Differenze tra le versioni di "Finalità"

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La filosofia cioè ha distinto dal finalismo la finalità, intendendo quest'ultima come il conseguimento di un fine vicino e circoscritto mentre il primo concetto riguarderebbe il risultato lontano e ultimo determinato da più cause concomitanti. <ref>Julia Didier,''Dizionario Larousse di filosofia'', Gremese Editore, 2004, p.98</ref>
 
Nella storia della filosofia l'agire dell'uomo è stato costantemente concepito come diretto consapevolmente a delle finalità: pochi filosofi, come Hobbes e Spinoza, hanno invece considerato ininfluente o erronea questa concezione dell'azione umana.<ref>''Enciclopedia Garzanti di Filosofia'' alla voce corrispondente</ref>
 
 
 
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