Differenze tra le versioni di "Strage del Duomo di San Miniato"

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La commissione, incaricata delle indagini, è nominata dal Capo di Stato Maggiore [[Alfred M. Gruenther]] per conto del generale [[Mark Wayne Clark|Clark]]. Di essa fanno parte il Maggiore Edwin S. Booth, delegato dal Presidente del Tribunale Supremo Militare, il Maggiore Milton R. Wexler e Car H. Cundiff in rappresentanza rispettivamente dell'accusa e della difesa. Il graduato Donald R. Harrison e il sergente Hugo J. Gelardia svolgono le funzioni di dattilografo e di interprete. In mezza giornata la Commissione ascolta 8 testimoni tra cui il Vescovo Giubbi ed il Sindaco Baglioni. Le udienze si svolgono nel Palazzo vescovile tra le 13:00 e le 17:00 del 14 agosto 1944<ref>{{Cita|Paoletti, 2000|pp. 51, 60, 61}}</ref> e si concludono senza aver trovato un colpevole «per la ragione che prima dell'insediamento di questa commissione non era stato individuato né un supposto responsabile né era stata accertata un'atrocità o un crimine di guerra»<ref name="Paoletti 41, 60-61">{{cita|Paoletti, 2000|pp. 41, 60-61}}</ref>. Il 20 agosto il maggiore Booth consegna a Cecina la documentazione sua e quella di Ruffo "nelle mani dei burocrati militari"<ref name="Diario 88 divisione">Diario di guerra dell'88º Reggimento, 20 luglio 44, ore 21:05</ref><ref name=Fiordispina138/><ref name="Paoletti 340">{{Cita|Paoletti, 2000|pag. 340}}</ref>. Dopo una serie di passaggi tra Quartieri Generali alla fine di novembre il fascicolo arriva al Tribunale Supremo Militare Americano di Washington, derubricato come "Massacro di civili italiani da parte di soldati tedeschi, demolizione di un edificio non avente alcun valore militare"<ref name="Paoletti 41, 60-61" />. Il fascicolo rimaneva aperto "in attesa di una definizione della politica riguardante i processi dei casi italiani". I fatti erano sintetizzati in questi termini: «i soldati tedeschi che occupavano la cittadina di San Miniato, di fronte all'avanzata delle forze americane, e alle conseguenti difficoltà incontrate con elementi partigiani, il 22 luglio 1944 costrinsero circa 1500 abitanti... a entrare nella cattedrale, che apparentemente risultava minata prima dell'entrata della popolazione... Le porte furono chiuse, le guardie tedesche se ne andarono e la mina fu fatta esplodere...»<ref name="Paoletti 41, 60-61" />.
Il 6 maggio 1946 il Generale John R. Hoggen del Tribunale Supremo Militare trasmetteva la documentazione contrassegnata con i nn. 253 e 305 alle autorità italiane per le investigazioni appropriate. Il "caso" per l'amministrazione militare americana era definitivamente chiuso, tutto ora era di competenza del governo italiano. Nel 1960 la Procura Generale Italiana archiviò, e tutto finì nel "famoso" [[armadio della vergogna]].<ref>{{Cita|Paoletti, 2000|pp. 45-47}}</ref><ref>{{Cita|Paoletti, 2000|pagg. 51, 60, 61}}</ref>
 
==== La terza inchiesta italiana ====
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