Mazzini Society: differenze tra le versioni

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{{quote|Era una società piena di tensioni. Ogni cosa diventava motivo di grandi discussioni. Si discuteva molto del programma politico, naturalmente, ma anche le cose minori erano motivo di litigi e di discussioni. Per esempio, il distintivo. Cosa mettiamo sul distintivo della '''Mazzini Society'''? Chi voleva la testa dell'Italia turrita, chi Garibaldi, chi Mazzini. A un certo punto [[Gaetano Salvemini|Salvemini]] perse la pazienza e gridò, con il suo fortissimo accento pugliese: "Che cosa volete metterci se non Mazzini? Ci volete mettere una donna nuda?!. Le agitazioni si calmarono e la testa di Mazzini fu il distintivo e il simbolo della nostra associazione.<ref>[[Tullia Zevi|Tullia Calabi Zevi]], [http://www.liberalsocialisti.org/articol.php?id_articol=91 La mia autobiografia politica]</ref>}}
{{S|partiti politici|fascismo}}
La '''Mazzini Society''' fu un'associazione politica antifascista fondata nel [[1939]] da [[Gaetano Salvemini]] a [[New York]].
 
La '''Mazzini Society''' fu un'associazione politica antifascista, di matrice democratico-repubblicana, nel solco della tradizione risorgimentale, fondata da [[Gaetano Salvemini]], a [[Northampton (Massachusetts)]], il [[24 settembre]] [[1939]] e di cui il giornalista [[Max Ascoli]] assunse la presidenza.
{{quote|Era una società piena di tensioni. Ogni cosa diventava motivo di grandi discussioni. Si discuteva molto del programma politico, naturalmente, ma anche le cose minori erano motivo di litigi e di discussioni. Per esempio, il distintivo. Cosa mettiamo sul distintivo della Mazzini Society Chi voleva la testa dell'Italia turrita, chi Garibaldi, chi Mazzini. A un certo punto [[Gaetano Salvemini|Salvemini]] perse la pazienza e gridò, con il suo fortissimo accento pugliese: "Che cosa volete metterci se non Mazzini? Ci volete mettere una donna nuda?!. Le agitazioni si calmarono e la testa di Mazzini fu il distintivo e il simbolo della nostra associazione.<ref>[[Tullia Zevi|Tullia Calabi Zevi]], [http://www.liberalsocialisti.org/articol.php?id_articol=91 La mia autobiografia politica]</ref>}}
 
==Promotori e nuove adesioni==
Fra i promotori vi era un gruppo di repubblicani appartenenti a [[Giustizia e Libertà]].
Fra i promotori vi era un gruppo di repubblicani appartenenti a [[Giustizia e Libertà]]. Oltre ad Ascoli ed al Salvemini: [[Lionello Venturi]], Michele Cantarella, Roberto Bolaffio, [[Renato Poggi]] e [[Giuseppe Antonio Borgese]]. Organo informativo era il periodico ''Nazioni unite''.
 
Con l'[[occupazione tedesca della Francia]] ([[giugno]] [[1940]]), molti antifascisti italiani esuli oltr'alpe, furono costretti a emigrare di nuovo e trovarono rifugio negli [[Stati Uniti]]. Molti di essi aderirono alla '''Mazzini Society''', quali [[Aldo Garosci]], [[Alberto Cianca]] ed [[Alberto Tarchiani]], entrambi provenienti da '''Giustizia e Libertà''', il segretario politico del [[Partito Repubblicano Italiano]] [[Randolfo Pacciardi]] e l'ex Ministro degli Esteri [[Carlo Sforza]], già aderente negli all'[[Unione Nazionale (Italia)|Unione democratica nazionale]] e collaboratore del settimanale “La Giovine Italia”, diretto da Tarchiani.
Esponenti di spicco dell'associazione furono, oltre al Salvemini, [[Lionello Venturi]], [[Randolfo Pacciardi]], [[Michele Cantarella]], [[Aldo Garosci]], [[Carlo Sforza]], [[Alberto Tarchiani]], [[Max Ascoli]], [[Roberto Bolaffio]], [[Renato Poggi]], [[Giuseppe Antonio Borgese]].<br />
 
