Differenze tra le versioni di "Paolo Alatri"

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Uomo integerrimo e dai profondi convincimenti democratici ha educato generazioni intere di studenti al culto dei valori propugnati negli [[anni 1940|anni quaranta]] dalla Resistenza: l'amore per la libertà, il rispetto per la dignità umana, la solidarietà nei confronti degli umili e degli oppressi. Profondo conoscitore dell'[[Unione Sovietica]] fu anche Presidente dell' ''Associazione Italia-Urss'' ([[1961]]-[[1970]]), e successivamente membro del suo comitato direttivo da cui si dimise nel [[1980]] per l'umiliante trattamento riservato dalle autorità moscovite allo scienziato [[Andrei Sacharov]] («Non posso essere amico di chi si comporta come al tempo degli Zar» dichiarò in tale occasione<ref>La frase è riportata da [[Piero Melograni]]. Cfr. il [http://archiviostorico.corriere.it/1995/novembre/01/Paolo_Alatri_storia_come_impegno_co_0_9511011524.shtml sito dell'Archivio storico del Corriere della Sera]</ref>). Si è spento a Roma nel [[1995]] a seguito di una malattia incurabile.
==Lo storico e il giornalista==
Gli interessi di Paolo Alatri vertevano soprattutto sulla Storia europea moderna e contemporanea, con particolare riguardo al [[Settecento]] riformatore, al [[Risorgimento]] (materia che insegnò presso l'Università di Palermo) e all'ascesa e sviluppo del [[fascismo]]. Di fondamentale importanza sono stati anche i suoi studi letterari e storici sulla vita e l'opera di [[Gabriele D'Annunzio]] (''Gabriele D'Annunzio'' e ''Nitti, D'Annunzio e la Questione adriatica: 1919-1920''), ''D'Annunzio negli anni del tramonto, 1930-1938'', ecc.) le sue ricerche filosofiche sui protagonisti dell'[[illuminismoIlluminismo]] (''Voltaire, Diderot e il Partito filosofico'', ''Introduzione a Voltaire'', ''Parlamenti e lotta politica nella Francia del Settecento'', ecc.) e su alcuni grandi pensatori italiani contemporanei.<ref>[http://opac.sbn.it/opacsbn/opaclib?db=iccu&nentries=10&sort_access=&from=1&searchForm=opac/iccu/error.jsp&resultForward=opac/iccu/brief.jsp&ricerca=navigazione&do=search_show_cmd&format=xml&item:1003:Autore::@frase@::@or@=Alatri+%2C++Paolo%3E Vedi tutte le sue opere segnalate dal «Sistema Bibliotecario Nazionale»]</ref> Fra questi ultimi va citata una pregevole biografia di [[Bertrando Spaventa]], pubblicata a [[Roma]] nel [[1941]]<ref>Il testo fu dato alle stampe sotto lo pseudonimo di Paolo Romano per eludere le [[leggi razziali fasciste]] del 1938</ref> (fu la sua ''opera prima'') e particolarmente apprezzata da Benedetto Croce, che invitò a Napoli l'autore, che all'epoca aveva solo ventitré anni, per poterlo conoscere.
 
Paolo Alatri si dedicò intensamente all'attività giornalistica. Scrisse per ''[[l'Unità (quotidiano)|l'Unità]]'', ''[[Il Corriere della Sera]]'' ed altri importanti quotidiani. Fu redattore capo della rivista ''[[Ulisse (rivista)|Ulisse]]'' e collaboratore di ''[[Rinascita (rivista)|Rinascita]]'' e ''[[Studi Storici]]''.
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