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== Biografia ==
=== Primi anni e studi ===
Nacque a Roma e crebbe ad [[Orvieto]]. Ritornato all'età di dodici anni a Roma, al termine delle scuole intraprese gli studi di medicina, acquistando in beve tempo fama ed onori. Laureatosi in filosofia e medicina nel 1672, nel 1676 ottenne il posto di medico assistente presso l'allora [[Arcispedale di Santo Spirito in Saxia]]. Nel [[1685]] gli fu assegnata la cattedra di anatomia nella Sapienza romana, che tenne fino al [[1695]]. Quindi passò alla cattedra di medicina teorica. Dal [[1702]] al [[1718]] fu infine su quella di medicina pratica. Venne nominato, nel [[1688]] [[Archiatra]] pontificio da [[Innocenzo XI]].
Nacque a Roma il 26 ottobre 1654 da una ricca famiglia della borghesia romana. Il padre, Bartolomeo Lancisi, era un nativo di Borgo di San Sepolcro; la madre, Anna Maria Borgianni, romana, morì nel darlo alla luce, così fu cresciuto ad [[Orvieto]] da una zia, suora <ref> W. F. Bynum, Helen Bynum (Ets), ''Dictionary of Medical Biography'', Greenwood Press - Westport, Connecticut, London, vol. 3 (H-L), p. 766 </ref>.
 
Ritornato all'età di dodici anni a Roma dopo la morte della zia, al termine delle scuole intraprese gli studi di filosofia e teologia presso il Collegio Romano dei Gesuiti <ref> Roy Porter (a cura di) (The Wellcome Institute for the History of Medicine, London), ''Dizionario biografico della Storia della Medicina e delle Scienze Naturali (Liber Amicorum)'', Franco Maria Ricci, vol. 3 (L-P), p. 13 </ref>, ma si rese presto conto del proprio interesse verso la storia naturale e la medicina.
== Processo per ateismo ==
Nell'estate del 1690, mentre altri intellettuali romani venivano imprigionati e processati, Giovanni Maria Lancisi venne accusato dal Sant'Uffizio di blasfemia e di aver espresso proposizioni empie ed ereticali; il medico ammise di aver pronunciato tali proposizioni contro la religione, la Chiesa Cattolica e i suoi ministri e ammise di aver affermato che l'anima umana era mortale.
 
Intraprese quindi gli studi di medicina presso l’Università della Sapienza, acquistando in beve tempo fama ed onori.
 
=== Carriera medica ===
Laureatosi in filosofia e medicina nel 1672, nel 1676 ottenne il posto di medico assistente presso l'allora [[Arcispedale di Santo Spirito in Saxia]].
 
Nel 1678 diventò membro del Collegio del Salvatore <ref> Roy Porter (a cura di) (The Wellcome Institute for the History of Medicine, London), ''Dizionario biografico della Storia della Medicina e delle Scienze Naturali (Liber Amicorum)'', Franco Maria Ricci, vol. 3 (L-P), p. 13 </ref> , un’istituzione che selezionava giovani medici talentuosi nello studio e nella ricerca; in questi anni produsse ricerche in diversi campi e diversi manoscritti scientifici.
 
Nacque a Roma e crebbe ad [[Orvieto]]. Ritornato all'età di dodici anni a Roma, al termine delle scuole intraprese gli studi di medicina, acquistando in beve tempo fama ed onori. Laureatosi in filosofia e medicina nel 1672, nel 1676 ottenne il posto di medico assistente presso l'allora [[Arcispedale di Santo Spirito in Saxia]]. Nel [[1685]] gli fu assegnata la cattedra di anatomia nella Sapienza romana, che tenne fino al [[1695]]. Quindi passò alla cattedra di medicina teorica. Dal [[1702]] al [[1718]] fu infine su quella di medicina pratica. Venne nominato, nel [[1688]] [[Archiatra]] pontificio da [[Innocenzo XI]]; dopo la sua morte tornò per un certo periodo alla pratica medica.
 