Organo informativo era il periodico ''Nazioni unite''. La società fu promotrice di raccolta di fondi per gli esuli antifascisti italiani e si distinse per la contrarietà all'accordo unitario con l'antifascismo di matrice comunista<ref>fra i favorevoli invece all'accordo con i comunisti vi era [[Randolfo Pacciardi]] ([http://www.pri.it/html/biografie/bioPACCIARDI.html Biografia su www.pri.it])</ref> e per una netta opposizione alla [[Casa Savoia|monarchia sabauda]].<br />
==La segreteria di Alberto Tarchiani==
Attorno al [[1943]] vi fu un riavvicinamento ai social-comunisti per formare comitati di Fronte Unito chiamati ''Comitati per la Vittoria'', a cui presero parte anche anarchici quali [[Carlo Tresca]]<ref>[[Carlo Tresca]] sostanzialmente era favorevole all'ingresso dei comunisti nei "Comitati per la Vittoria" mentre si opponeva tenacemente all'ingresso nella società di chi avesse appoggiato il fascismo in tempi precedenti [http://www.liberalfondazione.it/archivio/fl/numero04/verita.htm Tutta la verità sul caso Tresca di Mauro Canali] ([[Mauro Canali]] è fra gli autori citati spesso sulla rivista del [[SISDE]])</ref>: fu un periodo di dure lotte interne e spaccature a causa dei tentativi di far entrare nell'organizzazione antifascisti dell'ultima ora.
Ben presto Tarchiani assunse la carica di segretario dell'associazione. Attraverso la Mazzini Society, Sforza e Tarchiani contavano di acquisire l'appoggio del governo degli Stati Uniti, per la creazione di un '''Comitato nazionale italiano''', cioè una forma di governo in esilio e, con il progressivo avanzamento delle truppe alleate in nord Africa (1941-42), anche di una “legione italiana”, con alla guida il segretario politico del [[Partito Repubblicano Italiano]] [[Randolfo Pacciardi]], anch'esso giunto negli Stati Uniti, nel dicembre del [[1941]] <ref>Cfr. Antonio Varsori, ''Gli alleati e l'emigrazione democratica antifascista (1940-1943)'', Sansoni, Firenze, 1982, pagg. 126-27.</ref>. Tale linea politica mirava a candidare [[Carlo Sforza]] quale leader del movimento antifascista italiano all'estero e, implicitamente, futuro Capo del Governo di un'Italia liberal-democratica liberata dalla [[fascismo|dittatura fascista]] e dalla [[Regno d'Italia (1861-1946)|monarchia]]<ref>{{cita libro|cognome=Varsori|nome=Antonio|titolo=Gli alleati e l'emigrazione democratica antifascista (1940-1943)|editore=Sansoni|città=Firenze|anno=1982}}
</ref>. Il peso sempre maggiore di Tarchiani e Sforza nella '''Mazzini Society''' ebbe come conseguenza il progressivo allontamento di [[Gaetano Salvemini]] dalle decisioni attive.
 
OrganoContemporaneamente, informativo era il periodico ''Nazioni unite''. Lala società"Mazzini" fu promotrice di una raccolta di fondi per gli esuli antifascisti italiani ema si distinsepronunciò perin lasenso contrarietànegativo all'accordosu unitariouna conlinea l'antifascismodi unità di matriceazione comunista<ref>fracon i favorevolicomunisti. inveceFra i favorevoli all'accordo con i comunisti vi era [[Randolfo Pacciardi]] <ref>([http://www.pri.it/html/biografie/bioPACCIARDI.html Biografia su www.pri.it])</ref> eche, peressendo unastato nettamesso opposizionein allaforte [[Casaminoranza, Savoia|monarchialasciò sabauda]].la “Mazzini” nel giugno del 1942<brref>Cfr. Antonio Varsori, ''cit.'', pagg. 150-151.</ref>.
 
