Pothos: differenze tra le versioni

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{{s|Opera d'arte}}
|immagine = Pothos Via Cavour Musei Capitolini MC2417 n1.jpg
[[File:Pothos Louvre Ma541.jpg|thumb|200px|Pothos di Skopas, versione del [[Louvre]]]]
|grandezza immagine =
|titolo = Pothos
|artista = Da [[Skopas]]
|artista2 =
|data = copia romana da un originale greco del 330 a.C. circa
|opera = scultura
|tecnica = marmo
|materiale =
|altezza = 180
|larghezza =
|profondità =
|città = [[Roma]]
|ubicazione = [[Museo Nazionale Romano]] - [[Centrale Montemartini]]
}}
 
Il '''''Pothos''''' è una [[scultura]], opera di [[Skopas]], ([[420databile al 330 a.C.|420 circa e conosciuta da una serie di repliche marmoree dell'epoca roamna, tra cui la migliore è considerata quella ''di via Cavour'' nella [[Centrale Montemartini]]- del [[340Museo Nazionale Romano]] a.C. [[Roma]]).
La statua rappresenta [[Pothos (divinità)|Pothos]], una divinità minore, rapita dal desiderio per un amore lontano: fra le poche opere certe attribuite al celebre maestro e di cui ci raccontano [[Pausania il Periegeta|Pausania]] e [[Gaio Plinio Secondo|Plinio]], faceva parte sia di un gruppo con [[Eros (mitologia)|Eros]] e [[Himeros]] dedicato a [[Megara (città)|Megara]]<ref>{{Cita web|titolo=Scòpa, su Treccani on line|url=http://www.treccani.it/Portale/elements/categoriesItems.jsp?pathFile=/sites/default/BancaDati/Enciclopedia_online/S/BIOGRAFIE_-_EDICOLA_S_159351.xml|accesso=8-11-2010}}</ref>, sia di un altro complesso statuario, con [[Afrodite]] e [[Fetonte]], a [[Samotracia]].<ref>{{Cita web|titolo=Scultura greca, i grandi maestri del IV secolo, Prassitele – Scopas - Lisippo|url=http://www.archeologia.unipd.it/docpdf/ghedini/SCULTURA%20GRECA%20DI%20IV%20SECOLO.pdf|accesso=8-11-2010}}</ref> Oggi è possibile risalire all'originale grazie ad una quarantina di repliche di epoca romana ed ellenistica, alcune delle quali per la prima volta definitivamente individuate quali copie del Pothos di Skopas da [[Adolf Furtwängler]] nella seconda metà dell'[[XIX secolo|Ottocento]].
 
