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|LuogoMorteAlt =
|GiornoMeseMorte = 3 novembre
|AnnoMorte = 15621592
|NoteMorte =
|PreAttività =
A dispetto del suo essere [[Protestantesimo|protestante]] John ricevette la signoria e il [[Castello di Carew]] nel [[Pembrokeshire]] e quando al trono salì [[Elisabetta I d'Inghilterra]] la responsabilità delle difese navali del Galles meridionale furono affidate a lui. Nel [[1562]] fu nominato ''knights of the shire'' (una carica parlamentare per rappresentare l'area della quale si era rappresentanti) del Pembrokeshire.
 
==Il soffocamento delle ribellioni==
 
Nel [[1570]] Elisabetta nominò John alla carica di Lord Presidente del [[Munster (Irlanda)|Munster]] un incarico che egli accettò con riluttanza poichè la zona era travagliata dalla prima delle [[Rivolte dei Desmond]]. John arrivò a [[Waterford]] nel mese di [[febbraio]] e riportò la pace dopo una vigorosa campagna militare.
Il capo dei ribelli, James FitzMaurice Fitzgerald (morto nel [[1579]]) riuscì a sfuggire alle forze inglesi per qualche tempo. Dopo un duro scontro cinquanta ribelli vennero squartati e John cercò di spaventare quelli rimasti liberi decapitando i morti ed appendendo le loro teste a [[Kilmallock]], FitzMaurice si rifiutò comunque di farsi avanti e John lo sfidò a singolar tenzone, un invito che venne disertato nuovamente. Quest'offerta provocò un certo mormorio fra le persone di più alto grado della corte ed il suo gesto non fece che accrescere la sua reputazione di uomo irruento. Qualche tempo dopo John e i suoi uomini furono vittime di un'imboscata dei ribelli che li superavano in numero di gran lunga, tuttavia essi vennero salvati dall'arrivo di una piccola compagnia a cavallo che gli irlandesi scambiarono per l'avanguardia di un contingente più grande. Nel [[1572]] a seguito dell'assedio portato a termine con successo della fortezza di Castlemaine John ebbe la soddisfazione di vedere FitzMaurice arrendersi.
John autorizzò circa 800 esecuzioni, la maggior parte delle quali eseguita sotto la [[Legge marziale]] ed egli criticò duramente la scelta di reintegrazione di [[Gerald FitzGerald]] uno dei più potenti nobili del Munster e dopo aver vanamente tentato di far revocare tale decisione lasciò l'[[Irlanda]] nel [[luglio]] [[1573]]. Tornato in patria rassegnò le proprie dimissioni e venne sostituito da William Drury ([[2 ottobre]] [[1527]]-[[ottobre]] [[1579]]).
John tornò alle sue proprietà del Galles e partecipò al Concilio delle Marche, un'amministrazione locale che si occupava della gestione del Galles e di alcune contee limitrofe ai confini.
Nel [[1578]] l'ammiraglio Richard Vaughan lo accusò di sovversione della giustizia e di essere connivente con i [[Pirateria|pirati]], ma queste accuse non gli fecero perdere il favore della corona e l'anno seguente fu posto a capo di un gruppo di navi che doveva intercettare eventuali navigli spagnoli.
 
==Lord luogotenente==
 
Nel [[1584]] John venne nominato [[Lord luogotenente d'Irlanda]] al posto di Arthur Grey, XIV barone Grey di Wilton ([[1536]]-[[1593]]) che era tornato in patria due anni prima. Il suo primo incarico fu il dare il via alle [[Plantations of Munster|Plantations of Ireland]] che erano l'inizio di una significativa ondata di migrazioni di coloni inglesi voluta dai politici britannici. Le terre che venivano fornite ai coloni erano quelle che erano state espropriate ai [[Conti di Desmond|Conte di Desmond]] alla condizione che gli affittuari vi stabilissero fattorie per costruire nuovi villaggi.
Prima di cominciare questo progetto John dovette fronteggiare delle incursioni che si ebbero nell'Ulster ad opera degli [[scozzesi]] delle [[Highlands]] ad opera di un paio di clan che erano stati chiamati da [[Sorley Boy MacDonnell]] un irlandese-scozzese che si era stabilito ad Atnrim insieme ai propri uomini. John superò il Pale e raggiunse l'[[Ulster]], ma MacDonnell era già scappato in [[Scozia]] e fece ritorno solo con altri rinforzi. Dopo diverse campagne nel [[1586]] John ottenne la sottomissione di MacDonnell e più o meno in quel periodo egli approvò il rapimento di [[Red Hugh O'Donnell]], allora quattordicenne, una mossa attuata per far avere alla corona un po' più di influenza nell'Ulster, la sua politica nel nord dell'Irlanda funzionò e portò alla sottomissione anche di [[Hugh Maguire]] Signore di Fermanagh.
Al sud la colonizzazione era partita lentamente a causa di alcune minacce legali esercitate dai proprietari unite alle ribellioni di chi si era visto confiscare tutti gli averi. Nel [[1585]] John aveva avuto successo nel perfezionare un accordo nel [[Connaught]] in un inusualmente imparziale contratto fra la corona ed i tenutari della terra. In quello stesso anno il parlamento venne convocato a [[Dublino]], il primo dal [[1569]], in ogni caso la seduta produsse un certo disappunto negli astanti, perchè nonostante fossero stati dichiarati confiscati tutti i beni dei Desmond e la famiglia dichiarata decaduta, la seduta incontrò difficoltà in particolare sulla sospensione delle Poynings' Law. Il parlamento fu prorogato al [[1587]] e John fu così frustrato dalle fazioni che esercitavano la loro influenza in entrambe le camere da pregare la regina di richiamarlo in patria.
John aveva di certo contribuito a ristabilire la pace in Irlanda, ma le critiche di coloro che dovevano governare con lui non mancarono di procurargli dei nemici.
Un progetto frettolosamente elaborato per convertire le rendite della [[Cattedrale di San Patrizio (Dublino)]] in denaro per fondare due collegi portò a una diatriba con [[Adam Loftus]],vescovo di [[Dublino]] che John aggravò con le sue interferenze nel lavoro di Loftus.
John intervenne anche nell'operato di [[Richard Bingham]] quale governatore del Connaught e nel [[maggio]] [[1587]] si scontrò fisicamente con Nicholas Bagenal (morto nel [[1591]]) nella camera del concilio, un incidente che i detrattori attribuirono alla sua ubriachezza. Nel [[1588]] Elisabetta lo richiamò in patria e l'anno seguente fu eletto nel parlamento come rappresentante di Haverfordwest.
 
