Differenze tra le versioni di "Domenico Veneziano"

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L'artista nacque a Venezia intorno al 1410 (ne fa fede la sua stessa firma in opere come il ''[[Tabernacolo Carnesecchi]]'' e la ''[[Pala di Santa Lucia dei Magnoli]]'') e non sappiamo nulla della sua formazione, ma ipoteticamente iniziò a Venezia a contatto con le novità della [[primitivi fiamminghi|pittura fiamminga]], e conclusa prima a Firenze come allievo di [[Gentile da Fabriano]] tra il [[1422]] e il [[1423]], da cui riprese il gusto per il dettaglio naturalistico e per l'ostentazione del lusso, poi a [[Roma]], dove lavorò con [[Pisanello]], tra il [[1423]] e il [[1430]]<ref>Tra le numerose ipotesi sul maestro di Domenico Veneziano (tra [[Paolo Uccello]], [[Beato Angelico]] e [[Masaccio]]), è questa a riscuotere oggi più credito, descritta da Kenndy e sviluppata da Wohl.</ref>. Nelle sue opere, il ritorno ai modi tardogotici, se si può spiegare con l'influenza dei sopraccitati artisti, vi si potrebbe vedere anche l'influenza della contemporanea opera di [[Benozzo Gozzoli]] e della produzione delle botteghe dedite alla decorazione dei cassoni.
 
A Roma Domenico apprese da Pisanello quel gusto per le sottigliezze descrittive e la particolare attenzione per gli effetti luministici. Qui inoltre in quegli stessi anni erano presenti [[Masolino]] e forse [[Masaccio]] (affreschi di [[San Clemente (Roma)|San Clemente]]) e forse [[Paolo Uccello]], che avrebbe collaborato con masolino al perduto ciclo degli ''Uomini illustri'' di [[palazzo Orsini]]<ref name=P42>Paolieri, cit., pag. 42.</ref>.
 
===Arrivo a Firenze===
 
===Gli affreschi di Sant'Egidio===
Nel [[1439]] gli venne affidata la decorazione della [[chiesa di Sant'Egidio (Firenze)|chiesa di Sant'Egidio]] con un ciclo di affreschi sulle ''Storie di Maria'', opera capitale della seconda generazione di pittori rinascimentali fiorentini a cui parteciparono anche [[Piero della Francesca]], [[Andrea del Castagno]] e [[Alesso Baldovinetti]], purtroppo andata distrutta e oggi conosciuta solo attraverso le descrizioni e qualche frammento, peraltro poco significativo, ritrovato sotto le pareti e oggi esposto nel [[Cenacolo di Sant'Apollonia]] a Firenze. Domenico Veneziano lavorò agli affreschi a fianco del giovane allievo Piero, compiendo uno ''Sposalizio'' e poi lasciandoli incompiuti<ref name=P44>Paolieri, cit., pag. 44.</ref>.
 
Allo stesso periodo risale il tondo con l'''[[Adorazione dei Magi (Domenico Veneziano)|Adorazione dei Magi]]'', riferita generalmente a una commissione di Piero de' Medici, in cui il mondo fiabesco del tardogotico e la nuova costruzione prospettica sono perfettamente integrati in un ampio paesaggio di origine fiamminga<ref name=P44/>. Alcuni datano a questo periodo anche il ''[[Tabernacolo Carnesecchi]]''.
 
===La Pala di Santa Lucia de' Magnoli===
[[Immagine:Domenico Veneziano 001.jpg|250px|thumb|''[[San Giovanni Battista nel deserto]]'', Washington, National Gallery of Art]]
Tra il [[1445]] e il [[1447]] circa eseguì il suo capolavoro, la ''[[Pala di Santa Lucia de' Magnoli|Pala]]'' per la [[chiesa di Santa Lucia de' Magnoli]] a Firenze, in cui rappresentò una [[Sacra Conversazione]], con la Vergine col Bambino in trono attorniata dai santi Francesco, [[Giovanni Battista]], [[san Zanobi|Zanobi]], protovescovo di Firenze, e Lucia. Le figure sono inserite in una loggia aperta, costruita con una prospettiva a tre punti di fuga e simulante la forma di un trittico. Dietro, attraverso un'apertura, si intravedono le fronde di tre aranci su cielo azzurro. L'elemento lineare viene cancellato dalla luce chiara naturale, come quella del mattino, che proviene da destra in alto mettendo in risalto i profili dei personaggi e schiarendo i colori<ref name=P44/>. Al posto dei toni scuri e brillanti alla Gentile sono ora presenti tonalità più chiare e delicate, intonate a riflessi color pastello<ref name=P52>Paolieri, cit., pag. 52.</ref>.
 
