Differenze tra le versioni di "Dolone"

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==Dolone e la figura dell'antieroe==
Dolone è la tipica figura dell'antieroe, in quanto non combatte per la gloria ma per sete di guadagno, che lo porterà ad andare incontro alla rovina. In primo luogo è brutto d'aspetto e come nel caso dell'altro antieroe omerico, Tersite, nel codice eroico un fisico sgadevole è sinonimo di viltà e meschinità; inoltre è veloce di piedi, il che, da un lato, lo rende adatto a una rapida incursione nel campo nemico, ma, dall'altro, sembra insinuare anche una certa propensione alla fuga come qualità dominante del personaggio. Quest'ultimo si propone poi per la missione voluta da Ettore, ma non pensa nemmeno a chiedere prudentemente un compagno, poiché come ribadito, il suo primo interesse è di garantirsi un premio spropositato, il carro e i cavalli di Achille. Si mostra poi stolto, poiché cade nel tranello dei Greci: si ferma ad aspettare i nemici, sperando che siano i Troiani venuti per portargli nuove disposizioni di Ettore, finché riesce a distinguere il loro aspetto, arrestandosi terrorizzato quando la lancia nemica lo sfiora. La paura sconvolge sia i suoi lineamenti sia la sua capacità di ragionare: infatti da spia si trasforma in un delatore, rivelando molto di più di quello che l'astuto Odisseo gli domanda. Pensando che i Greci abbiano il suo stesso sistema di valori, offre loro immense richieste di riscatto, mentre per discolparsi (attribuisce, infatti, ad Ettore la responsabilità dell'incursione e della ricompensa straordinaria), rivela senza scrupoli la struttura del campo troiano, tenta invece di condurre i nemici verso un bottino allettante. Nulla di tutto ciò. però, è sufficente a salvargli la vita: per Dolone infatti la morte arriva quasi inattesa, quando il troiano è convinto di aver acquistato la fiducia degli avversari; ma Odisseo lo ha solo genericamente rassicurato, senza promettergli nulla, e Diomede, ottenute le informazioni, gli tronca il capo con brutalità, non consentendogli neppure i gesti e le parole del supplice. L'ottica guerriera dell'Iliade considera fuori luogo ogni gesto di pietà, tanto più nei confronti di un personaggio descritto come debole e stolto.
 
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