=== Processo per ateismo ===
Nell'estate del 1690, mentre altri intellettuali romani venivano imprigionati e processati, Giovanni Maria Lancisi venne accusato dal Sant'Uffizio di blasfemia e di aver espresso proposizioni empie ed ereticali; il medico ammise di aver pronunciato tali proposizioni contro la religione, la Chiesa Cattolica e i suoi ministri e ammise di aver affermato che l'anima umana era mortale.
 
Nonostante la gravità delle accuse e le ammissioni di colpa il Lancisi non venne condannato. I cardinali della Congregazione del Sant'Uffizio decisero per un supersedeat, cioè di non proseguire il processo, forse per proteggere un alto prelato (Angelo della Noce, ex abate di Monte Cassino ed ex arcivescovo di Rossano) che aveva espresso al Lancisi alcuni dubbi sull'immortalità dell'anima e sull'esistenza dell'inferno e del purgatorio.
 
=== Presso la corte papale ===
Dopo qualche anno di lontananza dalla curia il medico venne chiamato di nuovo al capezzale del papa e ridivenne archiatra pontificio, prima di [[Innocenzo XII]] ed infine di [[Clemente XI]], divenne così membro laico della [[corte pontificia|famiglia pontificia]] e poté proseguire la sua carriera. Lasciò la sua ricca biblioteca di volumi e di manoscritti all'Ospedale di S. Spirito, insieme ad una rendita che consentì di fondare l'attuale importante Biblioteca Lancisiana. È unanimemente riconosciuto come uno dei più insigni medici della tradizione italiana.
Dopo qualche anno di lontananza dalla curia nel 1699 il medico fu chiamato per un consulto sullo stato di salute di Innocenzo XII, che morì l’anno seguente. Il Collegio dei Cardinali chiese gli chiese quindi di diventare Medico del Conclave <ref> W. F. Bynum, Helen Bynum (Ets), ''Dictionary of Medical Biography'', Greenwood Press - Westport, Connecticut, London, vol. 3 (H-L), p. 767 </ref>.
Anche il successore di Innovenzo XII, papa [[Clemente XI]], confermò Lancisi nella sua posizione. Egli rimase con il papa fino alla morte di quest’ultimo, avvenuta nel 1720: divenne così membro laico della [[corte pontificia|famiglia pontificia]] e poté proseguire la sua carriera.
 
Lancisi fu membro di numerose accademie, incluse l’[[Accademia dei Fisiocritici]] di Siena, l’Accademia delle Scienze a Bologna, l’Accademia Tedesca Naturae Curiosorum ( [[Accademia Cesarea Leopoldina]] ) e il Royal College of Physicians a Londra <ref> W. F. Bynum, Helen Bynum (Ets), ''Dictionary of Medical Biography'', Greenwood Press - Westport, Connecticut, London, vol. 3 (H-L), p. 767 </ref>.
 
Morì a Roma il 20 gennaio 1720.
 
Dopo qualche anno di lontananza dalla curia il medico venne chiamato di nuovo al capezzale del papa e ridivenne archiatra pontificio, prima di [[Innocenzo XII]] ed infine di [[Clemente XI]], divenne così membro laico della [[corte pontificia|famiglia pontificia]] e poté proseguire la sua carriera. Lasciò la sua ricca biblioteca di volumi e di manoscritti all'Ospedale di S. Spirito, insieme ad una rendita che consentì di fondare l'attuale importante Biblioteca Lancisiana. È unanimemente riconosciuto come uno dei più insigni medici della tradizione italiana.
 
== Opere ==
Anatomista, fisiologo, botanico, si dedicò anche alla letteratura e all'antiquaria. In campo anatomico il suo nome è legato alla descrizione delle strie longitudinali mediali del [[corpo calloso]], i “nervi di Lancisi”, al “segno di Lancisi”, un particolare tipo di pulsazione nel polso giugulare, presente in casi di attacco cardiaco, e alla edizione delle ''Tabulae anatomicae'' di [[Bartolomeo Eustachio]] ([[1714]]), che convinse [[Clemente XI]] a comprare. Pubblicò anche la ''Metallotheca'' di [[Michele Mercati]] ([[1717]]), alla quale si erano interessati anche [[Carlo Dati]] ed Ottavio Falconieri.
 
