Differenze tra le versioni di "Carlo Coccia"

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Nel 1807 Coccia scrisse, per il [[Teatro Valle]] di [[Roma]], la sua prima opera, ''Il matrimonio per lettera di cambio'', che non ebbe successo. (Il libretto di quest'opera è basato su una commedia di [[Camillo Federici]], che fu la base anche per ''[[La cambiale di matrimonio]]'' di [[Gioacchino Rossini]].) Scoraggiato, il compositore avrebbe voluto rinunciare al teatro e tornare a Napoli a dedicarsi alle precedenti occupazioni, ma Paisiello lo esortò a continuare.<ref name="fetis" /> Nacque ''Il poeta fortunato'', dato a [[Firenze]] nel 1808, che fu invece ben accolto. Ebbe così inizio la copiosa produzione operistica del compositore, che vide grandi successi, come ''[[Clotilde (opera)|Clotilde]]'' nel 1815, ma anche fiaschi clamorosi, come ''[[Etelinda]]'' nel 1816. A [[Ferrara]], in occasione della seconda recita di ''Voglia di dote e non di moglie'', Coccia stesso sostituì il buffo Lipparini, colpito da improvvisa indisposizione, ottenendo calorosi applausi.<ref name="fetis" />
 
Nel 1820 Coccia, forse anche per sottrarsi alla concorrenza del nascente astro di Rossini, accettò di trasferirsi a [[Lisbona]], dove era stato chiamato come compositore e direttore del [[Teatro Nacional de São Carlos|Teatro São Carlos]]. Qui fece rappresentare le opere ''Atar'', ''[[La festa della rosa]]'', ''Mandane, regina di Persia'' ed ''Elena e Costantino'', accolte con favore, e la cantata ''Il lusitano''.
 
Coccia fu in seguito a [[Londra]], dove il [[24 gennaio]] [[1824]] venne nominato intendente e direttore teatrale del [[King's Theatre]] in the Haymarket;<ref>[http://www.amadeusonline.net/almanacco.php?Start=0&Giorno=24&Mese=1&Anno=1824&Giornata=&Testo=Coccia&Parola=Stringa almanacco di amadeus online], consultato il 19 novembre 2011]</ref> più tardi fu anche maestro di armonia e di canto alla Royal Academy of Music. A Londra pubblicò numerose cantate, sei duetti con accompagnamento di pianoforte e alcuni altri piccoli lavori.<ref name="fetis" /> Sempre a Londra, nel 1827 fece rappresentare ''Maria Stuarda, regina di Scozia'', alla cui inaugurazione prese parte il celebre soprano [[Giuditta Pasta]]; l'opera fu apprezzata dalla critica mentre il pubblicò le accordò minor favore<ref name="weat" />.