Differenze tra le versioni di "Massacri di Kočevski rog"

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Si trattava di collaborazionisti armati con civili al seguito che con la fine della guerra si erano ritirati in [[Carinzia]], zona controllata dall'[[Eighth Army (Regno Unito)|ottava armata britannica]], che li aveva internati nei pressi di [[Klagenfurt]].
 
Circa 20.000 tra domobranci sloveni, [[cetnici]] e croati, tra i quali diverse centinaia di civili, furono inviati via treno, ignari della loro destinazione, in Iugoslavia a partire dal 24 maggio.<ref name=cc>{{cita web |url=http://www.arhiv.mp.gov.si/fileadmin/mp.gov.si/pageuploads/2005/PDF/publikacije/Crimes_committed_by_Totalitarian_Regimes.pdf |autore=Peter Jambrek |titolo=Crimes committed by totalitarian regimes : reports and proceedings of the 8 April European Public Hearing on Crimes Committed by Totalitarian Regimes, capitolo 3 pag.158|anno=2008 |isbn=978-961-238-977-2}}</ref> Condotti in diversi campi di detenzione e spesso sottoposti a torture, nei giorni successivi assieme ad altri prigionieri vennero in gran parte uccisi nelle foreste dell'altopiano, nel sud dell'attuale [[Slovenia]], ricche di cavità naturali in cui i corpi furono celati.
 
Altre uccisioni di massa didei prigionieri della medesima provenienza, con occultamento dei cadaveri, avvennero nelle miniere di [[ Hrastnik]] seguite ancora da altri massacri vicino le località di [[Trbovlje]] e [[Laško]].
 
Le vittime delle stragi avvenute a Kočevski rog vengono stimate in 14.000,<ref name=cc/> sebbene alcune testimonianze forniscano numeri più alti. Boris Karapandzic in ''Kocevje - Tito's bloodiest crime (2008)'' parla di 12.000 domobranci sloveni, 3.000 serbi, 2.500 croati e 1.000 montenegrini.
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