Differenze tra le versioni di "Atto notarile"

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Nell'ordinamento italiano l'atto notarile ha efficacia di atto pubblico ai sensi dell'art. 2699 del [[Codice civile italiano|Codice civile]]. È il più diffuso e importante tra gli atti pubblici perché solo il notaio ha competenza generale a ricevere qualsiasi tipo di atto mentre gli altri [[pubblico ufficiale|pubblici ufficiali]] autorizzati a rogare atti pubblici (ad esempio, l'[[ufficiale rogante]]) possono ricevere solo gli atti espressamente indicati dalle norme che conferiscono loro tale [[potestà]].
 
===FormazioneFormalità principali===
La formazione degli atti notarili è disciplinata dalla legge 16 febbraio 1913, n. 89 (cosiddetta ''legge notarile'') la quale prescriveprescriveva, fra l'altro, che l'atto notarile siafosse redatto a mano, a macchina o a stampa e che, in ogni caso, il notaio provvedaprovvedesse personalmente alla redazione o dirigane dirigesse la stessa, in ogni suo momento, allorché l'abbiaavesse demandata a persona di sua fiducia. La legge prevedeva anche che l'atto notarile fosse ricevuto in presenza delle parti e di almeno due ''testimoni''; tuttavia, le parti, ove fossero state capaci di leggere e scrivere, potevano rinunciare di comune accordo alla presenza dei testimoni, fatta eccezione per il [[contratto di donazione|donazione]],il [[testamento]] o la [[convenzione matrimoniale]]; di tale rinuncia doveva essere fatta menzione nell'atto.
Attualmente, dopo la riforma introdotta dalla L. 28 novembre 2005, n. 246, la presenza dei testimoni non è più richiesta in tutti gli atti che assumono la forma di atto pubblico, ma solo nei casi previsti dalla legge, in primis dal codice civile. La legge notarile obbliga alla presenza di due testimoni solo in 4 casi: negli atti di donazione, nelle convenzioni matrimoniali e loro successive modifiche, nelle dichiarazioni di scelta del regime patrimoniale dei coniugi, ogniqualvolta almeno una delle parti non sappia o non possa leggere e scrivere. La legge, infine, lascia alle parti stesse e al notaio, la scelta di fare intervenire comunque i due testimoni in qualsiasi atto notarile.
 
La legge prevede che l'atto notarile deve essere ricevuto in presenza delle parti e di almeno due ''testimoni''; tuttavia, le parti, se sanno leggere e scrivere, possono rinunciare di comune accordo alla presenza dei testimoni, salvo si tratti di [[contratto di donazione|donazione]], [[testamento]] o [[convenzione matrimoniale]]; della rinuncia deve essere fatta menzione nell'atto. Il notaio deve essere certo dell'identità personale delle parti, anche avvalendosi di due ''fidefacienti'' da lui conosciuti, che possono anche coincidere con i testimoni. I testimoni e i fidefacienti devono essere maggiorenni, cittadini della Repubblica Italiana o stranieri in essa residenti, avere la [[capacità di agire]] e, non essere interessati nellall'atto e non avere rapporti di parentela o affinità né col notaio né con le parti. Non sono ammessi all'ufficio di testimone i sordi, i muti, i ciechi e tutto coloro che non sanno o non possono sottoscrivere.
 
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