Differenze tra le versioni di "Tito Flavio Clemente (console 95)"

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{{Santo
{{U|Flavio Clemente|Biografie|novembre 2012}}
|nome= San Flavio Clemente
|immagine=
|didascalia=
|note =Martire
|nato=
|morto= 95
|venerato da= Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
|beatificazione=
|canonizzazione=
|santuario principale=
|ricorrenza= [[22 giugno]]
|attributi=
|patrono di=
}}
{{Bio
|Nome = Tito Flavio
|Attività = politico
|Epoca =
|Attività2 =
|AttivitàAltre =
|Nazionalità = romano
|PostNazionalità = , appartenente alla [[dinastia flavia]]. La tradizione ebraica ne fa un convertito all'ebraismo, in realtà si convertì al Cristianesimo. Per i cristiani è un santo, talvolta identificato con [[papa Clemente I]]
 
== Biografia ==
Clemente discendeva da [[Tito Flavio Sabino (console 47)]], fratello maggiore dell'imperatore [[Vespasiano]]; era infatti il figlio di [[Tito Flavio Sabino (console 69)]]. Suo fratello maggiore fu [[Tito Flavio Sabino (console 82)]]. Sposò [[Flavia Domitilla (figlia di Domitilla minore)|Flavia Domitilla]], figlia di [[Flavia Domitilla minore]] e cugina dell'''[[Augusta (titolo)|augusta]]'' [[Giulia (figlia di Tito)|Giulia]], figlia di [[Tito (imperatore romano)|Tito]]; da lei ebbe duesette figli, affidati alla cura di [[Marco Fabio Quintiliano|Quintiliano]].<ref>Quintiliano, ''Institutio Oratoria'', iv. 1, § 2</ref>. [[Domiziano]] ebbe in grande considerazione Clemente e sua moglie Domitilla. Clemente fu nominato [[console (storia romana)|console]] per l'anno [[95]], con l'onore di avere per collega l'imperatore stesso; i figli di Clemente e Domitilla, ancora giovani, furono designati eredi dall'imperatore, che non aveva figli, che cambiò loro nome in Vespasiano e Domiziano.
 
Anche Flavio Clemente venne coinvolto nella persecuzione [[Domiziano|domizianea]]. Molti storici ritengono che egli sia stato condannato a morte perché aveva fatto professione di Cristianesimo. Gli storici romani [[Svetonio]] e [[Dione Cassio]] parlano di una condanna, ma usano, per i motivi della stessa, espressioni molto generiche.
L'imperatore [[Domiziano]], figlio di Vespasiano, ebbe in grande considerazione Clemente e sua moglie Domitilla. Clemente fu nominato [[console (storia romana)|console]] per l'anno [[95]], con l'onore di avere per collega l'imperatore stesso; i figli di Clemente e Domitilla, ancora giovani, furono designati eredi dall'imperatore, che non aveva figli, che cambiò loro nome in Vespasiano e Domiziano.
Secondo quanto racconta [[Svetonio]], Domiziano mise a morte Clemente poco prima della fine del suo consolato, sulla base di un leggero sospetto.<ref>Svetonio dice: ''Denique Flavium Clementem patruelem suum, contemptissimae inertiae... repente ex tenuissima suspicione tantum non ipso eius consulatu interernit''. Svetonio, ''Vita di Domiziano'', 15, 1</ref>.
Secondo quanto racconta [[Svetonio]], Domiziano mise a morte Clemente poco prima della fine del suo consolato, sulla base di un leggero sospetto.<ref>Svetonio, ''Vita di Domiziano'', 15</ref> [[Cassio Dione]] concorda, raccontando che l'accusa contro Clemente era di ateismo (αθεοτση) e spiegando che questa era l'accusa mossa verso molti di coloro che si convertivano all'[[Ebraismo]]; Dione prosegue raccontando che gli accusati di ateismo erano talvolta messi a morte e talvolta privati dei propri beni ed esiliati, e che a Domitilla accadde proprio questo, essendo esiliata a ''Pandateria'' ([[Ventotene]]).<ref>''Epitome«In diquesto Cassioanno Dione'([[95]]) Domiziano mandò a morte con molti altri, lxviiFlavio Clemente, allora console, benché fosse suo cugino e avesse in moglie Flavia Domitilla, sua parente.4 Entrambi furono condannati per il delitto di ateismo.</ref> InSecondo questi capi di accusa furono condannati molti altri, che avevano seguito Domizianoi fucostumi assassinatogiudaici: damolti unuccisi, collaboratorealtri dipuniti Domitillacon la confisca dei beni.<ref>Svetonio» (Historia romana, LXVII, 13-14). ''VitaEpitome di Domiziano'Cassio Dione', 17lxvii.4.</ref>.
 
