Differenze tra le versioni di "Agente di cambio"

 
==Storia==
NellaFino fase iniziale delleal [[borsa valori|borseSettecento]] tutti i banchieri e cambiavalute (all'epoca non distinti ed appartenenti ad un'unica corporazione, l'[[arte del cambiocorporazione]]) erano autorizzati a negoziare i titoli in borsa. All'inizio dell'[[Ottocento]] l'intermediazione finanziaria divenne un'attività riservata ad una categoria distinta dai banchieri e cambiavalute, che mantenne tuttavia ricordo della comune origine nel nome di ''Agenti di Cambio'' (il nome è di origine francese). Gli agenti di cambio erano una categoria particolare di mediatori iscritti ad un albo presso la [[Camera di Commercio]].<br>
Come mediatori, se da un lato avevano l'esclusiva dell'intermediazione in titoli (rappresentata fisicamente dal diritto di accesso alla ''[[corbeille]]''), dall'altro avevano il divieto di esercitare l'attività di mediatori in altri campi e soprattutto di esercitare l'attività bancaria o di cambiavalute, nonché di essere procuratori di [[banca|banche]] o [[società per azioni]].
In Italia la legge che organizzò in modo uniforme tutte le borse del Regno e quindi anche il ruolo degli Agenti di Cambio fu la legge 272 del 1913.
 
Con il successivo Regio Decreto Legge 222 del 1925 gli Agenti di Cambio ottenero la qualità di [[pubblici ufficiali]], in quanto redigevano ed autenticavano i fissati bollati, ovvero gli [[atto pubblico|atti pubblici]] di trasferimento delle azioni ed obbligazioni. Venne ribadito il divieto di esercitare in proprio, ovvero quali soci illimitatamente responsabili, amministratori, procuratori od impiegati, l'attività commerciale, industriale eo creditizia.
 
Con la legge 402 del 1967 furono istituiti gli Ordini degli Agenti di Cambio, sicché questi ultimi ottenerero anche la qualità di [[professionista|professionisti]].
L'accesso alla professione era a numero chiuso, esistevano 130 agenti di cambio, suddivisi nelle dieci borse italiane. Accanto ad essi vi erano inoltre i ''Procuratori di Borsa'', che esercitavano la stessa attività, ma sotto la sorveglianza e la garanzia di un Agente di Cambio.
EssiI procuratori erano iscritti in un diverso albo, anch'esso tenuto dall'[[Ordine degli Agenti di Cambio e Procuratori di Borsa]].<br>Anche dopo la qualificazione degli Agenti di Cambio come "professionisti" oltre che "pubblici ufficiali" la Giusriprudenza confermò la assoggettabilità degli stessi al fallimento, già prevista dalla [[Legge Fallimentarefallimentare]], benché la stessa legge escluda tuttora dal fallimento i professionisti. Un caso unico nella storia giuridica italiana.
 
La legge 1 del 1991, che attribuì l'intermediazione mobiliare alle neonate [[società di intermediazione mobiliare]], decretò la fine (sia pure differita) di questa antica categoria professionale. Stabilì, infatti, che non fossero più banditi nuovi concorsi per agenti di cambio, ema che gli Agentiagenti che erano iscritti a quelin momentoattività avrebbero potuto continuare ad esercitare la professione fino al pensionamento. Furono creati due ruoli: quello "unico" degli agenti in proprio, e quello "speciale" degli agenti che esercitano per conto di una [[società di intermediazione mobiliare|s.i.m.]], di una [[società di gestione del risparmio|s.g.r.]] o di una banca.
 
Di fatto la [[crisi borsistica del 1992]] portò al fallimento di molti agenti e procuratori, mentre altri trasformaronohanno trasformato la propria attività in [[società di intermediazione mobiliare|s.i.m.]] ood Banca,in banca; sicché nel [[2010]] c'era piùsopravvivevano un solo iscritto al ruolo "unico" eed una dozzina in quello "speciale".
 
== Voci correlate ==