Differenze tra le versioni di "Bernoardo di Hildesheim"

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|immagine= Hildesheim Bernwardsdenkmal Statue.jpg
|didascalia=Statua di san Bernoardo a [[Hildesheim]]
|note= <center>'''Vescovo'''<center>
|nato= [[960]] circa
|morto= [[1022]]
 
== Le committenze ==
In epoca ottoniana si assiste ad un fiorire, oltre che dei monasteri, anche di alcune sedi vescovili, su interessamento di alcuni prelati (come Gerone di Colonia, [[Egberto di Treviri]], Villigiso di Magonza, [[Adalberone di Metz]], Notker di Liegi, Mainwerk di Paderborn). Tra questi, Bernoardo ebbe il merito di fare scelte non sempre convenzionali, risultando il più originale e raffinato.
Mentre sufficienti sono le informazioni su Bernoardo, non altrettanto numerose sono le notizie sugli artigiani al servizio suo e degli altri prelati dello stesso periodo: alcuni testi e dediche contenuti nei manoscritti fabbricati nel nell'[[ConventoAbbazia di Reichenau|monasteroabbazia]] sull'[[isola di Reichenau]] (sul [[lago di Costanza]]) trasmettono ai posteri i nomi di Anno, Eburnant, Ruodprecht e Liuthar, ma non traspare con chiarezza se essi siano stati attivi come scribi o miniatori, tant'è che le due figure più rappresentative dell'epoca vengono indicati come il Maestro tedesco (intagliatore d'avorio) e il Maestro del ''Registrum Gregorii'' ([[miniatore]]), attivi entrambi alle dipendenze di Egberto tra il [[977]] e il [[993]]. L'orazionale Reichenauesco, conservato oggi nella biblioteca del Duomo di Hildesheim (Hs 688), probabilmente era committenza di Enrico II e donazione per Bernoardo e il Duomo di Hildesheim, che il futuro imperatore visitava per seconda volta nel 1013.
[[File:Bernward psalter.jpg|thumb|170px|Il [[salterio (liturgia)|salterio]] di Guntbald]]
Mentre Enrico II, impegnato nell'istituzione dell'[[arcidiocesi di Bamberga]], sfruttò l'opera di diverse officine dell'impero, Bernoardo preferì fare riferimento ad officine di Hildesheim, il che gli permise di dirigere personalmente i lavori. Le iscrizioni presenti sulle opere legate alla chiesa abbaziale di Hildesheim fanno espresso riferimento al suo ruolo di committente.
 
Del [[1011]] è un [[evangeliario]] realizzato dallo scriba e miniatore [[Guntbald]], chiamato da [[Ratisbona]] (al folio 270 recto è l'iscrizione «''Hunc Berwardus codicem conscribere feci''», cioè "Questo codice l'ho fatto scrivere io, Bernoardo"). Di poco posteriori sono le porte in bronzo della cattedrale. Su di esse è un'iscrizione commemorativa che indica che nel [[1015]] ''Bernwardus episcopus'' [...] ''feci suspendi'', cioè "le fece collocare". Più o meno dello stesso periodo è il cosiddetto "Prezioso Evangeliario": in esso, accanto alle iscrizioni dedicatorie sulla [[rilegatura|legatura]] e all'interno del manoscritto, si ripete (folio 231 verso) la stessa iscrizione presente nell'evangeliario di Guntbald. Prima del [[1022]] deve collocarsi una coppia di candelabri, ciascuno con un'iscrizione che attesta che Bernoardo ''condelabrum hoc conflare iubebat'', cioè "ordinò di fondere". Tra il [[1007]] e il 1022 si colloca la realizzazione di una croce in argento dorato, con sul verso l'iscrizione ''«Il vescovo Bernoardo ha fatto questo''» (da intendersi come "ha fatto fare questo").
 
Alla committenza di Bernoardo è da riferire anche una [[Bibbia]] offerta a [[san Michele]], l'unica Bibbia ottoniana che sia giunta fino ad oggi. È conservata al Dom-Museum di Hildesheim.