerà in momenti "gustosi", nel piacere dell'attimo e della facciata.
"Divertirsi significa essere d'accordo. Divertirsi significa ogni volta: non doverci pensare, dimenticare il dolore anche là dove viene mostrato" (''ivi'', p. 156).
 
L'industria culturale, secondo Horkheimer e Adorno interviene in modo pervasivo sulle modalità di fruizione dei beni, sapientemente contraddistinta dall<nowiki>'</nowiki>''amusement'' e dall<nowiki>'</nowiki>''easy listening''. Allo scopo di ottenere la manipolazione degli individui l'industria culturale vuole che l'occasione di fruizione debba poter essere ottenuta senza alcuno sforzo da parte del fruitore. Per ottenere ciò ricorre allo strumento dello stereotipo, vale a dire alla stabilizzazione di alcuni elementi utili per la loro riconoscibilità in futuro. Inoltre, secondo gli studiosi della Scuola di Francoforte, i rapporti esistenti tra i diversi messaggi trasmessi dai prodotti dell'industria culturale, non sono casuali e "manifestano la tendenza a canalizzare la reazione del pubblico […]. La maggioranza degli spettacoli televisivi oggi punta alla produzione, o almeno alla riproduzione, di molta mediocrità, di inerzia intellettuale, e di credulità, che sembrano andar bene con i credi dei totalitari, anche se l'esplicito messaggio superficiale degli spettatori può essere anti-totalitario" (''ivi'', p. 385).
 
== Dibattito ==