Differenze tra le versioni di "Panzer-Division"

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In vista dei molteplici impegni della Wehrmacht e dei progetti di Hitler di attacco decisivo all'[[Unione Sovietica]], nell'inverno 1940-41, l'Alto comando tedesco costituì dieci nuove divisioni corazzate (numerate da 11 a 20), riducendo però il numero di carri disponibili in ciascuna divisione: un solo reggimento corazzato con due o tre battaglioni e 160-190 mezzi corazzati (con una maggior percentuale di carri medi Panzer III e IV). Nella primavera [[1941]] le Panzerdivision invasero rapidamente la [[Jugoslavia]] e la [[Grecia]] e respinsero in mare le truppe britanniche sbarcate nei [[Penisola balcanica|Balcani]], due divisioni corazzate furono inviate in [[Africa]] e contribuirono in modo decisivo ad arrestare l'avanzata inglese in [[Libia]], mentre le restanti diciannove Panzerdivision parteciparono dal [[22 giugno]] 1941 all'[[Operazione Barbarossa]].
[[File:Bundesarchiv Bild 101I-478-2166-37, Italien, Panzer V (Panther), Panzersoldat.jpg|thumb|right|140px|Ufficiale delle Panzertruppen sulla torretta del suo carro [[Panzer V Panther|Panther]].]]
La nuova gigantesca offensiva si dimostrò subito molto dura: malgradononostante la netta superiorità tattica e operativa delle unità corazzate tedesche, la resistenza delle numerose forze meccanizzate nemiche, il logorio delle distanze e del clima, misero a dura prova le truppe tedesche che, dopo una snervante avanzata estiva, furono duramente fermate e respinte dalla controffensiva dell'[[Armata Rossa]] alle [[battaglia di Mosca|porte di Mosca]] ([[5 dicembre]] [[1941]]), che inflisse unna prima sanguinosa sconfitta alla Wehrmacht.
 
Dopo la drammatica battaglia invernale sul fronte russo, l'Esercito tedesco si riorganizzò in primavera, e potenziò le sue forze corazzate costituendo sei nuove Panzerdivision e inserendo reparti corazzate nelle unità [[Waffen-SS]] e nelle divisioni motorizzate. A [[giugno]] 1942 la Wehrmacht fece un nuovo tentativo di vincere la guerra all'est con una [[Operazione Blu|massiccia offensiva]] verso il [[Volga]] e il [[Caucaso]]: le nove divisioni corazzate impegnate avanzarono in profondità e raggiunsero [[Stalingrado]] ([[23 agosto]]), ma le forze sovietiche organizzarono una dura resistenza e il [[19 novembre]] [[Operazione Urano|passarono al controffensiva]] accerchiando un gran numero di reparti tedeschi, tra cui tre Panzerdivision.
Durante l'inverno [[1942]]-[[1943]], le divisioni corazzate tedesche, richiamate anche da altri fronti, combatterono continuamente per fermare l'avanzata generale sovietica, riuscendo, nel [[marzo]] [[1943]] a stabilizzare la situazione a [[Terza battaglia di Char'kov|Char'kov]], ma ormai la guerra stava evolvendo a sfavore della Germania. La Panzerwaffe perse cinque divisioni corazzate in [[Russia]] e altre tre in [[Nord Africa]] (dove le forze anglosassoni avevano ottenuto una netta superiorità) entro la primavera del 1943.
 
Dopo queste sconfitte le Panzerdivision della Wehrmacht e delle Waffen-SS, ancora aumentate numericamente e rafforzate con i nuovi carri medi [[Panzer V Panther|Panther]], furono sempre più costrette sulla difensiva su tutti i fronti e dovettero spesso essere dirottate da un settore critico all'altro per frenare o rallentare le continue offensive nemiche. Dopo l'ultima deludente offensiva sul fronte orientale ([[battaglia di Kursk]]), le divisioni corazzate all'est, dove rimasero in grande maggioranza per tutta la guerra, continuarono a combattere con abilità e coraggio, contraccando localmente (a [[Quarta battaglia di Char'kov|BogodukhovBogoduchov]], [[Controffensiva di Žitomir|Žitomir]], [[Kryvyj Rih|Krivoj Rog]], [[battaglia di Korsun-Sevcenkovskij'|Čerkasy]]) per contrastare le sempre più potenti forze sovietiche e guadagnare tempo.
[[File:Bundesarchiv Bild 146-1976-124-12A, Russland, Infanterie und Panzer im Kampf.jpg|thumb|left|Panther e granatieri tedeschi in azione durante le battaglie finali sul fronte est.]]
In [[Italia]] e in [[Normandia]] i reparti corazzati tedeschi tentarono invano di evitare l'invasione alleata del continente. Nell'estate [[1944]] le Panzerdivision subirono perdite durissime sia a est ([[operazione Bagration]]) che in [[sbarco in Normandia|Normandia]], ma in [[agosto]] e [[settembre]] furono in grado ancora di contrattaccare in [[Polonia]], nel [[Paesi Baltici|Baltico]] e in [[Ungheria]], mentre all'ovest in [[dicembre]] Hitler sferrò un'ultima [[Offensiva delle Ardenne|grande offensiva di sorpresa nelle Ardenne]] con nove Panzerdivision che per un momento mise in difficoltà le forze anglo-americane.
Allo scoppio della [[seconda guerra mondiale]] la teoria voleva che le ''Panzer-Division'' fossero organizzate in due brigate, ma spesso si riuscì ad impostarne solo una composta da due [[Reggimento|reggimenti]] corazzati binari (vale a dire con due [[Battaglione|battaglioni]] di tre [[Compagnia (unità militare)|compagnie]] ciascuno) più uno, anch'esso binario, di [[fanteria motorizzata]]: in totale 324 carri armati supportati inoltre da un battaglione motociclisti e da reparti addetti alla [[ricognizione]], all'[[artiglieria]], al [[genio militare]], alle trasmissioni, ai rifornimenti, all'amministrazione e all'assistenza medica.<ref name=okh>{{cita web|url=http://www.okh.it/units/frameunits.htm|titolo=Unità dello Heer|opera=okh.it|accesso=18 ott 2010}}</ref>
 
Nel 1941 le divisioni corazzate furono ridotte ad un solo reggimento corazzato binario facendo così scendere il numero dei carri a 196, ma in compenso la fanteria motorizzata si identificava in due reggimenti anziché in uno. La [[battaglia di Kursk]] fece inoltre sì che alcune unità ricevetteroricevessero un ulteriore battaglione corazzato, e a tutte fu assegnato un battaglione [[Armi contraerei|contraereo]]. Nel [[1944]] invece l'andamento della guerra, sfavorevole per la Germania, impose numerose eccezioni alle regole finora seguite.<ref name=okh/>
 
=== Personalità di rilievo ===