Differenze tra le versioni di "Introiezione"

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sistemazione
(sistemazione)
L’introiezioneL’'''introiezione''' siè riferisce allala capacità umana di incorporare [[sentimento|sentimenti]], [[atteggiamento|atteggiamenti]] e pensieri altrui.
 
Nella prospettiva affettiva dell’empatiadell’[[empatia]], in cui è prevalente il tema della differenziazione tra sé e altro, diventa centrale il meccanismo di introiezione, come pure quello di [[proiezione]].
 
Nella relazione tra sé e un altro, l’introiezione comporta una permeabilità ai vissuti altrui ed una ricettività nei loro confronti. La disponibilità ad accogliere l’emozione altrui può rendere la persona troppo permeabile ad introiettare i contenuti al punto da subire un vero e proprio “contagio”, e ciò accade nella fase di gestazione, nelle prime fasi si sviluppo infantile e, in seguito, quando non vi è alcuna mediazione cognitiva. In questo caso la differenziazione tra sé e l’altro si annulla.
 
L’introiezione quindi, prima ancora di essere una difesa, è un meccanismo psichico che si può osservare nei primissimi mesi di vita del bambino. Nel primario rapporto madre-figlio, in questa diade importantissima dalla quale dipende la qualità del processo evolutivo, si radicano vissuti che spesso perdurano per tutta la vita. All’inizio della sua vita, il bambino vive una forte dipendenza dalla madre, per cui si può dire che tra madre e figlio, nonostante sia stato reciso il cordone ombelicale, c’è una vera e propria simbiosi. Nella prima fase del rapporto, il bambino considera il seno della madre come una propaggine del proprio corpo; la presenza della madre che dà il latte è assimilata alla vita, la sua assenza alla morte. In questa fase orale del processo evolutivo l’atto dell’ingoiare, del mangiare, dell’incorporare ha una valenza psicologica estremamente importante al punto da condizionare, in positivo o in negativo, il successivo processo evolutivo.
 
[[Categoria:Psicologia]]
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