==Storia==
La passione amorosa che esprime il tratto scultoreo della figura è accentuata dall'inclinamento verso sinistra sorretta dall'appoggio della veste che cade dalla spalla sinistra; punti di appoggio che sono una caratteristica sempre presente nelle sculture di [[Skopas]] e [[Prassitele]] spesso rappresentati da una [[plantæ|pianta]] o un sostegno artificiale; altra caratteristica di entrambi gli scultori è la particolare levigazione della superficie marmorea restituendole una completa realisticità umana. In questo complesso statuario si possono notare i caratteri espressivi, di questa nuova corrente, tipici del [[IV secolo a.C.]], ovvero il ripiegamento intimista, che si traduce nel raffigurare le divinità olimpiche in momenti intimi e carichi di [[pathos]].<ref>{{Cita web|titolo=Giovanni Becatti, Kosmos|url=http://books.google.it/books?id=WsXzwY1GC_EC&pg=PA72&lpg=PA72&dq=pothos+divinità&source=bl&ots=kkfrKlm7_H&sig=3tisjO9CUC1iMVdxA_K-Drg7_jE&hl=it&ei=6gLXTLOUNsrKswbg1LHjCA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=4&ved=0CCcQ6AEwAw#v=onepage&q=pothos%20divinità&f=false|accesso=7-11-2010}}</ref>
LaL'opera statuaè rappresentadatata [[Pothosin (divinità)|Pothos]],via unaipotetica divinitàall'ultima minore,fase rapitaproduttiva dal desiderio per un amore lontano:dell'artista. fraFra le poche opere certe attribuite al celebre maestro e di cui ci raccontano [[Pausania il Periegeta|Pausania]] e [[Gaio Plinio Secondo|Plinio]], faceva parte sia di un gruppo con [[Eros (mitologia)|Eros]] e [[Himeros]] dedicato a [[Megara (città)|Megara]]<ref>{{Cita web|titolo=Scòpa, su Treccani on line|url=http://www.treccani.it/Portale/elements/categoriesItems.jsp?pathFile=/sites/default/BancaDati/Enciclopedia_online/S/BIOGRAFIE_-_EDICOLA_S_159351.xml|accesso=8-11-2010}}</ref>, sia di un altro complesso statuario, con [[Afrodite]] e [[Fetonte]], a [[Samotracia]].<ref>{{Cita web|titolo=Scultura greca, i grandi maestri del IV secolo, Prassitele – Scopas - Lisippo|url=http://www.archeologia.unipd.it/docpdf/ghedini/SCULTURA%20GRECA%20DI%20IV%20SECOLO.pdf|accesso=8-11-2010}}</ref> Oggi è possibile risalire all'originale grazie ad una quarantina di repliche di epoca romana ed ellenistica, alcune delle quali per la prima volta definitivamente individuate quali copie del Pothos di Skopas da [[Adolf Furtwängler]] nella seconda metà dell'[[XIX secolo|Ottocento]].
 
Oggi è possibile risalire all'originale grazie ad una quarantina di repliche di epoca romana ed ellenistica, alcune delle quali per la prima volta definitivamente individuate quali copie del ''Pothos'' di Skopas da [[Adolf Furtwängler]] nella seconda metà dell'Ottocento. Alla centrale di Montemartini se ne conservano due copie: oltre a quella principale sta esposta vicino anche una versione acefala. Altre copie sono quella frammnetaria del Louvre (senza le gambe) e quella dei [[Musei Capitoli]], restaurata con altri frammenti a formare un ''Apollo con cetra''.
== La figura ==
La statua poggia su una [[base (architettura)|base]] quadrata, rappresenta un [[giovane]] [[uomo]] [[nudità|nudo]]; l'[[anca]] sinistra è prominente a quella destra e forma una [[linea]] [[curva]] con la [[coscia (anatomia)|coscia]].
 
==Descrizione e stile==
IlLa statua rappresenta [[Pothos (divinità)|Pothos]], una divinità minore che rappresnetava il desiderio amoroso. Su una [[base (architettura)|base]] si trova un giovane uomo nudo dalle forme sinuose e delicate, appoggiato a qualcosa alla sua sinistra: l'[[anca]] sinistra è prominente a quella destra e forma una linea curva con la [[coscia (anatomia)|coscia]]; il [[braccio (anatomia)|braccio]] destro (perduto) è disteso lateralmente, con l'[[avambraccio]], in alto; invece il [[sinistro]] è disteso lungo il [[corpo umano|corpo]].<ref>{{Cita web|titolo=Patrizio Pensabebe, Il teatro romano di Ferento: architettura e decorazione scultorea|url=http://books.google.it/books?id=JTdu-HK_-KoC&pg=PA84&lpg=PA84&dq=Pothos++statua&source=bl&ots=l2p_UUx48Z&sig=CLz98i4WKgoR7wFPvXrBd-JzbCY&hl=it&ei=nJzVTLjEJYaSswaIltiOCA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=5&ved=0CCsQ6AEwBA#v=onepage&q=Pothos%20%20statua&f=false|accesso=7-11-2010}}</ref>.
 