==Il Congresso italo-americano di Montevideo==
Maggior successo ebbero i rapporti della Mazzini Society con le comunità italiane dell'America meridionale e centrale, ove si era costituita una rete antifascista e un movimento “Italia libera”, con sede a [[Buenos Aires]]. Le intese tra la “Mazzini” e “Italia libera” condussero all'organizzazione di un Congresso italo-americano, che si tenne dal 14 al [[17 agosto]] [[1942]], a [[Montevideo]]<ref>{{cita libro|cognome=Varsori|nome=Antonio|titolo=cit.|pagine=pag. 159 e succ.ve}}</ref>. Pacciardi, pur avendo aderito, non poté partecipare per mancanza di un passaporto valido<ref>Cfr. Antonio Varsori, ''cit.'', pag. 172, n.</ref>. Intervenne invece ai lavori congressuali [[Carlo Sforza]], dopo aver ottenuto l'autorizzazione delle autorità americane, presentando un programma in otto punti che fu approvato dagli oltre 10.000 presenti<ref>{{cita libro|cognome=Varsori|nome=Antonio|titolo=cit.|pagine=pag. 175 e succ.ve}}</ref>. Esso comprendeva la scelta istituzionale da parte del popolo italiano mediante un libero plebiscito - in cui auspicava la vittoria della repubblica democratica - e l'adesione dell'Italia alla [[Carta Atlantica]] e a un sistema organizzato di cooperazione e solidarietà internazionale<ref>{{cita libro|cognome=Sforza|nome=Carlo|titolo=L'Italia dal 1914 al 1944, cit.|pagine=pagg. 175 e succ}} </ref>. Al termine dei lavori, la conferenza approvò per acclamazione una mozione conclusiva, nella quale era affermato: ''"La conferenza, infine, affida a Carlo Sforza, che ha già assunto, per unanime e spontanea designazione, il posto di capo spirituale degli italiani antifascisti, l'incarico di costituire un Consiglio Nazionale italiano, dandogli la facoltà di organizzarlo nelle condizioni più opportune"''<ref>{{cita libro|cognome=Sforza|nome=Carlo|titolo=L'Italia dal 1914 al 1944, cit.|pagine=pag. 188}}</ref>.
 
Tuttavia, l'atteggiamento delle autorità statunitensi verso tale progetto non andò oltre quello di una tiepida attesa e gli analoghi contatti che si tentarono con la [[Gran Bretagna]] non ebbero alcun esito.
 
==Crisi della Mazzini Society==
AttornoLa al'''Mazzini Society''' andò in crisi tra il dicembre del [[19431942]] vie fuil gennaio del [[1943]], per un tentativo di riavvicinamento ai social-comunisti, proposto da Girolamo Valenti, August Bellanca e Vanni Buscemi Montana, per formare comitati di Fronte Unito chiamati ''Comitati per la Vittoria'', a cui presero parte anche anarchici quali [[Carlo Tresca]]<ref>[[Carlo Tresca]] sostanzialmente era favorevole all'ingresso dei comunisti nei "Comitati per la Vittoria" mentre si opponeva tenacemente all'ingresso nella società di chi avesse appoggiato il fascismo in tempi precedenti [http://www.liberalfondazione.it/archivio/fl/numero04/verita.htm Tutta la verità sul caso Tresca di Mauro Canali] ([[Mauro Canali]] è fra gli autori citati spesso sulla rivista del [[SISDE]])</ref>:. fuContrari una periodosnaturare dila durematrice lotteliberal-democratica internedell'associazione, enel spaccaturefebbraio asuccessivo, causa[[Alberto deiTarchiani|Tarchiani]] tentativie di[[Alberto farCianca|Cianca]] entraresi nell'organizzazionedimisero<ref>{{cita antifascistilibro|cognome=Varsori|nome=Antonio|titolo=cit.|pagine=pagg. dell'ultima ora236-237}}</ref>.
 
==Il rientro in Italia della maggior parte degli esuli antifascisti==
Dopo lo [[Operazione Husky|sbarco alleato in Sicilia]] ([[luglio]] [[1943]]), Tarchiani, Cianca e [[Aldo Garosci|Garosci]] si imbarcarono per rientrare in Europa sul transatlantico [[RMS Queen Mary|Queen Mary]], trasformato per il trasporto truppe. Giunti in [[Inghilterra]], dopo un viaggio non privo di incognite e pericoli, attivarono subito la radio clandestina di [[Giustizia e Libertà]], trasmettendo per tutto l'arco della giornata attacchi al regime e alla monarchia, rea di esserne stata complice, e affiancando i primi nuclei antifascisti. In agosto Tarchiani e altri del gruppo riuscirono a imbarcarsi per l'[[Italia]], sbarcando - finalmente - a [[Salerno]].
 
