Differenze tra le versioni di "Sofonisba"

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'''Sofonisba''' (? - [[Cirta]], [[203 a.C.]]) fu una nobile [[Cartagine|cartaginese]], figlia di [[Asdrubale Giscone]] e moglie di [[Siface]], [[re dei Numidi]], che avrebbe spinto ad allearsi con i cartaginesi contro i romani.
Fece molto per mantenere il marito a fianco della patria cartaginese in difficoltà.
Fatta prigioniera da [[Massinissa]] insieme con il marito dopo la sconfitta nella [[battaglia dei Campi Magni]] (203 a.C.), Massinissa se ne innamorò e la sposò dopo la sconfitta del marito. Poiché [[Publio Cornelio Scipione|Scipione]] voleva farla prigioniera, perché temeva che la donna potesse sobillare Massinissa contro Roma, Massinissa inviò a sua moglie una tazza di veleno per evitarle l'umiliazione d'andare in catene a Roma.
 
La sua figura è stata fonte d'ispirazione per diverse opere artistiche:
* ''[[Sofonisba (Paër)|Sofonisba]]'' di [[Ferdinando Paër]] (1805)
* ''[[Cabiria]]'' film di [[Giovanni Pastrone]] (1914)
* ''Sofonisfa'' di Niccolò Renieri
 
Sofonisba è citata come esempio di virtù nel ''[[De mulieribus claris]]'' di [[Giovanni Boccaccio]] (1362).
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