Differenze tra le versioni di "Aristosseno"

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Interessa più ancora rilevare negli scritti di Aristosseno la presenza più o meno esplicita di un pensiero estetico: un'idea di quel che sia o come debba essere intesa l'opera d'arte musicale. Alla [[musica]] attribuì un notevole influsso etico ed educativo ma anche un uso terapeutico. Applicò alla musica il duplice metodo, sperimentale e teorico, di chiara influenza aristotelica.
 
Aristosseno scrisse che i pitagorici "usavano medicine per purificare il corpo e musica per purificare la mente". Abbinò questi studi allo sviluppo della dottrina dell'anima come armonia del corpo, perfezionando gli astratti presupposti dell'[[aritmetica]] pitagorica con l'osservazione attenta dei fenomeni del [[suono]]. È andata perduta un'opera di Aristosseno che era intitolata ''Sull'ascoltare musica'', nella quale pare si sostenesse il carattere necessariamente attivo di questa operazione, che richiede un vigile e assiduo confronto tra i suoni passati e quelli presenti e futuri. Ossia, Aristosseno riconobbe la funzione fondamentale della memoria nell'intelligenza della musica, come risulta da un paragrafo degli ''Elementi di armonia'': "Di queste due cose, invero, la musica è coesistenza: sensazione e memoria. Bisogna infatti sentire ciò che accade e ricordare ciò che è accaduto."
 
Gli ''Elementi di armonia'' sono divisi in tre libri: nel primo, intitolato ''Principii'' vengono esposti la definizione della scienza armonica e i suoi argomenti, quali la [[voce]], [[acuto]] e [[grave]], [[intervallo (musica)|intervalli]], [[melodia]], [[generi]], [[suoni]] e [[tonalità (musica)|tonalità]]; nel secondo vi è una introduzione filosofica, una presentazione innovativa delle caratteristiche dell'armonia, una polemica contro gli esperti di musica passati e tradizionalisti; il terzo libro inizia con l'approfondimento degli intervalli e s'interrompe sulla parte intitolata ''Elementi''.
 
nel secondo vi è una introduzione filosofica, una presentazione innovativa delle caratteristiche dell'armonia, una polemica contro gli esperti di musica passati e tradizionalisti; il terzo libro inizia con l'approfondimento degli intervalli e s'interrompe sulla parte intitolata ''Elementi''.
Grazie a [[Plutarco]] sono giunti fino a noi altre parti del modello musicale elaborato da Aristosseno, i quale era consapevole che la musica non poteva essere limitata a una ricreazione scientifica e nemmeno a un gioco di sensazioni, bensì alla riuscita di tutte le sue parti, dalle parole ai ritmi e ai suoni, e il compito del genio è quello di creare le corrispondenze fra questi elementi, attraverso un lavoro di sintesi. Il compito dell'ascoltatore, secondo le teorie di Aristosseno è quello di ricostruire l'opera stessa e se la fusione è esaustiva, in qualche modo l'opera esiste.<ref name="E"/>
 
Aristosseno ebbe interesse anche in altri campi: [[scienze naturali]], [[psicologia]], [[morale]], [[politica]] e [[storia]]. Scrisse una vita di [[Pitagora]] e una di [[Platone]], nei cui confronti è quasi sempre polemico. Tuttavia il tempo non ci ha conservato che pochissimi frammenti.
 
== Note ==
<references/>
 
==Bibliografia==
* Amedeo Visconti , ''Aristosseno di Taranto. Biografia e formazione spirituale''. Études IV. Napoli: Centre Bérard, 1999.
 
== Voci correlate ==
== Collegamenti esterni ==
* [http://users.unimi.it/~gpiana/dm3/dm3ari01.htm Trattato di armonica di Aristosseno di Taranto]
 
== Note ==
<references/>
 
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