Differenze tra le versioni di "Secondo armistizio di Compiègne"

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{{tmp|Trattato}}
|nome del trattato= Secondo armistizio di Compiègne
[[File:France map Lambert-93 with regions and departments-occupation-it.svg|thumb|250 px|right|Spartizione dei territori francesi dopo l'occupazione]]
|parte_di = della [[seconda guerra mondiale]]
|immagine =[[File:France map Lambert-93 with regions and departments-occupation-it.svg|thumb300px|250 px|right|Spartizione dei territori francesi dopo l'occupazione]]
|didascalia =Spartizione dei territori francesi dopo l'occupazione
|data = [[22 giugno]] [[1940]]
|luogo = [[Compiègne]], [[Piccardia]]
|esito = Termine delle ostilità tra la Francia ed il Terzo Reich<br />Divisione del territorio francese in due parti
|parte1 = {{FRA}}
|parte2 = {{DEU 1933-1945}}
|rappresentanti1 = [[Charles Huntziger]]
|rappresentanti2 = [[Adolf Hitler]]
}}
{{Campagnabox Campagna Francia 1940}}
 
Per impedire tale resa, il primo ministro inglese [[Winston Churchill]] propose agli alleati la creazione di un’unione anglo-francese che avrebbe dovuto fronteggiare i tedeschi. Il gabinetto francese discusse la proposta di [[Winston Churchill|Churchill]] e la bocciò a maggioranza. A causa di questa bocciatura, [[Paul Reynaud]] fu costretto alle dimissioni, ponendo così le basi per la resa definitiva ai tedeschi. Al suo posto venne nominato l’anziano [[Maresciallo di Francia|Maresciallo]] [[Philippe Pétain]], assai più incline a porre fine alla guerra.
 
Il [[20 giugno]] il [[Maresciallo di Francia|Maresciallo]] [[Philippe Pétain|Pétain]] annunciò alla nazione la decisione di chiedere un armistizio ai tedeschi con questo discorso:
Il [[20 giugno]] il [[Maresciallo di Francia{{quote|Maresciallo]] [[Philippe Pétain|Pétain]] annunciò alla nazione la decisione di chiedere un armistizio ai tedeschi con questo discorso: ''Francesi! Ho pregato il nemico di sospendere le ostilità. Il governo ha nominato ieri i plenipotenziari incaricati di accogliere le condizioni dei nemici. Ho preso questa decisione così grave per il cuore di un soldato perché ci è stata imposta dalla situazione militare. Noi speravamo di poter offrire resistenza sulla linea della Somme e dell’Aisne. Weygand stava procedendo al raggruppamento delle nostre forze armate. Il suo stesso nome era garanzia di vittoria. Ma la linea ha ceduto alla pressione nemica e le nostre truppe sono state costrette a ritirarsi. La richiesta dell’armistizio era inevitabile sin dal 13 giugno. La sconfitta vi sorprende. Voi pensate al 1914 e al 1916 e ne ricercate i motivi. Ve li indico io stesso. Il 1º maggio 1917 noi avevamo ancora sotto le armi 3.280.000 uomini, sebbene noi avessimo già alle spalle tre anni di lotta sanguinosa. Alla vigilia dell’attuale battaglia le nostre forze contavano 500 mila uomini in meno. Nel maggio del 1918 combattevano 85 divisioni inglesi, nel maggio 1940 erano, viceversa, solo 10. Nel 1918 avevamo l’appoggio di 58 divisioni italiane e 42 americane. La nostra inferiorità in fatto di munizioni era ancora maggiore di quella in uomini. L’aviazione francese era rispetto a quella nemica in un rapporto di 1 a 6. Troppo pochi uomini, troppe poche armi, troppo pochi alleati, ecco i motivi della nostra sconfitta. Il popolo francese non contesta di avere subito una sconfitta. Ogni popolo ha conosciuto successi e insuccessi. Nel modo di reagire ad essi si riconosce la sua debolezza o la sua grandezza. Trarremo la lezione della lotta che abbiamo perduto. Da quando abbiamo vinto la cupidigia ha cacciato via lo spirito di sacrificio. Abbiamo chiesto più di quanto abbiamo meritato. Volevamo sottrarci agli sforzi. Ora siamo stati sopraffatti dalla calamità. Sono stato con voi nei giorni della gloria. Come capo del governo sono e rimango con voi anche nei giorni di lutto. Resistete con me, la lotta rimane la stessa. Ne va della Francia, del suolo della Francia e dei suoi figli''|Discorso di [[Philippe Pétain]]<ref>in [http://www.ispionline.it/eng/ristr_mia/documents/antologia_diplomatica_2.pdf Antologia diplomatica - La crisi dell’Europa (1914-1945)], a cura dell'[http://www.ispionline.it Istituto per gli Studi di Politica Internazionale], pag. 146</ref>.}}
 
== La scelta di Compiègne ==
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