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Charlotte raggiunge Eva nella [[Stanza (architettura)|stanza]] di Erik, il suo bambino morto affogato, ed Eva le confida i suoi pensieri sul figlio, e le dice di sentire tuttora la presenza fisica del bambino, che continua a vivere dentro di lei.
 
Viktor e Charlotte parlano dei problemi della figlia ed Eva, saputolo, rimprovera la madre per la sua interferenza. Più tardi, riprendendo il discorso, madre e figlia discutono in modo acceso, rinfacciandosi i reciproci torti. Seguono alcuni ''[[flashback]]s'' muti, dove si vedono i momenti infelici della piccola Eva (impersonata dalla bambina che Bergman ebbe con l'attrice [[Liv Ullmann]], Linn). Eva accusa la madre di averla trascurata, di averla fatta [[aborto|abortire]], di aver [[tradimentoInfedeltà coniugale|tradito]] il marito e di essere stata la causa del peggioramento di Helena, di esser vissuta solo per sé stessa, pretendendo l'amore dalle persone che le erano accanto ma senza dar nulla in cambio. Charlotte, dopo un vano tentativo di difendersi, le chiede di [[perdono|perdonarla]], ma Eva risponde che non può.
 
Paul va a prendere Charlotte, che è rimasta solamente 36 ore in casa della figlia, e l'accompagna sul [[treno]]. Charlotte ringrazia Paul per averla portata via dalla figlia e, in montaggio parallelo, si vede Eva addolorata che dice: "Povera piccola mamma, non ha resistito, è scappata, so che non la rivedrò mai più" <ref>Ingmar Bergman, ''Sinfonia d'autunno'', 1978.</ref>, e davanti alla tomba del figlio pensa di aver desiderio di morire e spera che Dio abbia presto bisogno di lei.
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