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perché
Il giorno seguente Lauda, che era ormai vicino al secondo titolo mondiale, spiegò:
 
{{quote|Lavoro con la Ferrari dal 1973, ho vinto 15 Grandi Premi e un titolo, sono vicino a conquistarne un altro. Insieme abbiamo fatto il massimo possibile. Non ho più motivazioni valide per proseguire con Maranello. È venuto meno quel qualcosa che ti spinge, che ti stimola a fare. Mi sono trovato davanti ad un bivio: continuare nella attività di pilota o smettere, dedicarmi a mia moglie Marlene, alla casa e intraprendere un altro genere di lavoro. Ho deciso di non ritirarmi, perché correre mi piace. Ho anche stabilito, però, di farlo in modo nuovo, cioè lasciando la Ferrari e ripartendo da zero, in un altro ambiente, in un altro "team", con altra gente. È un'avventura, lo so, ma penso che valga la pena di viverla. Non ci sono altre ragioni. Non è colpa di nessuno se lascio la Ferrari né esistono problemi di natura economica. Diciamo che è accaduto un fatto naturale, come due persone che non si vogliono più bene. Sono stati insieme per anni, poi il rapporto non suscita più gli stessi entusiasmi. La donna cerca di farsi più desiderabile, va in Svizzera per una cura di bellezza. Ma è inutile, se l'amore è svanito.<ref>{{cita news|titolo=Lauda: "PerchèPerché me ne vado"|data=31-8-1977|accesso=6-6-2012|pubblicazione=[[La Stampa]]|autore=Michele Fenu|pagina=1-2}}</ref>}}
 
La Commissione Sportiva Internazionale bocciò l'idea, proposta da [[Bernie Ecclestone]], di creare una sorta di campionato europeo, dedicato a quei piloti che non trovavano posto nel mondiale, per l'alto numero di iscritti. Venne annunciata inoltre l'abolizione della libertà di iscrizione a un gran premio.<ref>{{cita news|titolo=Csi contro Ecclestone|data=11-9-1977|accesso=8-6-2012|pubblicazione=[[La Stampa]]|autore=|pagina=19}}</ref>