Differenze tra le versioni di "Metodo storico-critico"

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== Storia e atteggiamento delle chiese cristiane di fronte ai nuovi criteri nell’esegesi ==
I diversi principi del metodo storico-critico, fin dal [[1700]] furono pensati, esaminati e applicati principalmente dai [[Protestantesimo|protestanti]], i quali, spronati dal principio della [[sola scriptura]], si sentirono nella necessità di dedicarsi allo studio della formazione e interpretazione della Bibbia; furono anche sollecitati dalle ricerche, spesso confluenti nell’[[agnosticismo]], degli ambienti [[illuminismo|illuministici]]. Per decenni, i risultati dell’applicazione del metodo storico-critico, nell’ambito della ricerca del [[Gesù storico]], furono sinonimo di banalizzazione e destoricizzazione dei contenuti biblici. Tutto questo spinse anche la cultura cattolica a prendere a cuore il nuovo metodo, che in origine veniva guardato con sospetto. (vedi [[:en:Historical criticism]]).
In seguito gli ambienti della [[Chiesa cattolica]], specialmente dopo la creazione della [[Pontificia Commissione Biblica]] ([[1902]]), cominciarono ad indicare nel metodo storico-critico un alleato per la comprensione della Bibbia come conferma della fede professata. Nella sua enciclica [[Providentissimus Deus]] (Dio totalmente Provvidente) (primo di novembre [[1893]]) papa [[Leone XIII]] spinse l’ambiente della docenza cattolica ad essere “più dotti e provveduti” nello studio della Bibbia.
 
<small> 12. “Poiché Dio nella sacra Scrittura ha parlato per mezzo di uomini alla maniera umana (22), l'interprete della sacra Scrittura, per capire bene ciò che egli ha voluto comunicarci, deve ricercare con attenzione che cosa gli agiografi abbiano veramente voluto dire e a Dio è piaciuto manifestare con le loro parole.
Per ricavare l'intenzione degli agiografi, si deve tener conto fra l'altro anche dei generi letterari. La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa in testi in vario modo storici, o profetici, o poetici, o anche in altri generi di espressione. È necessario adunque che l'interprete ricerchi il senso che l'agiografo in determinate circostanze, secondo la condizione del suo tempo e della sua cultura, per mezzo dei generi letterari allora in uso, intendeva esprimere ed ha di fatto espresso (23). Per comprendere infatti in maniera esatta ciò che l'autore sacro volle asserire nello scrivere, si deve far debita attenzione sia agli abituali e originali modi di sentire, di esprimersi e di raccontare vigenti ai tempi dell'agiografo, sia a quelli che nei vari luoghi erano allora in uso nei rapporti umani (24)”.<ref>[http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19651118_dei-verbum_it.html Costituzione Dogmatica sulla Divina Rivelazione - Dei Verbum]</ref></small>
 
Nel rifiorire degli studi biblici secondo i nuovi metodi, che si dimostrò non essere incompatibili con quelli dei [[Padre della Chiesa|Padri della Chiesa]], alcuni documenti della “Pontificia Commissione biblica”<ref> [[Pontificia Commissione Biblica]]</ref>riassumono la situazione degli studi biblici sottolineando l’utilità potenziale del metodo storico-critico:
Per di più, il documento avanza una lista di metodologie proposte negli ultimi tempi: “accesso” retorico con analisi del racconto, “accesso” [[semeiotica|semeiotico]], “accesso” canonico, “accesso” secondo le tradizioni giudaiche, “accesso” attraverso i risultati prodotti dal testo, ”accesso” sociologico, “accesso” psicologico-psicanalitico, “accesso” della liberazione, “accesso” femminista ecc. E conclude con l’affermazione che “lo stesso autore dei testi biblici richiede che, per comprenderli, si ricorra all’uso del metodo storico-critico, almeno nelle loro parti essenziali”.
 
Un giudizio positivo verso il metodo storico-critico viene espresso anche da [[Bendetto XVI]] nella sua opera “[[Gesù di Nazaret (libro)|Gesù di Nazareth. Dal battesimo alla Trasfigurazione]]” ([http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/-Ges-di-Nazareth-Dal-Battesimo-alla-Trasfigurazione-/D355041.html PAPA RATZINGER FORUM - «Gesù di Nazareth. Dal Battesimo alla Trasfigurazione»]) ([[2007]]). Avendo constatato che i risultati di questa critica sono nebulosi, e contraddittori fra loro e frutto della proiezione delle idee dei ricercatori, egli afferma: “La storia del metodo storico – proprio per l’intrinseca natura della teologia e della fede -
è e rimane una dimensione irrinunciabile del lavoro esegetico”. (pagina 11 dell’edizione italiana); “esso è una delle dimensioni fondamentali dell’esegesi, ma non esaurisce il compito dell’interpretazione per chi nei testi biblici vede l’unica ‘Sacra Scrittura” e la crede ispirata da Dio (pagina 12); “Il metodo storico-critico dovrà necessariamente risalire all’origine dei singoli testi e quindi collocarli dapprima nel loro passato per poi completare questo viaggio a ritroso con un movimento in avanti seguendo la formazione delle unità del testo”. (pagina13).
 
 
== Collegamenti esterni ==
*[http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/pcb_documents/rc_con_cfaith_doc_19930415_interpretazione_it.html] Documento, “L’interpreteL'interpretazione della Bibbia nella Chiesa” della Pontificia Commissione Biblica. Chiesa]
* [http://it.cathopedia.org/wiki/Metodo_storico_critico Cathopedia]
[[Categoria:Bibbia]]
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