Differenze tra le versioni di "Oggettiva"

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Nella configurazione oggettiva lo spettatore accede all'immagine senza che essa sia filtrata attraverso il punto di vista di uno dei personaggi. Ciò sottolinea la presenza di un Autore implicito, che presiede all'organizzazione e alla strutturazione dell'immagine stessa, e di uno Spettatore implicito, deputato alla sua ricezione e decodifica. Poiché però entrambe queste entità non si manifestano concretamente, ovvero non si incarnano in presenze/soggetti specifici all'interno della diegesi, esse tendono a rimanere celate.
Come esempio di questa tipologia di sguardo, Casetti e di Chio citano [[Quarto Potere]] di [[Orson Welles]]: "''ricordiamo in particolare il brano del cinegiornale, o le inquadrature che riprendono in un unico quadro Thompson e i suoi intervistati. In tutti questi casi, infatti, il punto di vista è neutro, non "appartiene" a nessuno, o meglio appartiene solo a chi organizza il testo e non a chi vi vien fatto giocare''".<ref>Francesco Casetti, Federico Di Chio. ''Analisi del film'', Strumenti Bompiani, Milano 1990. Pg. 244.</ref>
 
==Collegamenti esterni==
* [https://sites.google.com/site/ilcinemasonoro/home/027__ i tagli d'Inquadratura]
 
==Note==
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