Differenze tra le versioni di "Vittore Soranzo"

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=== I processi ===
Nell'ultima fase della sua vita, Soranzo subì due processi inquisitoriali, a causa della sua attività pastorale sospetta di devianze eterodosse e dell'appartenza al circolo degli "sprituali". L’Inquisizione, sempre più potente sotto la guida di del cardinal Gian Pietro Carafa, lo convocò a Roma: a sorpresa, nel marzo 1551 fu arrestato e quindi esaminato dal Sant'Uffizio. Riconobbe i suoi errori ed abiurò nel luglio 1551. Ma la sentenza del settembre 1551 non gli impose che lievi pene spirituali: questo grazie all'intervento diretto di papa [[Giulio III]], al quale l'Inquisizione e il cardinal Carafa restavano sempre più invisi. Senz'altro giocà anche in suo favore l'amicizia con i cardinali Pole e Morone, allora ancora molto influenti in curia. Nel 1554 Soranzo poté anche ritornare al governo della sua diocesi.
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Ma con l'elezione al papato proprio del cardinal Carafa, col nome di [[Paolo IV]], le cose precipitarono di nuovo per il Soranzo, di nuovo sottoposto a processo. La Repubblica di Venezia tuttavia non concesse l'estradizione e Soranzo, ormai gravemente ammalato, morì in patria. Il secondo processo inquisitoriale, stavolta in contumacia, si era concluso con una dura condanna appena un mese prima della sua morte.
 
== Note ==
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