L'autorizzazione a Sforza per rientrare in Italia fu invece subordinata dal governo americano (ed in particolare dal sotto segretario di Stato Adolf Berle)<ref>{{cita libro|cognome=Varsori|nome=Antonio|titolo=cit.|pagine=pagg. 285-288}}</ref> <ref name=Dinolfo41>Ennio Di Nolfo, ''Carlo Sforza, diplomatico e oratore'', in: {{cita libro|cognome=Sforza|nome=Carlo|titolo=Discorsi parlamentari|città=Roma|anno=2006|pagine=pagg. 41-43}}</ref> alla sottoscrizione di un documento con il quale lo statista italiano s'impegnava a non contrastare in nessun modo l'azione del [[Governo Badoglio I|governo Badoglio]], sino alla completa liberazione del paese dai nazisti<ref>Lettera riportata in: {{cita libro|cognome=Zeno|nome=Livio|titolo=Ritratto di Carlo Sforza, col carteggio Croce-Sforza e altri documenti inediti|editore=Le Monnier|città=Firenze|anno=1975|pagine=pagg. 410-11}}</ref><ref>{{cita libro|cognome=Varsori|nome=Antonio|titolo=cit.|pagine=pag. 257 e succ.ve}}</ref><ref>{{cita libro|cognome=Zeno|nome=Livio|titolo=cit.|pagine=pag. 300 e succ.ve}}</ref>. Tuttavia mentre Sforza interpretava restrittivamente e in modo letterale il documento firmato, il Primo Ministro inglese [[Winston Churchill]] riteneva che la lealtà verso il governo legittimo dovesse estendersi anche alla persona del sovrano e all'istituzione monarchica<ref>Vedi le affermazioni di Winston Churchill alla Camera dei Comuni del 21 settembre 1943, riportate in:{{cita libro|cognome=Varsori|nome=Antonio|titolo=cit.|pagine=pag. 290}}</ref><ref name=Dinolfo41></ref>. Lo scontro con il Primo ministro inglese, tuttavia, fece naufragare le aspirazioni ''leadership'' di Carlo Sforza, in quanto comportò un vero e proprio "veto" degli inglesi alla sua nomina a Presidente del Consiglio, quando il CLN si orientò sul suo nome, all'atto delle dimissioni di Bonomi, nel novembre 1944<ref>{{cita libro|cognome=Di Nolfo|nome=Ennio|titolo=cit.|pagine=pag. 46}}</ref><ref>{{cita libro|cognome=Nenni|nome=Pietro|titolo=I nodi della politica estera italiana|curatore=Domenico Zucàro|editore=SugarCo Edizioni|città=Milano|anno=1974|pagine=pag. 17}}
</ref>.
 
Pacciardi poté rientrare in Italia solo dopo la liberazione di [[Roma]], il [[29 giugno]] [[1944]]. Gaetano Salvemini rientrò solo nel [[1949]], dopo aver preso la cittadinanza americana.
 
== Note ==
*Lamberto Mercuri ''Mazzini news: organo della" Mazzini Society"(1941-1942)''1990
*Mazzini Society'' Mazzini Society ,Nazioni unite The United nations'' 1942 [[New York]]
*Antonio Varsori, ''Gli alleati e l'emigrazione democratica antifascista (1940-1943)'', Sansoni, Firenze, 1982
 
== Voci correlate ==
* [[Partito d'Azione]]
* [[Il caso Tresca]]
* [[Italoamericani]]
 
==Collegamenti esterni==
* [http://www.archiviorosselli.it/User.it/index.php?PAGE=Sito_it/archivio_cronologia_periodo&tipc_id=11 riferimento sul sito dell'archivio della famiglia Rosselli]
 
{{Portale|fascismoemigrazione|politica|storia}}
 
[[Categoria:Antifascisti]]
[[Categoria:Organizzazioni antifasciste]]
[[Categoria:Mazzinianesimo]]