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Sarà questa tipologia di auto che caratterizzerà la produzione Scioneri anche per gli anni a venire con modelli derivati da [[Fiat]] di serie, in particolare da Fiat "1100/1200" ([[1958]]), [[Fiat 1300|"1300/1500"]] ([[1961]]), [[Fiat 600|"600 D"]] ([[1963]]), [[Fiat 850|"850"]] ([[1964]]), [[Fiat 124|"124"]] e [[Fiat 125|"125"]] ([[1966]]-[[1968]]). Rielaborazione personali avvennero anche per alcuni esemplari [[Lancia (industria)|Lancia]] ([[Lancia Appia|"Appia"]]) e [[Alfa Romeo]] ([[Alfa Romeo Giulietta (1955)|"Giulietta"]]) nel [[1959]], e dalla "850" spider del [[1964]].
 
L'ultima trasformazione nella vita della Scioneri risale al [[1969]], quando abbandonò la produzione in proprio delle carrozzerie esterne limitandosi da quel momento a modificare internamente i modelli Fiat di normale produzione del tempo. La produzione di versioni maggiormente rifinite e più accessoriate di quelle Fiat di serie è proseguita per oltre un ventennio. Le ultime realizzazioni sono state allestite sulla base della [[Fiat Panda|Panda]] (chiamata "Valentina"), DELLA [[Fiat 127|127]] (chiamata "Queen"), della [[Fiat Uno|Uno]] e della [[Fiat Tipo|Tipo]].
 
Nonostante le piccole dimensioni, la Scioneri ha utilizzato anche grandi [[designer]] come [[Giovanni Michelotti]] che per la carrozzeria cuneese progettò diversi modelli su autotelaio Fiat, tra i quali da citare 600 Coupé e Spider, 850 Coupé e Spider, 1100-103/1200, 1500 bialbero, 1300-1500 berlina e coupé.
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