Differenze tra le versioni di "Jabala ibn al-Ayham"

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{{T|inglese|biografie|settembre 2012}}
'''Jabala ibn al-Ayham''' ({{arabo|جبلة ابن الأيهم}}) fu l'ultimo sovrano dei [[Ghassanidi]], prima che i domini di questa dinastia - per lo più estesi nell'odierno Stato del [[Libano]], [[Siria]]. [[Giordania]] e [[Israele]] - entrasse a vario titolo (non solo bellico) nel [[VII secolo]] nella ''[[Umma]]'' [[musulmana]].</br>
Jabala aveva a sua disposizione un esercito non trascurabile, per lo più composto da [[Arabi cristiani]], impegnato nella sfavorevole [[battaglia dello Yarmuk]] del [[636]]. Dopo la conquista [[islam]]ica del [[Levante]] [[Vicino oriente|vicino-orientale]], per breve periodo abbracciò nel [[638]] anch'egli la religione dei conquistatori, prima però di pentirsene e tornare nel [[645]] ad abbracciare il [[Cristianesimo]] [[monofisita]], tipico delle comunità cristiane di [[Siria]]-[[Palestina]]. Si trasferì quindi nell'[[Anatolia]] [[bizantina]], fino alla sua morte nel [[645]].
 
==Jabala e 'UmarʿUmar binb. Khattabal-Khaṭṭāb==
Ci sono opposte tradizioni concernenti la sua conversione all'[[Islam]]. Quella musulmana parla del suo arrivo a [[Medina]], alla corte del secondo [[Califfo]] [['Umar ibn al-Khattab|ʿUmar b. al-Khaṭṭāb]]:
(...)<!--
There are different opinions why Jabalah and his followers didn't convert to Islam. All the opinions go along the general idea that the Ghassanids were not interested yet in giving up their status as the lords and nobility of Syria below the famous story of Jabalah return to the Byzantines land.
 
'' ... Dopo l'arrivo di ʿUmar in Siria nell'anno 17 dell'[[Egira]]'' (corrispondente al 638)'' Jabala ibn al-Ayham fu portato in [[hajj|pellegrinaggio]] a [[Mecca]]. Durante il suo ''[[tawaf]]'' attorno alla [[Ka'ba|Kaʿba]], un uomo povero pestò il suo abito, tanto che Jabala inciampò. Il fatto fece infuriare Jabala a tal punto che questi colpì a un occhio il responsabile. Dopo di che l'uomo se ne lagnò col Califfo ʿUmar b. al-Khaṭṭāb, chiedendo che Jabala fosse tradotto in giudizio. Dopo essersi fatto spiegare l'accaduto, ʿUmar ordinò che Jabala fosse a sua volta colpito nella stessa maniera all'occhio dalla persona lesa,<ref>In letterale applicazione del comandamento [[Antico testamento|biblico]], che compare anche sul [[Corano]], dell'"''occhio per occhio, dente per dente''".</ref> ma Jabala si oppose affermando "Il suo occhio è forse come il mio?". Al che il califfo rispose "L'Islam via reso uguali.". Jabala chiese che il Califfo desse corso alla sentenza la mattina seguente e durante la notte fuggì verso il suo villaggio. Quindi [[apostasia|apostatò]] e si recò nella terra dei [[Greci]] (i [[Bizantini]]).</br>
''Jabalah Ibn-Al-Aiham sided with the Ansar ([[Azdi]] Muslims from Medina) saying, "You are our brethren and the sons of our fathers" and professed Islam. After the arrival of [['Umar ibn-al-Khattab]] in Syria, in the year 17 (638 AD), Jabalah was conducting a pilgrimage in Mecca. During his [[tawaf]] around the [[kaaba]] a poor man mistakenly stepped on his robe, making Jabalah almost trip over. This angered Jabalah so much that he hit the man in the eye, after which the man went to the Caliph 'Umar bin Khattab, who then requested that Jabalah be summoned to trial. After displaying the facts of the case, 'Umar ordered that Jabalah be hit by the poor man on the eye in the same manner by which the man himself was hit, but Jabala resisted this saying "Is his eye like mine?" upon which the Caliph 'Umar responded that "Islam has made you both equal." Jabalah requested that the Caliph carry out the sentence the next morning, and he fled to his village during the night. He then apostatized and went to the land of the Greeks (the Byzantines). This Jabalah was the king of Ghassan and the successor of al-Harith ibn-abi-Shimr.''
Jabala fu re di Ghassān e successore di al-Ḥārith ibn Abī Shimr.''
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==Note==
<references/>
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[[Categoria:Convertiti all'Islam]]
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