Differenze tra le versioni di "Teorema di Bell"

L'articolo di Bell del 1964 era intitolato "''Sul paradosso Einstein-Podolsky-Rosen''". <ref name="Bell 1964">J. S. Bell, ''[http://www.drchinese.com/David/Bell_Compact.pdf On the Einstein Podolsky Rosen Paradox''], Physics '''1''', 195-200 (1964)</ref><ref>John S. Bell, ''Sul paradosso Einstein-Podolsky-Rosen'', in John S. Bell, ''Dicibile e indicibile in meccanica quantistica'', Milano, Adelphi, 2010, pp. 20-30.</ref> Il [[Paradosso Einstein-Podolsky-Rosen]] (paradosso EPR) presume il [[Principio di località|realismo locale]], ossia le nozioni intuitive che i parametri delle particelle abbiano valori definiti indipendentemente dall'atto di osservazione e che gli effetti fisici abbiano una velocità di propagazione finita.
 
Bell ha dimostrato che, supponendo l'esistenza di variabili nascoste che lo conservino, il realismo locale impone delle restrizioni su certi fenomeni (ad esempio nelle correlazioni tra misure su differenti assi) che non sono richieste dalla meccanica quantistica nella sua [[Interpretazione di Copenhagen|interpretazione ortodossa]] [[Entanglement quantistico|non locale]]. Queste restrizioni sono espresse matematicamente da relazioni di [[disuguaglianza]], chiamate '''Disuguaglianze di Bell''', che permettono, operando misure su particelle sottoposte a [[Entanglement quantistico|entanglement]], cioè che hanno interagito e poi sono state separate, e quindi, secondo la teoria, soggette a [[Entanglement quantistico|entanglement]], di sottoporre a verifica sperimentale l'esistenza o meno di [[teorie delle variabili nascoste]] locali alternative alla meccanica quantistica.
 
Gli [[esperimenti sulle disuguaglianze di Bell|esperimenti]], pur non riuscendo ancora a soddisfare pienamente le condizioni previste dal teorema e a fornire risultati del tutto conclusivi, indicano con quasi certezza che le disuguaglianze di Bell sono violate, fornendo una prova empirica contro il realismo locale e dimostrando che quelle considerate dal [[paradosso EPR]] "''raccapriccianti azioni a distanza''" sono reali. Questi esperimenti sono quindi ritenuti una prova a favore della meccanica quantistica, o, più esattamente, dicono che la teoria, anche nell'ipotesi dell'esistenza di varabili nascoste, dovrebbe comunque abbandonare il [[principio di località]].
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