Differenze tra le versioni di "Codolo"

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Fu solo con le [[spade celtiche]] che nacque il codolo vero e proprio. Gli armaioli di [[Cultura di La Tène| La Tène]] realizzarono [[armi bianche]] manesche dalla cui lama, più precisamente dal "forte" della lama, dipartiva non più una piastrina traforata bensì un vero e proprio [[artiglio]] (in [[lingua inglese]] il codolo è ancora oggi indicato con il [[vocabolo]] ''tang'', i.e. "artiglio") destinato ad essere chiuso tra le componenti lignee o metalliche della manica. Questa lunga e sottile cuspide di ferro veniva poi assicurata all'impugnatura ribattendolo contro di essa o incastrandola in un bottone terminale: conseguentemente all'invenzione del codolo si originò così il pomolo della spada.
 
==Etimologia==
Il vocabolo "codolo" veniva inizialmente utilizzato in [[lingua italiana]] per indicare il prolungamento dei una [[forchetta]] o di un [[cucchiaio]] costituentene il manico.
{{quote|CÓDOLO la parte di un cucchiaio e di una forchetta (che rassomiglia a una CÓDA), con cui si tengono in mano per adoperarli.|AAVV (1827), ''Dizionario della Lingua Italiana'', Padova, nella Tipografia della Minerva, v. II, p. 350.}}
La lingua metallica della lama di un'arma bianca incastonata nell'impugnatura veniva invece indicata come "coda" per il coltello o "spiga" per la spada.
{{quote|''Spica della lama'' si dice la coda della medesima, ed è quel pezzo di ferro, che passa per la ''impugnatura'', e pomo a somiglianza della coda del Coltello, che passa pe'l suo manico.|[[Giuseppe Rosaroll|Rosaroll-Scorza, Giuseppe]] ([[1814]]) [e] Grisetti, Pietro, ''La scienza della scherma esposta dai due amici il barone Rosaroll Scorza commendatore dell'ordine reale delle Due Sicilie, maresciallo di campo ecc. e Pietro Grisetti capo di battaglione del I.mo reggimento dell'artiglieria'', Napoli, nella Stamperia Reale, p. 10.}}
==Descrizione==
==Note==
<references/>