Della predella fanno parte le tavole con ''[[San Francesco riceve le stigmate]]'' e ''[[San Giovanni Battista nel deserto]]'' conservate a [[Washington (distretto di Columbia)|Washington]]; l' ''Annunciazione'' e il ''Miracolo di [[san Zanobi]]'' di [[Cambridge]] e il ''Martirio di santa Lucia'' di [[Berlino]]. Si tratta di scene fortemente innovative, in cui si fonde una vivace narratività con spunti ora di realismo e espressionismo (''Miracolo di san Zanobi''), ora di incantata astrazione (come le montagne a prisma dei primi due scomparti).
 
===Viaggio nelle Marche===
Vasari riferisce come appena terminata la pala Domenico partì per le Marche (1447), chiamato a decorare con Piero della Francesca la volta della chiesa del [[santuario di Loreto]]. un'epidemia di peste costrinse i due a lasciare in fretta le Marche, lasciando il lavoro incompiuto che poi venne distrutto<ref name=P54>Paolieri, cit., pag. 54.</ref>.
 
===Tarda attività===
Perduti sono pure i due cassoni dipinti per il gentiluomo fiorentino Marco Parenti, dei quali resta documentazione dei pagamenti nel [[1447]] e nel [[1448]]. Alla fase tarda è riferita la ''[[Madonna col Bambino (Domenico Veneziano Washington)|Madonna col Bambino]]'' di [[Washignton]]<ref name=P54/>.
 
Degli affreschi per la cappella Cavalcanti in [[Santa Croce (Firenze)|Santa Croce]] ([[1454]]), staccati nel [[1566]], rimangono i ''[[Santi Giovanni Battista e Francesco]]'' nel museo della basilica. Un documento testimonia il pagamento per gli affreschi nel [[1454]]<ref name=P54/>.
 
Successivamente l'artista è citato in un documento quale uno dei più valenti pittori esistenti in Italia, chiamato per valutare gli affreschi di [[Benedetto Bonfigli]] nella Cappella dei Priori di perugia, assieme a [[Filippo Lippi]] e all'[[Angelico]]. Ancora nel [[1457]] era citato nel libro delle spese di Santa Trinità a Pistoia per aver giudicato la ''Pala della Trinità'' di [[Pesellino]] e [[Filippo Lippi]]. Tali testimonianze gettano luce su come l'artista dovesse essere molto stimato, sebbene non si conosca alcuna sua opera di quel periodo<ref name=P54/>.
 
Due dipinti suoi sono citati nell'Inventario mediceo del [[1492]] e oggi perduti: "una figura a sedere in un tabernacolo mezza nuda, con un teschio in mano" e "una testa di dama"<ref name=P54/>.
 
Morì nel [[1461]]. Il [[Vasari]] riferisce che fu assassinato da [[Andrea del Castagno]] e che egli lo riferì in punto di morte, anche se Domenico Veneziano gli sopravvisse di ben quattro anni circa<ref name=P42/>. Lo storico aretino gli attribuì anche erroneamente l'introduzione della [[pittura a olio]]: tutte le sue opere conosciute sono a tempera<ref name=P42/>.
*''[[Madonna del Roseto (Domenico Veneziano)|Madonna del Roseto]]'', 1432-1437 circa, tempera su tavola, 80,8×53,2 cm, [[Bucarest]], [[Museo nazionale d'arte rumeno]]
*''Storie della Vergine'', 1440, frammenti di affreschi e sinopie staccati, [[Firenze]], [[Cenacolo di Sant'Apollonia]]
*''[[Adorazione dei Magi (Domenico Veneziano)|Adorazione dei Magi]]'', 1439-1441 circa, tempera su tavola, diam. 84 cm, [[Berlino]], [[Gemäldegalerie (Berlino)|Gemäldegalerie]]
*''[[Tabernacolo Carnesecchi]]'', 1440-1444 circa, tempera su tavola trasportata su tela, [[Londra]], [[National Gallery (Londra)|National Gallery]]
**''Madonna col Bambino e l'Eterno benedicente'', 241×120 cm
* {{en}} [http://www.nationalgallery.org.uk/artists/domenico-veneziano Opere di Domenico Veneziano sul sito della National Gallery di Londra]
 
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