ʿUmar al-Tilmisānī: differenze tra le versioni

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Al-Tilmisani nacque a Darb al-Aḥmar (distretto del [[Cairo]]) nel 1904. Avvocato, al-Tilmisani si unì ai Fratelli Musulmani già nel 1933 e fu inserito nei gangli decisionali dell'organizzazione dal suo fondatore e Guida Generale, [[Hasan al-Banna]].
 
Al-Tilmisani proveniva da una famiglia di importanti proprietari terrieri, che possedeva 300 ''[[feddan]]'' (acri) e sette case. Il suo vice, e successivamente successore nella veste di Guida generale, [[Mustafa Mashhur]], apparteneva anch'egli a una famiglia di agiati latifondisti. Il loro ruolo sociale di spicco ha indotto lo storico Robert Springborg a concludere alla fine degli [[1980|Anni ottanta]] che: "È ragionevole affermare che quanti sono al momento alla guida dei [[Fratelli Musulmani]] appartengono alla ][[borghesia]] [[islam]]ica (''infitahinfitāḥ'') e che "hanno comprato" l'organizzazione grazie a risorse otteuteottenute attraverso la collaborazione col regime di [[Anwar al-Sadat|Sadat]] regime"<ref>Springborg 1989, p. 236</ref>
 
Che una simile analisi fosse alquanto forzata lo dimostra però il fatto che al-Tilmisani fu imprigionato in tre occasioni: la prima nel 1954, in quanto accusato di attivismo anti-regime durante un periodo difficile del regime di [[Gamal Abd al-NaserNasser|Nasser]], la seconda - quando già guidava la Fratellanza - nel corso degli arresti di massa di oppositori decretati da Sadat nel 1981, e una terza volta nel 1984, nel corso del successivo mandato presidenziale di [[Hosni Mubarak]].
 
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