Tra le opere di medicina di Lancisi si ricordano il ''De subitaneis mortibus'' ([[1707]]), la ''Dissertatio de recta medicorum studiorum ratione instituenda'' ([[1715]]), e il postumo ''De motu cordis et aneurysmatibus'' ([[1728]]), con il quale contribuì allo sviluppo della fisiopatologia cardiocircolatoria, distinguendo l'ipertrofia dalla dilatazione del cuore e studiando l'origine degli aneurismi.
 
Affermò poi la possibilità della trasmissione della malaria per mezzo delle zanzare, incoraggiando la bonifica delle paludi nell'Agro Pontino. NelMentre molti sostenevano ancora le ragioni dell'antico umoralismo, nel ''De bovilla peste'' (1712) e nel successivo ''De noxiis paludum effluviis eorumque remediis'' (1717) egli difeseaffermò lainfatti concezioneche tradizionale,la combattutamalaria daifosse fautoriuna della teoria''vera del contagio vivopestem'', e che lela malattiesua infettiveorigine eranofosse sostenuteun'infezione datrasmessa miasmiattraverso edil esalazionicontagio di<ref> particelle acide e corrosiveW. IlF. contrastoBynum, destinatoHelen aBynum segnare tutta la storia della medicina moderna(Ets), si''Dictionary riproposeof aMedical proposito del problema dellBiography''eziologia, acaricaGreenwood dellaPress scabbia- propugnataWestport, daConnecticut, [[GiovanniLondon, Cosimovol. Bonomo]]3 e [[Diacinto(H-L), Cestoni]]p. Anche767 in</ref>. questoFece casodue Lancisiipotesi: sostennela leprima ragioniprevedeva dell'anticoche umoralismo.gli Ilinsetti contrastodepositassero provocòorganismi unamicroscopici vivacein controversiacibi trao Lancisibevande elasciati Bonomoscoperti, dietroe lache qualeci si stagliava,ammalasse conconsumando moltatali chiarezza,alimenti; la figuraseconda diinvece Redi.prevedeva Ilche medicogli romanoinsetti fuiniettassero probabilmentedirettamente coinvoltonelle ancheferite nellala vicendaloro dellasaliva diffusione della notiziapiena di unaun presunta''venifico ritrattazioneliquido'' del<ref> medicoW. aretinoF. Bynum, cheHelen avrebbeBynum riguardato(Ets), sia''Dictionary ilof principioMedical dellaBiography'', generazioneGreenwood parentalePress sia- Westport, nel casoConnecticut, specificoLondon, lavol. generazione3 degli(H-L), insettip. delle768 galle</ref>.
 
Nonostante ciò rimase aperto il dibattito sul processo di contagio tra coloro che sostenevano fosse causato da microrganismi e coloro che invece sostenevano che le malattie infettive fossero dovute a miasmi ed esalazioni di particelle acide e corrosive. Il contrasto, destinato a segnare tutta la storia della medicina moderna, si ripropose a proposito del problema dell'eziologia acarica della scabbia propugnata da [[Giovanni Cosimo Bonomo]] e [[Diacinto Cestoni]]. In questo caso Lancisi sostenne le ragioni dell'antico umoralismo. Il contrasto provocò una vivace controversia tra Lancisi e Bonomo, dietro la quale si stagliava, con molta chiarezza, la figura di Redi. Il medico romano fu probabilmente coinvolto anche nella vicenda della diffusione della notizia di una presunta ritrattazione del medico aretino, che avrebbe riguardato sia il principio della generazione parentale sia, nel caso specifico, la generazione degli insetti delle galle.
 
== Biblioteca Lancisiana <ref> M. Fiorilla, 'La Biblioteca Lancisiana', opuscolo in occasione della mostra documentaria ''Giovanni Maria Lancisi e la medicina del '700'', in occasione della inaugurazione del XC Anno Accademico 2010/2011, Accademia di Storia della'Arte Sanitaria, Roma, 26 Novembre 2010 </ref> ==
Fu fondata nel 1714 da Giovanni Maria Lancisi.
 
Collocata nel Palazzo del Commendatore nel Complesso Monumentale di Santo Spirito in Saxia, conteneva libri e strumenti scientifici e medico-chirurgici. Secondo le intenzioni di Lancisi, qui doveva essere possibile consultare testi, svolgere attività sperimentali, discutere argomenti di medicina e di scienza in pubbliche accademie.
 
