Differenze tra le versioni di "Santuario dell'Addolorata (Rho)"

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Dopo un'indagine sull'accaduto, l'arcivescovo, il futuro [[San Carlo Borromeo]], ordinò all'architetto [[Pellegrino Tebaldi]] la progettazione di un santuario per il culto mariano allo scopo di commemorare il miracolo. La posa della prima pietra avvenne solo un anno dopo, il [[6 marzo]] [[1584]], e il nuovo luogo di culto avvolse la piccola cappella, che pure oggi è ancora accessibile dall'esterno.
 
Nell'ottobre di quell'anno San Carlo tornò nuovamente a Rho, ospite dei conti Simonetta, e prese alcune decisioni riguardo al Santuario in costruzione: metà delle elemosine sarebbero andate ai sacerdoti del [[Collegio dei Padri Oblati]], ai quali venne conferito il compito di supervisionare la costruzione della struttura e la loro futura gestione. Non molti giorni dopo San Carlo morì e gli succedette [[Gaspare Visconti]], che con un decreto confermò la volontà dell'illustre predecessore. La Parrocchia di Rho non accettava questa soluzione, desiderando il controllo della situazione, ma a favore degli Oblati si schierò anche il [[Papa Gregorio XIV]].
 
Nel [[1586]] il santuario, sebbene ancora in lavorazione, venne già aperto al culto dal cardinale Visconti e [[Federico Borromeo]]: l'affresco della Pietà fu posto sull'altare maggiore, dove si trova tuttora. Da quel momento in poi però l'edificazione del luogo di culto fu lenta e richiese in tutto circa tre secoli. Nel [[1694]] vennero poste le fondamenta per il [[peristilio]] che avrebbe dovuto abbellire il santuario secondo il progetto del Tebaldi. Il [[4 aprile]] [[1721]] fu ufficialmente costituito il Collegio dei Padri Oblati, per la cui edificazione viene prescelto il terreno accanto al Santuario, impedendo di fatto la realizzazione del peristilio.
 
Nel piazzale del sagrato, davanti all'entrata del santuario e del Collegio degli Oblati, è stata eretto nel 1884 un monumento bronzeo a San Carlo, disegnata dallo scultore [[Francesco Barzaghi]] e realizzata dalla [[Fonderia Barigozzi]].
 
==Il Collegio dei Padri Oblati==
Il Collegio venne progettato da Giulio Galliori nel [[1766]], ma la sua realizzazione iniziò solamente oltre un secolo più tardi, per terminare nel 1912. Costruito su un'area precedentemente pensata per il peristilio, si affaccia su un giardino all'italiana di due ettari di estensione.
Il complesso architettonico è organizzato intorno ad un chiostro ed ogni lato è costituito da tre arcate con colonne binate in [[granito rosa di Baveno]].
 
Al suo interno si trovano le abitazioni dei sacerdoti, sale destinate a conferenze, camere affittate ad ospiti, una stazione radio, una biblioteca Sono conservate inoltre numerose opere d'arte, fra cui dipinti di [[Bernardino Luini]], [[Solario]], [[Stefano Danedi]], [[Stefano Maria Legnani]], [[Tommaso Legnani]], [[Andera Lanzani]], [[Antonio Magatti]], [[Fiammenghino]] e [[Giuseppe Vermiglio]] e una [[Via Crucis]] incisa da [[Giandomenico Tiepolo]] nel 1749.
 
 
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