Differenze tra le versioni di "Ceramica a figure nere"

nessun oggetto della modifica
(- avviso stub ormai inappropriato)
Etichetta: Rimozione di avvisi di servizio
 
=== Periodo maturo (570-525 a.C.) ===
Dopo Kleitias, la nuova generazione tornerà a prediligere le composizioni ampie così che la scena principale avrà nuovamente la stessa importanza che aveva avuto nel [[protoattico]]. Le coppe di Siana erano state il tipo dominante di coppa nel secondo quarto del VI secolo a.C.; verso la metà del secolo viene inventata una nuova forma di coppa che prende il posto della precedente: si tratta delle coppe dei [[Piccoli maestri]], sulle quali più che altrove sopravvive lo stile elegante e delicato di Kleitias.<ref>{{Cita|Beazley 1986|pp. 48-49.|harv=s}}</ref> Le coppe dei Piccoli maestri si dividono in tre varietà principali: [[lip cup]], [[band cup]] e [[Droop cup]] benché fossero frequenti soluzioni intermedie.
 
Le coppe di Siana erano state il tipo dominante di coppa nel secondo quarto del VI secolo a.C.; verso la metà del secolo viene inventata una nuova forma di coppa che prende il posto della precedente: si tratta delle coppe dei [[Piccoli maestri]], sulle quali più che altrove sopravvive lo stile elegante e delicato di Kleitias.<ref>{{Cita|Beazley 1986|pp. 48-49.|harv=s}}</ref> Le coppe dei Piccoli maestri si dividono in tre varietà principali: [[lip cup]], [[band cup]] e [[Droop cup]], benché fossero frequenti soluzioni intermedie.
 
Tra il 560 e il 550 a.C. la ceramografia attica attraversava un periodo di transizione; all'inizio del sentiero percorso da [[Exekias]], in assoluto il più grande artista delle figure nere, colui che ne ha condotto lo stile ai massimi livelli di espressione, non troviamo questi maestri, ma una figura opposta ad essi e tendente al monumentale come il [[Pittore dell'Acropoli 606]]. Tra questi estremi si pongono alcuni maestri più versatili come [[Nearchos]] che riusciva a combinare sui vasi grandi la delicatezza di Kleitias e un nuovo concetto di umanità quale si può vedere nel frammentario [[kantharos]], conservato ad Atene, con la preparazione del carro di Achille (Museo archeologico nazionale, Acr. 612). È da queste tendenze della fervida attività ceramografica ateniese che nascono intorno al 550 a.C. le figure di Exekias e del [[Pittore di Amasis]]. Il nome di [[Lido (ceramografo)|Lido]] con le sue robuste qualità deve essere aggiunto a questi due, benché sia un po' più anziano.<ref name=Cook77-84/>
Come il Pittore di Amasis, Exekias fu ottimo disegnatore, ma guidato da inclinazioni opposte. Sono pochi i ceramisti nel cui lavoro sia possibile riscontrare un così parallelo progredire della forma e dello stile. All'inizio della carriera sono le [[anfore]] a collo distinto quelle che prevalgono nel lavoro di Exekias e non è raro trovarvi zone con soggetti e decorazioni secondarie. Più tardi la forma si fa più conica e predominano le anfore a collo continuo. All'inizio lo stile è convenzionale e vicino al [[Gruppo E]], ma negli anni quaranta del VI secolo a.C. un'anfora a collo distinto ora conservata a Berlino (Antikensammlung F1720) già mostra quelle che saranno le sue future qualità individuali. Gli anni trenta sono gli anni della maturità; l'anfora a collo continuo del Vaticano ([[Museo Gregoriano Etrusco]] 344) mostra su un lato un idillio domestico, sull'altro Aiace e Achille che armati giocano a backgammon; l'intensità con la quale sono impegnati nel gioco investe l'immagine che acquisisce una sorta di valore universale. Sull'anfora a collo continuo di Boulogne-sur-mer (Musée Communal 558) il suicidio di Aiace appare in una nuova tragica grandezza e la stessa dignità riflessiva informa persino Dioniso sull'anfora a collo distinto del [[British Museum]] (B210). L'influenza di Exekias sui contemporanei, nello stile pittorico come nelle forme vascolari, è stata profonda e duratura ed è dal lavoro di Exekias che nascono il [[Pittore di Andocide]] e il gruppo dei principali ceramografi [[ceramica a figure rosse|a figure rosse]].<ref name=Cook77-84/>
 
Si diffonde dalla metà del secolo l'uso di impiegare nella decorazione figure astanti, osservatori, indipendentemente dalle necessità del racconto. Si tratta di una pratica già presente in Lido che diviene ancora più frequente nella seconda metà del VI secolo a.C.; è un tratto formale molto utilizzato sia dal [[Pittore di Heidelberg]] sia dal Pittore di Amasis.<ref>{{Cita|Beazley 1986|p. 46.|harv=s}}</ref>
 
