Differenze tra le versioni di "Cenis"

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[[Immagine:Kaineus Kentauros Louvre CA2494 n1.jpg|thumb|left|280px|Ceneo, raffigurato qui solo, protetto solo da uno scudo, davanti ad un [[centauro]], [[lekythos]] [[Attica|attico]] con decorazione a colori, circa [[500 a.C.|500]]-[[490 a.C.]], [[Museo del Louvre|musée du Louvre]] (CA 2494)]]
 
Cenis mutò il nome in '''Ceneo''' (greco Καινεύς ''Kaineús'', [[lingua latina|latino]] ''Caenus''), divenendo un fortissimo guerriero e guidando con successo gli eserciti lapiti in battaglia. Ceneo generò anche un figlio, chiamato anche lui [[Corono]], che fu ucciso molti anni dopo da [[Eracle]] durante uno scontro. Ceneo si fece presto prendere la mano, e pieno di orgoglio per il suo successo arrivò a piantare una [[lancia (arma)|lancia]] nel mezzo della piazza del mercato della [[città]] in cui risiedeva, e costrinse tutti a venerarlavenerarlo come se fosse stata una [[divinità]]. [[Zeus]] si indispettì per questo comportamento e decise di punirlo. Quando Ceneo partecipò al [[matrimonio]] di [[Piritoo]] e [[Ippodamia (Piritoo)|Ippodamia]], durante il quale si scatenò la celebre lotta tra Lapiti e [[Centauri]] (vedi: [[Storia di Teseo e Piritoo]]), Zeus indusse i Centauri ad accanirsi contro di lui e ucciderlo. Ceneo ebbe la meglio su molti di loro, perché grazie alla sua invulnerabilità gli attacchi dei Centauri andavano a vuoto; alla fine però venne sotterrato a colpi di tronchi d'albero e finito con terra e pietre, morendo [[soffocamento|soffocato]].
 
Secondo quanto racconta [[Ovidio]] (libro XII delle [[Metamorfosi (Ovidio)|Metamorfosi]]), [[Mopso]] scorse la sua anima volare via da sotto la catasta d'alberi in forma d'uccello dalle ali fulve, visto solo in quell'occasione.
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