Differenze tra le versioni di "Canestra di frutta"

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== Storia ==
L'opera venne commissionata dal cardinale Del Monte forse al fine di farne dono al Borromeo, infatti il dipinto è presente nella collezione del cardinale [[Federico Borromeo]] già nel 1607, probabilmente donatogli, durante il soggiorno romano, dal cardinal Del Monte, protettore del Caravaggio negli anni [[Roma|romani]] <ref> Roberto Longo (a cura di Giovanni Previtali), Caravaggio, Editori Riuniti, Roma, 2009, p. 36 </ref>: è in questo periodo che Borromeo potrebbe aver conosciuto personalmente il Caravaggio, ospite del cardinal [[Francesco Maria Del Monte]].
L'opera venne commissionata dal cardinale Del Monte forse al
fine di farne dono al Borromeo, infatti il dipinto è presente nella collezione
del cardinale [[Federico Borromeo]] già nel 1607, probabilmente donatogli,
durante il soggiorno romano, dal cardinal Del Monte, protettore del
Caravaggio negli anni [[Roma|romani]] <ref> Roberto Longo (a cura di
Giovanni Previtali), Caravaggio, Editori Riuniti, Roma, 2009, p. 36
</ref>: è in questo periodo che Borromeo potrebbe aver conosciuto
personalmente il Caravaggio, ospite del cardinal [[Francesco Maria Del Monte]].
 
Nel [[1618]] Borromeo, cardinale arcivescovo di Milano (residente a Roma fino alla fine del [[1500]])<ref>Stefano Zuffi, Simboli e segreti-Caravaggio, Rizzoli, Milano, 2010, p. 92</ref>, decise di far costruire un edificio destinato alla futura Pinacoteca Ambrosiana, accanto alla preesistente struttura della [[Biblioteca Ambrosiana]], attiva dal [[1609]]. La Canestra venne donata alla Pinacoteca Ambrosiana dal Borromeo a lavori ultimati, unitamente a tutte le opere della sua collezione privata.
Nel [[1618]] Borromeo, cardinale arcivescovo di Milano
(residente a Roma fino alla fine del [[1500]])<ref>Stefano Zuffi,
Simboli e segreti-Caravaggio, Rizzoli, Milano, 2010, p. 92</ref>,
decise di far costruire un edificio destinato alla futura Pinacoteca
Ambrosiana, accanto alla preesistente struttura della
[[Biblioteca Ambrosiana]], attiva dal [[1609]].
La Canestra venne donata alla Pinacoteca
Ambrosiana dal Borromeo a lavori ultimati,
unitamente a tutte le opere della sua collezione privata.
 
Recenti indagini hanno confermato che il dipinto è stato realizzato su una tela di recupero, secondo un consuetudine del periodo romano, quando il Caravaggio dipingeva direttamente su precedenti stesure pittoriche, fattore che testimonia la povertà di mezzi che caratterizza la giovinezza del pittore (prima del protettorato presso il cardinale).
Recenti indagini hanno confermato che il dipinto
è stato realizzato su una tela di recupero,
secondo un consuetudine del periodo romano,
quando il Caravaggio dipingeva direttamente su
precedenti stesure pittoriche, fattore che testimonia
la povertà di mezzi che caratterizza la giovinezza del
pittore (prima del protettorato presso il cardinale).
 
Lo stesso Borromeo desiderava avere un pendant della Canestra, ma non ne trovò alcuna. Egli stesso scrisse: "''poiché nessuna raggiungeva la bellezza di questa e la sua incomparabile eccellenza, è rimasta solitaria''" <ref>da una lettera del Cardinale Federico Borromeo</ref>.
ma non ne trovò alcuna. Egli stesso scrisse:
"''poiché nessuna raggiungeva la bellezza di questa e
la sua incomparabile eccellenza, è rimasta solitaria''"
<ref>da una lettera del Cardinale Federico Borromeo</ref>.
 
== Analisi iconografica ==
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