Differenze tra le versioni di "Tommaso Malvito"

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Dal [[1476]] al [[1483]], fu a [[Marsiglia]], dove collaborò come allievo di Pietro di Martino, ma sotto la direzione di un altro maestro, l'[[architettura|architetto]] [[Francesco Laurana]], impegnato quest'ultimo nella realizzazione dell'[[Castel Nuovo|Arco di Castelnuovo]].<br>
Il primo documento che testimonia una sua attività autonoma è del [[1484]]. Infatti, dal [[1484]] al [[1508]] operò nella sua bottega in [[Napoli]], insieme con il figlio Giovanni[[Giovan Tommaso Malvito (a detta dei suoi contemporanei, più bravo del padre)]].<br>
Stipulò il suo primo [[contratto]] con le monache del convento di S. Sebastiano, nel [[Decumano]] napoletano (di fronte alla Chiesa di S. Chiara). Dal [[1490]] al [[1491]] ebbe come socio [[Lorenzo da Pietrasanta]] <br>
Tra i monumenti funebri eseguiti su commissione della nobiltà napoletana dal Malvito citiamo quelli del barone [[Antonio D'Alessandro]]<ref>Cesare d'Engenio Caracciolo, “Napoli Sacra”, Napoli 1624, pag. 508</ref> e della consorte Maddalena Riccio (1491), di cui ne rimane una parte nella [[Chiesa di Sant'Anna dei Lombardi]] (Santa Maria di Monteoliveto), ed il bell’altare in altorilievo marmoreo di [[San Girolamo]] nella [[Chiesa di San Domenico Maggiore]], parte del monumento funebre del conte Michele Riccio (1515)<ref>Francesco Alvino, “Viaggio da Napoli a Castellammare”, Napoli - Stamperia dell'Iride 1845, pag. 133</ref>, di cui tutt’ora si legge l’epitaffio (ubicato un tempo nella non più esistente cappella dei Riccio).
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