Differenze tra le versioni di "Bartolomeo Colleoni (incrociatore)"

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[[File:RNBartolomeo Colleoni-Capo Spada.jpg|left|thumb|200px|Il ''Bartolomeo Colleoni'' immobilizzato durante la battaglia di Capo Spada]]Il ''Bartolomeo Colleoni'' formò la 2ª Divisione Incrociatori del 2º Squadrone, insieme con il ''[[Giovanni dalle Bande Nere (incrociatore)|Giovanni dalle Bande Nere]]''. La sua prima missione, il [[10 giugno]] [[1940]], fu una sortita per deporre [[mina navale|mine]] nel [[canale di Sicilia]], seguita il 6 luglio da compiti di scorta per un grosso convoglio (uno dei primi) di rifornimenti da [[Napoli]] a [[Bengasi]] (il convoglio era composto dai trasporti truppe ''Esperia'' e ''Calitea'' e dalle motonavi merci ''Marco Foscarini'', ''Vettor Pisani'' e ''Francesco Barbaro'', che giunsero in porto indenni). Il 9 luglio prese parte alla [[battaglia di Punta Stilo]].
 
Il [[18 luglio]] salpò da [[Tripoli]] accompagnato dal ''Giovanni dalle Bande Nere'' (su cui era imbarcato il comandante della II Divisione, [[ammiraglio]] Ferdinando Casardi) diretto a [[Leros]] nel [[mar Egeo]], dove l'attività britannica nelle acque greche stava causando preoccupazioni. I due incrociatori avrebbero dovuto costituire una forza leggera per condurre attacchi ai danni del naviglio britannico in Egeo. Nelle prime ore del 19 luglio, essendo stati avvistati da aerei della [[Royal Air Force|RAF]] il giorno prima, vennero intercettato dall'[[incrociatore]] [[australia]]no [[HMAS Sydney (D48)|HMAS ''Sydney'']] e da cinque cacciatorpediniere, mentre si trovava al largo di [[Capo Spada]] ([[Creta]]). Nella successiva [[battaglia di Capo Spada]] venne colpito nella sala macchine e rimase immobilizzato, diventando un facile bersaglio per i siluri delledei cacciatorpediniere.[[File:Bartolomeo Colleoni destroyed.JPG|left|thumb|200px|L'esplosione del ''Colleoni''.]] Casardi, ritenendo erroneamente di avere a che fare con due incrociatori e quattro caccia, si ritirò con il ''Bande Nere'' inseguito dal ''Sydney'', mentre il ''Colleoni'', immobilizzato ed in fiamme (un colpo aveva provocato l'esplosione dei depositi munizioni prodieri e l'asportazione della prua) fu finito con i siluri dai caccia inglesi ''Ilex'' e ''Havock''.
 
Esplose e affondò alle 8.29, portando con sé 121 marinai, mentre gli altri 525 furono recuperati e fatti prigionieri dagli inglesi. Il comandante, [[capitano di vascello]] [[Umberto Novaro]], gravemente ferito, fu salvato dal suo equipaggio mentre avrebbe voluto affondare con la nave. Morì quattro giorni dopo ad [[Alessandria d'Egitto]] e la [[Royal Navy]] gli rese pieni onori militari.
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