Differenze tra le versioni di "Rotocalcografia"

{{Evoluzione della stampa}}La '''stampa rotocalco''' o '''rotocalcografia''' è una stampa diretta incavografica (la parte stampata è in incavo rispetto alla parte non stampata) e rotativa. L’inchiostro viene trasferito sulla carta attraverso un sistema modulare di cellette di diversa profondità. Più le cellette sono profonde, più abbondante sarà l’inchiostro che possono contenere e più scura sarà la stampa. È questo il motivo principale della brillantezza della stampa rotocalco: l’inchiostro infatti non viene pressato ([[tipografia]]) o stampato per rimbalzo ([[stampa offset|offset]]) ma prelevato dalla carta mantenendo le caratteristiche di brillantezza e coprenza.
 
==Storia==la rotocalcografia trae priginni dalla calcografia ideata da K.Klietch nel 1895. si è sviluppata sopratutto nel dopogueraa a dagli anni '80 ha avuto ulterioire successo grazie all'incisione della matrice con un sistema elettronico, cioè l'incisione di cellette e alveoli di profondità variabile tramite macchine dotate i testine di incicione controllate da un alaboratore elettronico.
==Storia==
Inizialmente la stampa rotocalcografica veniva utilizzata per la sola riproduzione di immagini fotografiche che richiedevano una elevata fedeltà di resa e di sfumature. Nella prima metà del [[XX secolo]] questa tecnica si è trasformata in un procedimento molto versatile, che ha reso conveniente la stampa di interi giornali. Il suo maggiore impiego si è avuto nel settore dei periodici a larga diffusione, tanto che il termine "rotocalco" è diventato, specialmente in [[Italia]], sinonimo di "settimanale".
 
==Il procedimento==
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