Differenze tra le versioni di "Utente:PersOnLine/uso dell'articolo"

 
==== Toponimi ====
Coi [[toponimo|toponimi]] l’uso dell’articolo può essere grossomodo ricondotto all’opposizione ''areale''/''puntuale,'': rispettivamente con articolo e senz’articolo,; tenendo presente che «per puntuale si intende 'privo di dimensioni geometriche nella rappresentazione mentale che il parlante si fa delle entità geografiche’» e che nella sua percezione «la lontananza tende a privare i luoghi di dimensioni geometriche»;,<ref name=”Vanelli_142”>{{cita|Vanelli|p.142}}</ref> sicché aree geograficamente vaste ma lontane – ancheo, culturalmente:, esotiche –, possono essere percepite come 'puntuali,' e quindi usate comunemente senz’articolo. Esistono poi, indipendentemente dadelle ciòeccezioni, diversedovute dettatea da usiconsuetudini o tradizioniusi, che non sono comunque spiegabili a priori sull'uso dell'articolo coi toponimi. <br/>
NeiLa toponimi èprima importante distinguedistinzione trava l’usofatta comein base al fatto se il toponimo viene impiegato in un caso diretto, cioè in funzione di [[soggetto (linguistica)|soggetto]] o [[complemento oggetto]], e come caso indiretto, cioè di [[complemento indiretto. Di seguito viene presentato il comportamento dell’articolo relativamente al primo caso]].<br/>
Vogliono, dunque, l’articolo nel caso diretto i toponimi che identificano un’entità (''l’Equatore'', ''il Tropico del Cancro'', ''il Polo Nord'') o una regione geografica (''la Pianura Padana''), amministrativa (''la Basilicata'') o storica (''la Lucania''), i continenti (''l’Europa''), e più in generali i diversi [[oronimo|oronimi]] (montagne: ''il Cervino''; vulcani: ''l’Etna''; promontori: ''il Gargano'') e [[idronimo|idronimi]] (oceani: ''l’Atlantico''; mari: ''il Mediterraneo''; laghi: ''il Trasimeno''; fiumi: ''il Po''); mentre lo rifiutano i centri abitati (''Roma''), ad eccezione, di quelli che invece lo richiedono tradizionalmente: ''[[l'Aquila]]'', ''[[la Spezia]]'', e, fuori d’Italia, ''[[il Cairo]]'', ''[[il Pireo]]'', la Mecca''[[l'Aia]]'', ''[[l'AiaAsmara]]'', ''[[l’Avana]]'', ''[[la Mecca]]'', ''[[la Valletta]]''<ref>{{cita|Serianni|IV.37}}</ref> (esistono altre località – minori o straniere – tradizionalmente articolate, ma in questi altri casi la presenza dell’articolo è spesso incerta o tendente a sparirsparire)e. Un discorso diversoa valeparte va fatto per isole e nazioni, talvolta coincidenti: richiedono l’articolo quelle introdotteche, in unfunzione complementolocativa, locativovengono introdotte dalla preposizione ''in'' ([in] ''l’Italia''; stato insulare: [in] ''l’Irlanda''; grandi isole: [in] ''la Groenlandia''; microstati: [in] ''il Vaticano''; isole maggiori italiane [in] ''Sardegna'') – fa eccezione ''[[Israele]]'', sempre senz’articolo, nonostante si dica: ''in Israele''<ref name="Serianni_IV41">{{cita|Serianni|IV.41}}</ref> –, mentre lo rifiutano quelle introdotte da ''a'' ([a] ''Panama; isole minori italiani: [a] Pantelleria''; stati insulari: [a] ''Cuba''; grandi isole esotiche: [a] ''Sumatra''; microstati: [a] ''San Marino''; isole minori italiani: [a] ''Pantelleria'');<ref>{{cita|GGIC|3.3.1.1m}}</ref> esistono, inoltre, toponimi che possono essere introdottointrodotti da entrambe le preposizioni (in''a Gibilterra'' eo a''in Gibilterra''), e che in fattiinfatti si trovanopresenta sia senzacon che consenza l’articolo (''la Gibilterra'' eo ''Gibilterra'').<br/>
Con entità inferiori al centro abitato le regole sono più incerte. Per quartieri o altre suddivisioni urbane «ogni caso fa storia a sé»: si riscontrano casi sia con (la Bovisa) sia senza articolo (Tor Vergata).<ref>{{cita|Serianni|IV.47}}</ref> Con gli odonimi l'articolo è facoltativo ((la) piazza San marco) e con le preposizioni il più della volte manca (per piazza San Marco),<ref name="Serianni_IV.45">{{cita|Serianni|IV.45}}</ref> ma non sono accompagnati dal nome comune diventa necessario (l'Appia, l’Adriatica).<ref>{{cita|GGIC|VII.3.3.1.1r}}</ref> Coi nomi di monumenti e di edifici l’articolo è obbligatorio (il Colosseo; con nome comune la Torre di Pisa), anche se con alcuni agiotoponimi manca (Santa Maria Novella; San Pietro; ma il San Raffaele, l’ospedale);<ref>{{cita|GGIC|VII.3.3.1.1q}}</ref> in presenza dell’iperonimo palazzo, però l’obbligo vige solo se quest’ultimo regge un complemento di specificazione (il Palazzo di Vetro), mentre è oscillante con altri elementi (gentilizi: (il) Palazzo Pitti; aggettivi: (il) palazzo Ducale; sostantivo giustapposto: (il) Palazzo Venezia).<ref>{{cita|Serianni|IV.46}}</ref><br/>