Della tendenza alla raffigurazione drammatica tipica di Exekias non c'è traccia nel Pittore di Amasis; si attiene a rappresentazioni che sembrano parte di lunghi fregi, dipinge due figure contrapposte, o una inserita al centro di un gruppo più numeroso e le sue scene non sono mai quadri d'azione in cui si narri un evento interiore o intimo, ma sempre quadri statici. Leggermente più mosse sono le rappresentazioni di Dioniso e del suo seguito, che sono il suo tema preferito, ma le divinità del Pittore di Amasis, di solito raffigurate in atteggiamenti gentili e misurati, vestite ed acconciate con molta cura, vivono in un mondo indifferente a quello umano.<ref name=HW150-164>{{Cita|Homann-Wedeking 1967|pp. 150-164.|harv=s}}</ref>
Il cambiamento nei soggetti è in parte conseguenza della forma vascolare maggiormente utilizzata e in parte delle aumentate capacità tecniche e del desiderio di esprimere sentimenti o stati d'animo. La scena tipica nel periodo dello stile maturo a figure nere si adatta all'anfora a collo continuo, non contiene più di cinque o sei figure e il soggetto è unico; non c'è spazio per vecchi temi come le corse dei carri o le centauromachie, abbiamo piuttosto la partenza del soldato o Dioniso in compagnia di pochi intimi. Le figure, poche e grandi, sono sottoposte ad una osservazione più vicina e accurata favorendo un disegno anatomico più coerente e pose più facili e naturali, benché ancora si evitino gli scorci. Anche il drappeggio inizia ad essere studiato. Gli schemi relativi alle vesti si erano ormai formalizzati in tre tipologie principali: il [[peplo]] come lunga e pesante veste piana e decorata, il [[chitone]] come leggero e mosso da ondulate linee verticali e l'[[himation]] indossato come un mantello corto che finiva con pieghe definite in modo formale. La tendenza durante il periodo maturo si dirige verso una semplificazione e una maggiore naturalezza anche nel panneggio. L'ornamento secondario perde molta dell'importanza che aveva avuto in passato. L'[[hydria]] rimodellata intorno al 550 a.C. ha comunemente una scena figurata sulla spalla piatta, un ampio pannello bordato ai lati con foglie d'edera sul ventre e raggi intorno alla base. L'anfora a collo continuo ha un pannello sormontato da una stretta fascia di fiori di loto e palmette e si trovano stretti raggi intorno alla base. L'anfora a collo distinto ha fiori di loto e palmette sul collo, una catena di gemme e qualche volta una piccola scena figurata intorno alla spalla, fasce con semplici meandri sotto la scena principale e dopo la metà del secolo volute intorno alle anse.<ref name=Cook77-84>{{Cita|Cook 1997|pp. 77-84|harv=s}}</ref>
 
Il cambiamento neinel modo di rappresentare i soggetti è in parte conseguenza della forma vascolare maggiormente utilizzata e in parte delle aumentate capacità tecniche e del desiderio di esprimere sentimenti o stati d'animo. La scena tipica nel periodo dello stile maturo a figure nere si adatta all'anfora a collo continuo, non contiene più di cinque o sei figure e il soggetto è unico; non c'è spazio per vecchi temi come le corse dei carri o le centauromachie, abbiamo piuttosto la partenza del soldato o Dioniso in compagnia di pochi intimi. Le figure, poche e grandi, sono sottoposte ad una osservazione più vicina e accurata favorendo un disegno anatomico più coerente e pose più facili e naturali, benché ancora si evitino gli scorci. Anche il drappeggio inizia ad essere studiato. Gli schemi relativi alle vesti si erano ormai formalizzati in tre tipologie principali: il [[peplo]] come lunga e pesante veste piana e decorata, il [[chitone]] come leggero e mosso da ondulate linee verticali e l'[[himation]] indossato come un mantello corto che finiva con pieghe definite in modo formale. La tendenza durante il periodo maturo si dirige verso una semplificazione e una maggiore naturalezza anche nel panneggio. L'ornamento secondario perde molta dell'importanza che aveva avuto in passato. L'[[hydria]] rimodellata intorno al 550 a.C. ha comunemente una scena figurata sulla spalla piatta, un ampio pannello bordato ai lati con foglie d'edera sul ventre e raggi intorno alla base. L'anfora a collo continuo ha un pannello sormontato da una stretta fascia di fiori di loto e palmette e si trovano stretti raggi intorno alla base. L'anfora a collo distinto ha fiori di loto e palmette sul collo, una catena di gemme e qualche volta una piccola scena figurata intorno alla spalla, fasce con semplici meandri sotto la scena principale e dopo la metà del secolo volute intorno alle anse.<ref name=Cook77-84>{{Cita|Cook 1997|pp. 77-84|harv=s}}</ref>
 
=== Dopo l'introduzione delle figure rosse (530-450 a.C.) ===
La tecnica a figure rosse viene introdotta probabilmente intorno al 530 a.C. Nell'esecuzione dei mantelli e delle armi di Aiace e Achille, Exekias sembra usare ogni mezzo per affermare la propria tecnica contro la nuova, che si serviva del pennello per determinare ulteriormente i particolari delle figure. I primi vasi a figure rosse vengono datati intorno al 525 a.C. perché stilisticamente sono affini alle raffigurazioni di battaglia sul [[Tesoro dei Sifni|fregio dei Sifni]] a Delfi, databile ad un periodo immediatamente antecedente il 524 a.C.<ref name=HW150-164/>
 
Lungi dall'essere immediatamente sostituite dalla nuova tecnica, le figure nere resistono al loro fianco forti di una tradizione e di una competenza non facilmente sostituibile, malgrado l'attrattiva esercitata dalle figure rosse. Anfore a collo distinto a figure nere continueranno ad essere prodotte nel primo quarto del V secolo a.C.; in seguito la vecchia tecnica verrà applicata quasi esclusivamente a vasi di piccole dimensioni e può essere considerata estinta entro la metà del secolo. L'unica eccezione consiste nelle ufficiali e tradizionali [[anfore panatenaiche]], che erano il premio assegnato ai vincitori dei giochi che si tenevano in occasione delle grandi feste [[Panatenee]] ogni quattro anni.<ref>{{Cita|Beazley 1986|p. 81.|harv=s}}</ref>
 
Utente anonimo