Controllo (diritto): differenze tra le versioni

Rientra nel controllo sugli organi anche il ''controllo sostitutivo'' quando la sostituzione non è parziale, limitata al compimento di singoli atti omessi (con esclusione della ''legitimatio ad agendum'' dell'organo controllato), ma totale, con esclusione della ''legitimatio ad officum'' dei titolari degli organi ordinari che vengono sostituiti da ''organi straordinari''.
 
Può farsi rientrare nel controllo sugli organi anche il ''[[controllo di gestione]]'', concetto mutuato dall'[[economia aziendale]]: introdotto in un primo tempo nelle [[imprese]], si sta ora estendendo anche alle [[amministrazione pubblica|pubbliche amministrazioni]], dove, secondo la filosofia del ''[[funzionario#Funzionari pubblici e manager|new public management]]'', sta sostituendo i controlli tradizionali. E' un controllo collaborativo volto a guidare la [[gestione]] dell'ente verso il conseguimento dei suoi [[obiettivo|obiettivi]], rilevando, attraverso la misurazione di appositi indicatori, lo scostamento tra obiettivi pianificati e risultati conseguiti e informando di tali scostamenti gli organi responsabili, affinché possano decidere e attuare le opportune azioni correttive.<ref>Talvolta si distingue il ''controllo di gestione'' dal ''controllo sulla gestione'', essendo il primo un controllo interno, il secondo svolto da un soggetto esterno all'ente</ref>
 
==Note==