Nei casi indiretti valgono normalmente le stesse regole appena viste per il caso diretto: richiedono la preposizione articolata quei toponimi che vogliono l’articolo, e la semplice quelli che lo rifiutano; è possibile però, in determinate condizioni, usare di e in al posto delle rispettive articolate.<ref name="Serianni_IV41" /> Di è possibile di norma solo coi toponimi femminili (i re di Francia vs i re della Francia), ma sotto l’aspetto connotativo «indica una caratterizzazione nazionale o un rapporto de iure», mentre la preposizione articolata «una più neutra caratterizzazione geografica o un rapporto de facto»;<ref group="N">Lo stesso autore esemplifica come segue: «i vini di Francia sono una categoria nazionale apprezzata dagli intenditori, mentre i vini della Francia sono i vini prodotti in Francia; i laghi d'Italia appartengono all'"immagine" del paese, mentre i laghi dell'Italia è una designazione geografica più obiettiva; 'il re di Grecia [rapporto de iure] se è in esilio non è il re della Grecia [rapporto de facto].»</ref> non è invece possibile quando assume «altri valori» (l’Italia è alleata dell’America) o con toponimi maschili (*i re di Portogallo), eccetto che nelle locuzioni cristallizzate (…d’Egitto) o nella toponomastica (Schiavi di Abruzzo, Alessandria d’Egitto).<ref name="Lepschy_IV2dii" >{{cita|Lepschy|IV.2d(ii)}}</ref> In è possibile solo se con valore locativo (vivere in Europa, ma credere nell’Europa: valore non locativo);<ref>{{cita|GGIC|§3.3.1.2}}</ref> pur non sussistendo vere restrizioni pdf genere, la preposizione semplice è molto più comune, se non naturale, coi toponimi femminili (in Lombardia più frequente che nella Lombardia) rispetto a quelli maschili (in Veneto meno frequente che nel Veneto), fino a rappresentare in alcuni casi, sempre femminili, l’unica soluzione possibile, soprattutto con stati e continenti (vivere in Europa/in Italia, la preposizione articolate richiederebbe una determinazione: vivere nell’Europa di fine Ottocento).<ref name="Lepschy_IV2dii" /><br/>
Per quanto riguarda i “toponimi celesti” hanno l’articolo o la preposizione articolata: l’Universo e i suoi sinonimi (il Cosmo, lo Spazio), le diverse regioni nella volta celeste (lo Zodiaco, il Tropico del Cancro), le galassie (la Via Lattea) e le costellazioni (l’Orsa maggiore) – possono far eccezione quelle che derivano da nomi propri della mitologia classica (Andromeda, Cassiopea, Ercole, Cefeo, Orione, Pegaso, Perseo) più spesso senza. Sono invece senza articolo o con preposizione semplice i corpi celesti: astri (Alfacentauri), pianeti (Giove), satelliti (Europa), ecc.; fanno eccezione il Sole, la Terra e la Luna, che invece vogliono sempre l’articolo o la preposizione articolata.<ref>{{cita|GGIC|VII.3.3.1.1i}}</ref><br/>
L'uso metonimico dei toponimi, cioè quanto indicano non un luogo ma un referente ad esso collegabile, è talvolta marcato da un utilizzo inconsueto dell'articolo difforme da quanto precedentemente indicato, in particolare:
* le squadre sportive indicate mediante citta (squadre di club: il Napoli, la Roma;) o stati (le nazionali: l'Italia) vogliono l’articolo<ref>{{cita|Serianni|IV.40}}</ref>
* gli organismi partitici, industriali, ecc., nell'uso giornalistico, l'articolo si omette se indicati attraverso gli odonimi in cui hanno le sedi (a Botteghe Oscure, via in cui si trovare la sede dell'ex PCI).<ref>{{cita|Serianni|p. IVname="Serianni_IV.45}}<" /ref>