In seguito Domiziano fu assassinato da un collaboratore di Domitilla<ref>Svetonio, ''Vita di Domiziano'', 17</ref>.
Secondo quanto racconta [[Svetonio]], Domiziano mise a morte Clemente poco prima della fine del suo consolato, sulla base di un leggero sospetto.<ref>Svetonio, ''Vita di Domiziano'', 15</ref> [[Cassio Dione]] concorda, raccontando che l'accusa contro Clemente era di ateismo (αθεοτση) e spiegando che questa era l'accusa mossa verso molti di coloro che si convertivano all'[[Ebraismo]]; Dione prosegue raccontando che gli accusati di ateismo erano talvolta messi a morte e talvolta privati dei propri beni ed esiliati, e che a Domitilla accadde proprio questo, essendo esiliata a ''Pandateria'' ([[Ventotene]]).<ref>''Epitome di Cassio Dione', lxvii.4.</ref> In seguito Domiziano fu assassinato da un collaboratore di Domitilla.<ref>Svetonio, ''Vita di Domiziano'', 17</ref>
 
Non vi sono espliciti accenni al [[Cristianesimo]]; anche se molti cristiani furono condannati per ateismo, come attestano gli apologisti cristiani. Flavio Clemente morì con la moglie nelle persecuzioni di [[Domiziano]] nel [[95]].
 
Altre fonti riferiscono che fu giustiziato non per l'affiliazione al Cristianesimo bensì per la possibile preparazione di una congiura, con lui a capo, atta a spodestare l'imperatore in carica. In effetti due generali ritenuti molto amici di Flavio Clemente furono in quel periodo esautorati dall'incarico e forse passati per le armi. Vista la popolarità del ''martire'' agli occhi della plebe urbana, non è escluso che la notizia della sua affiliazione al cristianesimo fosse in verità una invenzione creata ad arte per coprire di fango l'immagine di Flavio Clemente agli occhi del popolo e scongiurare una pericolosa rivolta.
 
==Culto==
Non ci sono notizie di un suo culto nell'antichità. Nel [[1725]] furono scoperte nella [[Basilica di San Clemente al Laterano|basilica di San Clemente al Celio]] delle reliquie che furono credute quelle di Flavio Clemente.
 
Il [[Martirologio Romano]] ne ricorda la traslazione il [[22 giugno]].
{{quote|A Roma, commemorazione di san Flavio Clemente, martire, che dall’imperatore Domiziano, di cui era stato collega nel consolato, fu ucciso con l’accusa di ateismo, ma in realtà per la sua fede in Cristo. |Martirologio Romano}}
 
== Note ==
 
== Bibliografia ==
 
* Grätz, Die, ''Jüdischen Proselyten im, Römerreiche'', pp.&nbsp;28 et seq.
* idem, Gesch. 3d ed., iv. 403
{{S-dopo|dopo=[[Gaio Manlio Valente]],<br /> [[Gaio Antistio Vetere]]}}
{{S-fine}}
 
{{Portale|Antica Roma|biografie|Cattolicesimo}}
 
== Collegamenti esterni ==
*{{santiebeati|92420|San Flavio Clemente}}
 
[[Categoria:Flavii|Clemente, Tito]]
[[Categoria:Dinastia flavia|Clemente, Flavio, Tito]]
[[Categoria:Consoli imperiali romani|Clemente, Flavio, Tito]]
[[Categoria:Martiri cristiani]]
 
[[bg:Тит Флавий Клемент (консул 95 г.)]]
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