Oggi la biblioteca conserva circa 18.000 volumi a stampa, di cui circa 60 incunaboli, 2000 cinquecentine, numerosi volumi del ‘600 e ‘700, oltre a 374 manoscritti. Ci sono le grammatiche, i lessici e i dizionari, i testi degli oratori e dei poeti greci e latini; gli storici e gli scrittori di politica, i filosofi greci e i loro interpreti; i matematici; i filosofi sperimentali; i testi di storia naturale, di chimica, di farmacia, di anatomia e di chirurgia; i testi di medicina legale; i testi sacri; la storia ecclesiastica e la teologia.
 
Dal 2003 è chiusa al pubblico per lavori di restauro.
 
=== Catalogo aperto dei manoscritti lancisiani ===
È stato realizzato da Microsoft con la coordinazione dei professori Antonio Cartelli e Marco Palma dell’Università degli Studi dell’Università di Cassino.
 
È articolato in cinque differenti sezioni operative:
 
• La prima sezione è destinata a contenere materiali utili alla conoscenza della biblioteca e a fornire un quadro coerente dell’insieme dei materiali di cui fanno parte gli esemplari che interessano o che sono oggetto di studio;
 
• Nella seconda sezione è prevista la bibliografia dei manoscritti in possesso della biblioteca;
 
• La terza sezione presenta le descrizioni a stampa dei codici e quelle contenute negli antichi inventari manoscritti;
 
• Nella quarta sezione ci sono le immagini che riproducono in tutto o in parte le pagine dei manoscritti:
 
• La quinta sezione si basa su un sottosistema informativo molto simile ad un forum dove è possibile pubblicare i manoscritti della biblioteca stessa o scambiare informazioni, formulare progetti e dibattere problemi di comune interesse.
 
È anche in corso la digitalizzazione dell’intero patrimonio manoscritto della Biblioteca Lancisiana.
 
 
== Note ==
<references />
 
== Bibliografia ==
{{Mille anni di scienza in Italia|indirizzo=lancisi}} I documenti del Sant'Uffizio sul processo per ateismo a Lancisi sono pubblicati in: C. Carella, ''L'aetas galileiana in 'Sapienza'', in ''Galileo e l'acqua: guardare il cielo per capire la terra'', Perugia, 2010, pp. 47-81 [Atti del convegno, Galileo e l'acqua: guardare il cielo per capire la terra, Roma: Cnr Sede centrale: Sala Marconi / Archivio di Stato: Salone Alessandrino, 2009]
 
* A. Bacchini, ''La vita e le opere di Giovanni Maria Lancisi (1654-1720)'', Roma, 1920
 
* G. Brambilla, ''Un malariologo nel Settecento: Giovanni Maria Lancisi'', Milano, 1912
 
* W. R. Bett, ''Giovanni Maria Lancisi'', in ''Nature'', 174, p. 781, 1954
 
* C. Castellani, 'Lancisi', in ''Dictionary of Scientific Biography'', vol. VII, pp. 613-614, New York, 1973
 
* P. De Angelis, ''Giovanni Maria Lancisi, la biblioteca lancisiana, l'accademia lancisiana'', Roma, 1965
 
* M. Di Gregorio, 'Lancisi', in ''Dizionario biografico della Storia della Medicina e delle Scienze Naturali (Liber Amicorum)'', tomo III, p. 13
 
* B. Fantini, 'Lancisi, Giovanni Maria', in ''Dictionary of Medical Biography'', vol. 3, pp. 766-768
 
*M. Fiorilla, 'La Biblioteca Lancisiana', opuscolo in occasione della mostra documentaria ''Giovanni Maria Lancisi e la medicina del '700'', in occasione della inaugurazione del XC Anno Accademico 2010/2011, Accademia di Storia della'Arte Sanitaria, Roma, 26 Novembre 2010
 
* G. Ongaro, 'Lancisi, Giovanni Maria', in ''Scienziati e tecnologi dalle origini al 1875'', vol. 2, pp. 243-245, Milano, 1974
 
 
== Collegamenti esterni ==
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