La testa, piccola e coi capelli ben segnati, ha un'espressione trasognata e guarda verso l'alto, a simboleggiare il desiderio per un amore lontano. Gli occhi infossati e profondi sono tipici dello stile del maestro. La figura è inclinata verso sinistra e sorretta dall'appoggio della veste che cade dalla spalla sinistra; punti di appoggio che sono una caratteristica sempre presente nelle sculture di [[Skopas]] e [[Prassitele]] spesso rappresentati da una pianta o un sostegno artificiale; altra caratteristica di entrambi gli scultori è la particolare levigazione della superficie marmorea restituendole una completa realisticità umana.
==Altri progetti==
 
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La passione amorosa che esprime il tratto scultoreo della figura è accentuata dall'inclinamento verso sinistra sorretta dall'appoggio della veste che cade dalla spalla sinistra; punti di appoggio che sono una caratteristica sempre presente nelle sculture di [[Skopas]] e [[Prassitele]] spesso rappresentati da una [[plantæ|pianta]] o un sostegno artificiale; altra caratteristica di entrambi gli scultori è la particolare levigazione della superficie marmorea restituendole una completa realisticità umana. In questo complesso statuario si possono notare i caratteri espressivi, di questa nuova corrente, tipici del [[scultura greca classica|IV secolo a.C.]], ovvero il ripiegamento intimista, che si traduce nel raffigurare le divinità olimpiche in momenti intimi e carichi di [[pathos]].<ref>{{Cita web|titolo=Giovanni Becatti, Kosmos|url=http://books.google.it/books?id=WsXzwY1GC_EC&pg=PA72&lpg=PA72&dq=pothos+divinità&source=bl&ots=kkfrKlm7_H&sig=3tisjO9CUC1iMVdxA_K-Drg7_jE&hl=it&ei=6gLXTLOUNsrKswbg1LHjCA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=4&ved=0CCcQ6AEwAw#v=onepage&q=pothos%20divinità&f=false|accesso=7-11-2010}}</ref>.
 
== Note ==
<references/>
 
==Altre immagini==
<gallery>
File:Montemartini - i 2 Pothos da via Cavour 1170359.JPG|Le due versioni della Centrale Montemartini
File:Pothos Apollo Musei Capitolini MC649.jpg|Versione dei Musei Capitolini
[[File:Pothos Louvre Ma541.jpg|thumb|200px|Pothos di Skopas, versioneVersione del [[Louvre]]]]
</gallery>
 
== Bibliografia ==
* Andreas Linfert, ''Von Polyklet zu Lysipp. Polyklets Schule und ihr Verhältnis zu Skopas v. Paros'', Diss, Friburgo 1965.
* Andrew F. Stewart, ''Skopas of Paros''. Noyes Pr., Park Ridge, New York 1977. ISBN 0-8155-5051-0
* Andrew Stewart, ''Skopas in Malibu. The head of Achilles from Tegea and other sculpures by Skopas in the J. Paul Getty Museum'' J. Paul Getty Museum, Malibu 1982. ISBN 0-89236-036-4
*{{Cita libro|nome = Gisela M. A.|cognome = Richter|wkautore =|coautori = |curatore = |titolo = L'arte greca|editore = Einaudi|città = Torino|anno = 1969|pagine =|ISBN =|cid =Richter 1969}}
*{{Cita libro|nome = Ranuccio|cognome = Bianchi Bandinelli|wkautore = Ranuccio Bianchi Bandinelli|coautori = Enrico Paribeni|curatore = |titolo = L'arte dell'antichità classica. Grecia|editore = UTET Libreria|città = Torino|anno = 1986|pagine =|ISBN = ISBN 88-7750-183-9.}}
* Giuliano A., ''Storia dell'arte greca'', Carocci, Roma [[1998]] ISBN 88-430-1096-4
* Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, ''I tempi dell'arte'', volume 1, Bompiani, Milano 1999. ISBN 88-451-7107-8
 
==Altri progetti==
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{{portale|Antica Grecia|Scultura}}
[[Categoria:Sculture marmoree]]
[[Categoria:sculture nel Louvre]]
[[Categoria:sculture neinel MuseiMuseo CapitoliniNazionale Romano]]
[[Categoria:sculture a soggetto mitologico]]
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