Differenze tra le versioni di "Mario Appelius"

In seguito fu corrispondente di guerra de ''[[Il Popolo d'Italia]]'' in [[Etiopia]] e in [[Spagna]].
 
Grande e documentato viaggiatore, restò fino all'ultimo un convinto [[Fascismo|fascista]]. Nel [[1938]] fu tra i sostenitori pubblici del ''[[Leggi_razziali_fasciste#Il_Manifesto_della_razza|Manifesto della razza]]'' che precedette la promulgazione delle [[leggi razziali fasciste]]. Durante la [[Seconda guerra mondiale]] fu radiocommentatore; era la sua voce a ripetere alla radio italiana il motto: ''"Dio stramaledica gli Inglesi!"'' con riferimenti e frasi contro il famoso complotto ''"demo-pluto-giudaicomasso-massonicogiudaico.''" Dopo l'[[Campagna di Polonia|invasione tedesca della Polonia]], fece notare che i successi germanici erano dovuti all'applicazione delle tecniche già impiegate dagli italiani in [[Catalogna]], nella [[Guerra civile spagnola]], peraltro opinione corrente nei circoli militari<ref>R. Canosa, ''La voce del Duce. L'Agenzia Stefani: l'arma segreta di Mussolini'', Mondadori, Milano 2002, p. 152.</ref>
<ref> M. Longo Adorno, ''Gli ebrei fiorentini dall'emancipazione alla Shoà'', Casa Editrice Giuntina, 2003, p. 174.</ref>.
 
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