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Con il crollo dell'impero romano la tessitura ritorna a una gestione locale, solo verso la metà del [[XII secolo]] riprende con una produzione organizzata grazie alla confraternita degli [[Umiliati]], dedita alla lavorazione della lana, che partendo dal Milanese costruì coi suoi conventi una prosperosa industria che si diffuse in tutto il [[nord Italia]].
 
Con la ripresa dei commerci l'industria della lana (forse l'unica produzione che poteva definirsi tale) diede ricchezza alle città che la praticavano ([[Milano]], [[Vicenza]], [[Bologna]], [[Firenze]]) e potenza alle [[corporazioni]] che gestivano i vari settori ([[Arte di Calimala]], [[Arte della Lana]], [[Arte della Seta]], [[Arte dei Tintori]]). Con la sua dedizione ai commerci è [[Firenze]] che si afferma come centro di importazione e esportazione dei manufatti di tessitura.
 
Nel [[rinascimento]] la tessitura raggiunge un alto livello tecnico, grazie anche all'importazione della [[seta]], materiale finissimo, lucido e resistente, vengono prodotti tessuti preziosi: [[raso]], [[damasco (tessuto)|damasco]], [[broccato]], [[velluto]], con disegni complessi e aggiunte d'[[oro]] e [[argento]].
*Preparazione del progetto con calcolo dell'ordito, la [[messa in carta]].
*Preparazione dell'ordito sull'[[orditoio]].
*Montaggio sul [[telaio (tessitura)|telaio]] dell'ordito ([[armatura (tessitura)|armatura]]): caricamento del [[subbio]] posteriore, passaggio dei fili dell' ordito nelle maglie dei [[liccio|licci]], passaggio nelle fessure del [[pettine (tessitura)|pettine]], legatura al subbio anteriore.
*Apertura del [[passo (tessitura)|passo]].
*Inserimento della [[trama (tessitura)|trama]] (tessitura) con la [[navetta (tessitura)|navetta]].
*Telaio
*[[Arcolaio]], permette di dipanare le matasse trasformandole in gomitoli.
*[[Orditoio]], ne esistono molti tipi, più o meno complessi a seconda delle caratteristiche dell'ordito da preparare. Si distinguono fondamentalmente in tre classi: ''sezionale'' (per orditi con elevato numero di fili e/o note d'ordito complesse), ''frazionale'' (note d'ordito semplici, le quali non comportino una elevata ripetività del rapporto ed il numero dei fili della catena dell'ordito non è elevata) ed orditoio ''a botte'' o "verticale" (viene utilizzato per brevi metraggi di campionature, questo orditoio offre il vantaggio che da 16 rocche si possa ricavarne una nota d'ordito più o meno complessa con un alto numero di fili di fondo. Viene usato specialmente in camiceria ove la metratura media è di 200/400 mt m per catena d'ordito).
*Verghe di incrocio, due asticelle legate che mantengono l'incrocio dell'ordito, e quindi l'esatta sequenza dei fili, durante il montaggio (armatura) dell'ordito.
*Passina, sottile uncino (simile ad un uncinetto) o piattina in metallo (con una cava) che serve per far passare il filo nelle maglie dei licci e nelle fessure del pettine.
*Else Regensteiner ''The art of weaving'' - Schiffer [[1970]] ISBN 0-88740-079-5
*Deborah Chandler ''Learning to weave'' - Interweave Press [[1995]] ISBN 1-883010-03-9
* [[Amedeo Benedetti]], "Tessitura, filatura e ricamo", in ''Bibliografia Artigianato. La manualistica artigiana del Novecento: pubblicazioni su arti e mestieri in Italia dall'Unità ad oggi'', Genova, Erga, [[2004]], pp. 337-349 337–349. ISBN 88-8163-358-2
 
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