==Le accuse controverse e la morte==
 
Dopo il ritorno in patria i suoi nemici continuarono l'opera per condurlo alla rovina. All'inizio egli venne accolto con favore ed ammesso al [[Consiglio privato di sua maestà]] dove continuò a manifestare interessi per gli affari irlandesi attraverso la corrispondenza che teneva con diversi membri del concilio di Dublino. Nei momenti concitati che seguirono la sconfitta dell'[[Invincibile Armata]] nel [[1588]] John si trovò ad essere accusato di tradimento sulla base delle asserzioni di un prete che era stato condannato, Dennis O'Roghan. Le prove erano contenute nella corrispondenza presumibilmente indirizzata John quale Lord luogotenente (con la sua firma in calce) a [[Filippo II di Spagna]] e ad [[Alessandro Farnese]] in cui erano contenute inconfutabili promesse ed affari in relazione al prossimo futuro di Inghilterra, Galles ed Irlanda.
Il successore di John ordinò un'indagine a Dublino e furono prodotte le prove che i documenti di O'Roghna erano falsi tanto che sembrò che le accuse fossero prossime a cadere. La cosa non venne però lasciata lettera morte e, forse su richiesta di John, fu deciso di indagare sul come le prove fossero state prodotte la prima volta un processo che imbarazzo il Luogotenente in carica. L'indagine venne condotta, sempre a Dublino, da uomini che erano in maggioranza dalla parte di John.
In un lungo interrogatorio il prete disse di essere stato torturato dai membri della commissione, al che il Luogotenente, agendo su diretto ordine della regina, riprese in mano le indagini e spedì i risultati al Consiglio privato. John dovette fronteggiare un altro momento di crisi quando altre prove furono portate, le più degne di nota erano state date dal suo precedente segretario, dove si mostrava il violento linguaggio che usava nelle sue conversazioni private contro la regina. Fu prodotta anche la prova del fatto che egli era precedentemente a conoscenza della ribellione di [[Brian O'Rourke]] avvenuta nel [[1589]] nel Connaught.
John venne quindi portato alla [[Torre di Londra]] nel [[1592]] con l'accusa di [[Alto tradimento]], furono portate sia le lettere false ad opera del prete che le lettere concernenti la ribellione di O'Rourke, ma quelle di maggior peso furono quelle in cui parlava della regina in termini assai poco lusinghieri e screditando la sua legittimità in parecchie occasioni. John protestò violentemente la propria innocenza, ma venne comunque dichiarato colpevole, la sentenza venne rimandata e mentre aspettava il perdono reale John morì nella Torre il [[3 novembre]] [[1592]].
 
==Matrimonio e figli==
 
John si sposò due volte, la prima con Anne Chayney di Kent da cui ebbe il figlio ed erede:
*Thomas Perrot
e la seconda con Jane Pruet da cui ebbe tre figli:
*William Perrot
*Anne Perrot
*Lettice Perrot che sposò [[Arthur Chichester]]
 
Nel [[marzo]] [[1593]] le proprietà di John, che erano state confiscate, vennero ridate alla famiglia così che suo figlio Thomas che doveva sposare la figlia di [[Walter Deveraux, I conte di Essex]] potè ereditare<ref>Roger Turvey, ‘Perrot, Sir John (1528–1592)’, Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press</ref>.
 
==Note==